INTER-SAMPDORIA 3-2 (18° M. Skriniar, 32° Icardi, 55° Icardi, 64° Kownacki, 85° Quagliarella)

L’Inter torna a vincere e almeno per una notte si trova da sola in vetta alla classifica: i nerazzurri a San Siro battono 3-2 la Sampdoria nell’anticipo per la 9a giornata di Serie A. I gol degli ex Skriniar e Icardi (doppietta) bastano nonostante la rimonta finale blucerchiata firmata da Kownacki e Quagliarella. Ottima prestazione, specie in fase di possesso palla, dei nerazzurri: Icardi (doppietta) si conferma spietato e guida i nerazzuri nei quartieri alti della classifica. Skriniar di nuovo a segno dopo Crotone, tra i migliori Nagatomo (standing ovation al momento della sua sostituzione) e Candreva. In fase di possesso funzionano i numerosi cambi di gioco cercati e trovati nella prima frazione. Il black out finale è apparso più mentale che fisico. Sampdoria poco incisiva per larghi tratti del match, Giampaolo ci mette un’ora per abbozzare le contromisure: s’interrompe la striscia blucerchiata ma la classifica continua a sorridere. Doriani che escono sconfitti ma a testa alta, dimostrando di non essersi arresi nonostante il netto svantaggio. Agevole e corretta la direzione di gara di Guida, nel prossimo turno di campionato Verona-Inter e Sampdoria-Chievo.

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ATALANTA-HELLAS VERONA (50° Freuler, 59° Ilicic, 75° Kurtic)

Dopo un primo tempo equilibrato in cui il Verona ha avuto le occasioni migliori ma non le ha sfruttate, nella seconda frazione l’Atalanta dilaga, favorita dagli errori difensivi degli ospiti. I goal di Freuler e Ilicic a inizio ripresa mettono una seria ipoteca sul risultato finale, arrotondato da Kurtic per il 3-0 definitivo. Nel largo successo interno conseguito dall’Atalanta sul Verona merita un elogio particolare Freuler autore di un gol ed un assist. Leggermente appannati sono apparsi Cornelius ed il rientrante Gomez. Tra gli ospiti si salvano Romulo e Cerci. Male Bessa protagonista in negativo in occasione della prima rete nerazzurra e Kean impreciso al tiro sullo 0-0 in almeno tre circostanze. La compagine di Gasperini si scuote nella ripresa dopo una prima frazione piuttosto problematica. I nerazzurri alzano i ritmi di gioco e soprattutto ritrovano la precisione nelle conclusioni. Sul versante opposto Pecchia fronteggia l’emergenza proponendo un 4-4-2 che nei primi 45 minuti imbriglia i nerazzurri. Il tecnico gialloblu viene però tradito dagli errori sotto porta di Kean preferito a Pazzini e da quello di Bessa in fase di disimpegno. Notte fonda per la squadra di Pecchia, che resta al terzultimo posto con 6 punti. Atalanta che sale a 15 punti e ricomincia a sentire profumo d’Europa. Nel prossimo turno l’Atalanta farà visita all’Udinese mentre il Verona ospiterà l’Inter.

BOLOGNA-LAZIO 1-2 (4° Milinkovic-Savic, 28° Lulic, 50° Lulic aut.)

Finisce 1-2 al Dall’Ara tra Bologna e Lazio, match valido per la 10a giornata di campionato. Apre le marcature Milinkovic-Savic al 4’, raddoppia Lulic al 29’ ma sempre Lulic segna uno sfortunato autogol al 50’. Gara decisa da prestazioni individuali: i migliori tra i laziali sono Immobile e Lulic. L’attaccante della Nazionale oggi non trova il gol ma colpisce ben 3 pali, tutti nel primo tempo; è solo questione di sfortuna. Per quel che riguarda il capitano biancoceleste, stasera combina tutto: è suo l’assist del primo vantaggio, raddoppia di testa ma poi segna uno sfortunato autogol nella ripresa. Al 25’ della ripresa Inzaghi lo cambia ma lui non la prende bene e manda a quel paese l’allenatore, senza apparente motivo. Per il Bologna è da segnalare la prestazione di Destro, che sfiora solo il gol, mentre una nota di demerito va a Donsah, che viene sostituito prima dello scadere del primo tempo. Ottimo l’arbitraggio di Massa che tiene in pungo le redini del match; estrae solo quattro gialli che sono inevitabili. Mister Inzaghi oggi sceglie la formazione adeguata a battagliare in mezzo al campo contro un Bologna roccioso; il risultato paga gli sforzi, non senza pericoli. I ragazzi di Donadoni rispondono bene alle reti subite e non mollano fino alla fine. La formazione di Inzaghi trova la sua 5a vittoria consecutiva con decisione e carattere; i rossoblu si ritrovano immersi a metà classifica, con 14 punti e due sconfitte di fila. Nella prossima giornata i biancocelesti andranno a Benevento mentre il Bologna sfiderà la Roma nella capitale.

