Frullato di grigio

“Frullato di grigio” questo è il titolo del nuovo racconto edito da “booksprintedizioni” casa editrice Salernitana che ha dato voce a due giovani Reggini.
Fiorenzo Foti e Roberto La Motta, questi i due nomi degli autori che si sono tuffati a capofitto in questa nuova avventura che li vede protagonisti grazie ad un alter ego chiamato Agio, attorno al quale si svilupperà tutta la trama del loro libro.

Il primo autore Fiorenzo Foti è molto giovane ha soli ventidue anni, ma immergendosi fra le sue parole si scorge una maturità dettata dalle vicende familiari che non gli hanno mai permesso di essere piccolo sul serio. Il secondo autore Roberto La Motta non è nuovo alle pubblicazioni editoriali (ha pubblicato ben tre libri prima di questa collaborazione), molto simile anch’esso al primo autore per quanto riguarda la condizione familiare fa evincere un passato tumultuoso che rielabora nell’opera senza mezzi termini esprimendo tutto il suo dissenso riguardo le situazioni familiari complicate e disperate, sempre più presenti nella società odierna.
Il libro è diviso in due racconti, i due autori Reggini DOC sono profondamente calati nella dimensione calabrese, strafottenti, dissacranti e anticonvenzionali costruiscono il proprio alter ego dando delle linee guida comuni, dei tratti caratteriali e esperienziali presenti
La cornice in cui si sviluppano i due racconti è la costa viola, perla della costa Reggina che fa da sfondo alle meditazioni più profonde di un Agio cresciuto nel disagio considerato un asociale in altre parole un soggetto border-line. In verità Agio è solo un ragazzo che non si rispecchia negli ideali della nuova smart-generation, con un passato familiare disastroso alle spalle. Se non letto con attenzione il libro potrebbe dare l’impressione di essere immerso in una dimensione di pessimismo cosmico, i due autori giovani senza un vero equilibrio familiare costretti a vedere litigi o a subire sulle spalle il peso di una responsabilità non assunta in verità vogliono dar speranza a tutti coloro che si trovano nella loro stessa situazione, asserendo che l’unico modo di andare avanti nella vita è credere in se stessi senza mai arrendersi anche davanti alle fatiche del lavoro o alle delusioni cocenti di un rapporto amoroso con una donna.
Oltre alla dimensione valoriale dei due racconti da non sottovalutare c’è anche la presenza della costruzione della dimensione strutturale del libro, i due autori si sono cimentati in una sfida lessicale non indifferente utile ad analizzare due stili narrativi completamente differenti.

 

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