Nato in volo sopra i cieli libici il 14 settembre del 1939, Franco Califano è considerato da molto tempo ormai come uno dei più importanti cantautori e parolieri della musica italiana.
Lo stile guascone ma al tempo stesso malinconico, gli ha fatto guadagnare, meritatamente e senza dubbio alcuno, la fama di conquistatore senza tempo rendendogli il merito di aver rappresentato l’ultimo poeta playboy della leggendaria Dolcevita romana.

Dall’irresistibile fascino latino, campano di origini ma Romano di adozione, il “Califfo” ha posseduto il corpo e il cuore di migliaia di donne, che ha conquistato con la vigoria sfrontata e spavalda dell’uomo che non deve chiedere mai, ma anche con quella delicatezza e sensibilità tipica di chi aveva vissuto i morsi della fame e la sofferenza tratta dalla vita di strada. Pochissime sono le donne che hanno resistito al suo fascino e alla sua straordinaria bellezza.

Risultati immagini per franco califanoFamoso per le canzoni scritte per le più importanti voci della musica italiana, da Mina a Mia Martini per citarne qualcuna, e per la vita sempre al limite – tanto da costargli il carcere ma andando per ben due volte assolto – la caratteristica peculiare senz’altro è stata quella dell’essere il campione assoluto degli epitaffi e degli slogan.
Con quel modo di dire le cose con la voce roca a causa della perdita di una corda vocale, tra il serio e il faceto, lasciava trasudare il fascino irresistibile ed intramontabile dei tombeur de femmes che a bordo delle Rolls Royce e Bentley, pagate a colpi di cambiali, scorazzavano a tutta forza su Via Veneto tra L’ Henry’s Bar e il Cafè de Paris. C’è da aggiungere che è stato uno straordinario Osservatore e interprete degli usi e dei costumi della vita di borgata, dalla quale orgogliosamente ha sempre dichiarato di provenire.

Insieme alla sua canzone più importante dal titolo “Tutto il resto è noia”, obbligatoriamente deve ricordarsi ció che è scritto sul marmo della sua tomba presso il cimitero di Anzio: “Non escludo il ritorno”, titolo dell’omonima canzone con cui prese parte al Festival di Sanremo 2005.
Sì. È la sua frase più rappresentativa. Epitaffio beffardo e ironico come solo lui sapeva essere.
Insomma, questa stessa ha accelerato il processo di consacrazione nella hall of fame degli autori “maledetti” della musica italiana. Non a caso era un fan di Baudelaire e Rimbaud, con un occhio al realismo sporco di Bukowski.
Califano ha rappresentato, nell’immaginario collettivo, il sex symbol cui ogni uomo dovrebbe ambire.
Con la dipartita di Califano va via l’ultimo “mâitre à penser” della poesia seduttiva, dissacrante e genuina tipica della scuola cantautorale romana.
Mancherà a molti.Risultati immagini per franco califano tomba

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