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CAGLIARI-BENEVENTO 2-1 (9° Faragò, 90° +4 Iemmello rig, 90° +5 Pavoletti)

Finale al cardiopalmo a Cagliari. Padroni di casa raggiunti grazie ad un rigore contestatissimo, ma il destino, si sa, è beffardo e i sanniti ormai convinti di aver guadagnato il primo agognato punto della loro storia in Serie A vedono sfuggirsi come sabbia tra le mani il bottino così faticosamente conquistato dopo dieci turni di campionato ad opera dell’attaccante di punta della squadra sarda che finalmente riesce ad essere incisivo. Dopo la rete del vantaggio al 9′ da parte di Faragò, i padroni di casa sbagliano un rigore con Sau. Nella ripresa al 94′ arriva l’1-1 di Iemmello dagli undici metri prima del colpo di testa vincente di Pavoletti. Faragò fa il bello e il cattivo tempo: dopo la rete dell’1-0 regala al Benevento il rigore che poteva compromettere la gara prima di servire un cross perfetto per Pavoletti. Per gli ospiti da segnalare Iemmello, il più pericolo dei suoi, mentre Ciciretti tocca pochissimi palloni. La scelta di Diego Lopez di tenere in panchina Joao Pedro alla fine ha premiato la formazione sarda, vista l’ottima prestazione di Faragò. L’esordio invece di De Zerbi è molto amaro: le disattenzioni difensive dovranno essere riviste molto bene. Bene l’operato di Irrati, che non sbaglia sui due rigori assegnati, coadiuvato anche molto bene dal VAR.

CHIEVO VERONA-MILAN 1-4 (36° Suso, 42° Cesar aut, 55° Çalhanoglu, 61° Birsa, 65° Kalinic)

Ruggito Milan al Bentegodi, rossoneri trascinati da un superlativo Suso. Il fantasista spegnolo assoluto protagonista con il gol che apre le marcature, il cross che porta all’autorete di Cesar e vero punto di riferimento del gioco di Montella. Calhanoglu e Kalinic regolano la pratica Chievo. La formazione di Maran dura pochi minuti nella prima frazione prima di cedere il passo ai rossoneri. Rete di Birsa che serve a poco per l’1-3, Tomovic il più pericoloso con due tentativi, uno per tempo, il secondo deviato miracolosamente da Donnarumma sulla traversa. Poco Chievo, tanto Milan, prova di forza dei rossoneri che hanno mostrato voglia di riscatto dopo le ultime deludenti prestazioni. Senza Bonucci i rossoneri sono sembrati più fluidi nella manovra e maggiormente concentrati a non concedere spazio agli avversari. Nel finale di gara brutto infortunio accorso a Calabria: scontro aereo con Meggiorini, sbatte la testa violentemente su terreno di gioco e viene portato in ambulanza fuori dallo stadio. Le prima notizie sono confortanti: sembra solo un trauma cervicale. Cesar condannato non solo dall’autorete. Troppe defezioni difensive, anche sul gol di Kalinic perde la marcatura sul croato. Bene l’arbitro Di Bello: cartellini distribuiti sui falli più “pericolosi” e irruenti del match. Nessun episodio dubbio che avrebbe potuto compromettere la direzione. Partita da dentro o fuori per Montella: Kalinic supportato da Calhanoglu e Suso, forse, è la miglior soluzione per esaltare le caratteristiche dei due fantasisti e regalare spazio alla prima punta. Bene le scelte iniziali e la gestione della pressione di inizio partita. Maran cambia poco rispetto al derby: uno su tutti Inglese in panchina. Pucciarelli e Pellissier assenti, così come Birsa, gol a parte. In fase difensiva troppo spazio agli avversari. Il Milan interrompe la serie positiva del Chievo che durava da sei partite (tre vittorie e tre pareggi) e torna alla vittoria in trasferta, l’ultima fù a Crotone alla prima giornata (0-3). Sabato sera a San Siro arriva la Juventus, nell’anticipo delle ore 18 valido per l’undicesima giornata di serie A. Chievo impegnato, invece, domenica alle 15 in casa della Sampdoria.

