Premio Nobel per la Fisica 2017: un successo che parla anche italiano

I premi Nobel per la fisica per il 2017 sono stati assegnati nella giornata di ieri a tre scienziati statunitensi, Rainer Weiss, Kip Thorne e Barry Barish.

Nella giornata di ieri sono stati assegnati i premi Nobel per la fisica a tre scienziati americani che hanno reso possibile la scoperta delle onde gravitazionali. Rainer Weiss, Barry C. Barish  e Kip S. Thorne sono stati insigniti del prestigioso Nobel per la fisica.

Rainer Weiss, Kip S. Thorne e Barry C. Barish. Fonte ilpopulista

Il premio alla scoperta delle onde gravitazionali era atteso già dallo scorso anno, essendo considerata una scoperta fondamentale della fisica, probabilmente la più innovativa dall’inizio del secolo. A vincere è anche la stretta cooperazione internazionale instaurata fra Ligo (USA) e Virgo, quest’ultima ha base proprio a Pisa. Il ruolo dell’Italia è stato decisivo. Deve essere assolutamente riconosciuta la determinazione e l’esperienza messa in campo da Adalberto Giazotto, fondatore dell’interferometro italo-francese Virgo. Come è consuetudine, i premi vanno alle scoperte e non a tutta la macchina organizzativa che sta alle spalle. La scoperta delle onde gravitazionali avvenne il 14 settembre 2015 negli Stati Uniti grazie alle due antenne Ligo; l’antenna Virgo in quel momento era inattiva. In quella data si vide chiaramente un’onda gravitazionale passare attraverso le antenne americane. Spieghiamo l’origine di questa scoperta e la natura delle onde gravitazionali.  Nel 2015 furono captate delle onde gravitazionali a seguito della fusione di due buchi neri in un unico oggetto. Quella fusione sprigionò una quantità di energia eccezionale, migliaia di volte superiore a quella che il sole sarà in grado di produrre nei 9 miliardi di anni della sua esistenza. La manifestazione di queste onde nel nostro pianeta senza sviluppate tecnologie non poteva assolutamente essere individuata. Le onde gravitazionali dovute a enormi fusioni vengono captate grazie a sofisticate antenne. Da cosa sono formate le suddette antenne? Sono costituite da due raggi laser posizionati lungo due tunnel di quattro chilometri. Se non si verifica alcun tipo di fenomeno i raggi laser quando tornano alla base si annullano a vicenda; se, invece, le onde gravitazionali si manifestano, passando attraverso le antenne, uno dei due raggi precede l’altro segnalando la presenza del citato fenomeno. La scoperta delle onde gravitazionali, sottolineano diversi fisici, è la conferma della teoria della relatività generale; si trattava, infatti, del solo fenomeno previsto dal postulato teorico a non essere stato ancora osservato. Ma la storia delle onde gravitazionali è iniziata molto tempo prima. Albert Einstein, il 25 novembre 1915, presentò all’Accademia prussiana delle scienze una “equazione di campo” che teneva insieme la velocità della luce, la forza gravitazionale e la geometria spazio-tempo, nonché la struttura che costituirebbe l’Universo. Tale equazione, meglio conosciuta con la denominazione di teoria della relatività generale, postula che la forza gravitazionale “è la manifestazione della curvatura spazio-tempo, causata dalle masse che vi sono appoggiate. Dal punto di vista fisico, le onde gravitazionali possono essere viste come onde elettromagnetiche che modificano il valore del campo elettromagnetico nello spazio e nel tempo. Infine, possiamo aggiungere che nella scoperta del secolo vi è anche un po’ di Calabria. Il vibonese Sergio Gaudio, ricercatore del Gruppo Ligo, ha contribuito alla scoperta delle onde gravitazionali.

Il ricercatore calabrese Sergio Gaudio

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