Tutta a destra, tutta a sinistra

Certi amori non finiscono: mentre la legge elettorale diventa realtà, si compongono vecchie alleanze

Dall’ultima Direzione sembra tutto abbastanza chiaro. Il segretario si è rimesso in carreggiata, o meglio sui binari. Perché è proprio a bordo di un treno che si svolgerà la campagna elettorale di Matteo Renzi, in giro per l’Italia a raccontare un partito fuori dai palazzi. Ma non finiscono qui le novità: la nuova legge elettorale e la scelta degli alleati con cui iniziare l’avventura elettorale sono scelte coordinate e complementari. Il Rosatellum Bis è abbastanza chiaro nell’indicare la possibilità di presentare liste in coalizione, con una soglia di sbarramento del 10%, accessibile a tutti. E la nuova legge stavolta non sembra essere uno specchietto per le allodole. Le intenzioni di convolare a nozze sono serissime; tant’è che da poche ora sulla legge che porta il nome del capogruppo alla Camera, il Governo ci ha messo la fiducia, tra le urla sprezzanti delle opposizioni.

E il matrimonio che si terrà in Via del Nazareno, ha il sapore di una riconciliazione, di quegli amori che non finiscono, ma che “fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Perché il Giglio Magico ha già riportato dalla sua parte Giuliano Pisapia e compagni. Ma questo matrimonio sa più di ménage à trois. Un triangolo con il lato sinistro aperto: perché Matteo Renzi si è dimostrato disponibile ad accogliere un ritorno dei secessionisti di MDP. Che rifiutano caldamente. Mentre proprio Pisapia ha afferrato la mano tesa del segretario ed è salito sul carro del PD, direzione elezioni 2018. Un’apertura seguita ad un periodo di riflessione, forse sui numeri, sui sondaggi; che hanno dimostrato che l’apertura a centro del PD non aveva dato i frutti sperati. La brusca frenata sullo Ius Soli, e il pugno duro sull’immigrazione non hanno allargato nel modo sperato la forbice elettorale. E a questo punto c’è da aspettarsi che dall’orbita renziana fuoriescano gli Alfaniani, ma per adesso niente di nuovo sotto il sole.

La nuova legge elettorale dovrebbe essere utile anche a stringere nella gelida morsa dell’isolamento il M5S; perché con la prospettiva delle coalizioni anche a Destra il trio FDI-FI-LN è molto più che un’ipotesi. Anche se resta da definire chi starà in testa al sodalizio tra la Meloni, Salvini e Berlusconi. Ci sarebbe da dire che il referendum catalano ha messo a dura prova la nascitura alleanza, con le profonde differenze di vedute della Meloni e di Salvini. Ma anche in questo caso è ancora tutto da vedere.

Insomma, tutto sembrava pronto a essere stravolto, e qualcuno già guardava alla Quarta Repubblica, ma l’ambizione di governare sta ricompattando le vecchie alleanze, magari con nuovi leader, dietro nuove correnti e in situazioni politiche più frammentate. I grillini gridano (come sempre) al complotto nei loro confronti, magari hanno anche ragione, ma la legge elettorale se la scrive chi governa, e illudersi che sia il contrario è segno di scarso pragmatismo.

Da quando il Rosatellum verrà approvato i giochi saranno definitivamente chiusi, e almeno ufficiosamente la XVII legislatura sarà finita: da quel momento i lavori parlamentari perderanno di valore, e tutti i tentativi di riforma saranno vani, per dirla brutalmente quel che è fatto è fatto. Per chi non lo avesse ancora capito, la campagna elettorale è iniziata.

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