FIORENTINA-TORINO 3-0 (29° Benassi, 66° Simeone, 74° Babacar rig.)

La Fiorentina conquista la terza vittoria di fila al Franchi, superando per 3-0 un Torino in piena crisi. Nel primo tempo la sblocca Benassi al 29′ su assist di Simeone. Nella ripresa, a ruoli invertiti, è invece Simeone a fare 2-0 al 66′ su assist di Benassi. La partita si chiude al 74′ con l’espulsione di Barreca con conseguente rigore realizzato da Babacar entrato da pochi minuti. Benassi, nonché ex illustre, è l’uomo partita con gol, assist e tanti chilometri macinati insieme a Simeone, anche lui decisivo nelle marcature. Più in ombra, nonostante la buona prestazione, Badelj e Chiesa. Tra le fila granata, invece, partita sufficiente per Rincon, uscito dal campo sull’1-0. Peggiori in campo Sadiq, uscito all’intervallo, e N’Koulou. Momento di grazia per la Fiorentina di Pioli, che vive un momento di entusiasmo al contrario del collega Mihajlovic. Buona conduzione di gara da parte dell’arbitro Mariani, molto fiscale sul rigore ed espulsione che in pratica ha chiuso la partita. Domenica prossima si giocherà Torino-Cagliari e Crotone-Fiorentina.

GENOA-NAPOLI 2-3 (4° Taraabt, 14° Mertens, 30° Mertens, 60° Zukanovic aut, 76° Izzo)

Per la decima giornata di Serie A, allo stadio Luigi Ferraris, il Napoli supera il Genova e torna in vetta alla classifica: finisce 3-2 in favore degli azzurri. La sblocca Taarabt dopo 4′, ma il vantaggio dura poco: punizione perfetta di Mertens ed è 1-1. Il folletto belga sigla anche il raddoppio con un gioco di prestigio e propizia l’autogol di Zukanovic, che vale il 3-1. Nel finale però, il Genoa torna in partita con Izzo e prova un disperato assalto finale, che non produce frutti: finisce 3-2. Il Genoa rimane così a quota 6, in piena zona retrocessione. Gli azzurri salgono invece a quota 28 e riacciuffano la vetta solitaria. Nel Genoa, grandi prestazioni per Taarabt e Perin: il marocchino trova uno splendido gol in avvio e delizia il Ferraris con giocate d’alta scuola, mentre il portiere limita il passivo compiendo grandi interventi. Male invece Rossettini, così come Bertolacci. Tra le fila degli azzurri, è Mertens l’uomo copertina, che sigla una doppietta da cineteca e propizia la rete del 3-1. Non sufficienti le prestazioni di Hamsik e di Zielinski, entrambi apparsi sottotono e mai al centro del gioco azzurro. Juric può sorridere per l’atteggiamento dei suoi, sempre combattivi e grintosi. Non si spiega invece il blackout dei primi minuti di ripresa, dove la sua squadra regala completamente il campo agli avversari senza mai rendersi pericolosa. Maurizio Sarri si gode il primato solitario in vetta, riacciuffato con una vittoria comunque meritata su un campo ostico. Tra i dettagli da limare, i troppi gol concessi e i pasticci difensivi. Ottima direzione di gara per Mazzoleni, che estrae pochi gialli e interrompe la gara solo per interventi rilevanti.

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JUVENTUS-SPAL 4-1 (14° Bernardeschi, 22° Dybala, 34° Paloschi, 65° Higuain, 70° Cuadrado)

La Juve vince come da pronostico ma, a dispetto del risultato, non è stato così semplice: le prodezze di Bernardeschi e Dybala illudono lo Stadium, ma Paloschi accorcia e il 2-2 di Oikonomou è annullato dal VAR, prima che Higuain e Cuadrado non rimettano al sicura il risultato. Bianconeri come al solito devastanti quando pigiano sull’acceleratore, ma fragili quando si distraggono. I migliori nella Juve sono Bernardeschi, sempre più inserito e autore del gran gol che sblocca la gara, e Dybala che torna a segnare dopo tre turni di digiuno; male Lichtsteiner che si lascia scappare Paloschi in occasione del gol e Bentancur che fa un passo indietro rispetto alle precedenti partite. Nella SPAL spicca Paloschi, unico estense a tenere impegnata la difesa bianconera, impercettibile l’ex-Borriello, pasticcione Salamon che causa indirettamente i primi due gol bianconeri. Allegri non riesce proprio a tenere alta la tensione dei suoi, che necessitano sempre di uno schiaffo (se non due) per reagire da grande squadra; Semplici ottiene il massimo dai suoi, riuscendo a restare in partita per oltre un’ora. Male l’arbitro Pasqua, il cui metro oscilla tra eccessiva severità e inspiegabile buonismo. La Juve scenderà in campo già per il posticipo di Sabato a San Siro, mentre la SPAL giocherà Domenica in casa contro il Genoa.

ROMA-CROTONE 1-0 (10° Perotti rig.)

La Roma di Di Francesco supera di misura il Crotone e si porta a quota 21 in classifica. I capitolini tengono letteralmente sotto assedio la compagine pitagorica con innumerevoli conclusioni ma riescono a prevalere solo grazie al rigore trasformato da Perotti al 10’. Straordinaria prestazione di Kolarov, autentico condottiero della vittoria giallorossa. Di pregio anche la partita giocata da Perotti, glaciale dal dischetto e sempre nel vivo della manovra offensiva. Per il Crotone buone prestazioni di Cordaz, Simic e Ceccherini mentre non altrettanto quelle di Barberis e Sampirisi. Di Francesco si affida al turnover e schiera una formazione piuttosto inedita che lo premia con una vittoria di misura a fronte però di una prestazione votata costantemente all’attacco. Sul fronte opposto invece troppo dimessi i ragazzi di Nicola, abili nel contenere ma capaci di affacciarsi in avanti solo col contagocce. Nella prossima gara di campionato, 11a giornata, la Roma sfiderà il bologna, mentre il Crotone riceverà la Fiorentina.

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SASSUOLO-UDINESE 0-1 (32° Barak)

Nella sfida valevole per la 10a giornata di Sere A l’Udinese espugna il Mapei Stadium grazie alla rete di Barak. I friulani giocano un buon primo tempo e passano in vantaggio grazie alla conclusione precisa di Barak al 32’ su assist di Perica. Nella ripresa gli emiliani provano a reagire ma gli attacchi non sono abbastanza per impensierire Bizzarri che salva il prezioso 1-0 per la squadra di Delneri. L’eroe di giornata è sicuramente Barak che permette ai bianconeri di ottenere tre punti fondamentali in trasferta. Il centrocampista gioca con esperienza e si fa vedere con i suoi inserimenti. Bizzarri, nel secondo tempo, salva il risultato con interventi provvidenziali anche sul compagno Samir, che nonostante una buona prestazione rischia l’autogol. Tra gli emiliani si mettono in mostra la coppia di centrocampo Magnanelli e Sensi per i numerosi palloni sbagliati in fase di impostazione, mentre Berardi è l’unico a provarci fino a quando è costretto ad abbandonare il campo per infortunio. Un’altra sconfitta pesante per Bucchi che non riesce a dare un’identità al Sassuolo e i giocatori, mandati in campo nella ripresa, non riescono a incidere sulle sorti del match. Può sorridere invece Delneri dal momento che la squadra ha difeso il prezioso risultato con ordine senza rischiare troppo. Nella prossima giornata i friulani ospiteranno l’Atalanta mentre gli emiliani affronteranno l’ostica trasferta di Napoli.

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