Le parole di Bergoglio riaccendono il dibattito sul “Fine vita”

Papa Francesco in un messaggio inviato a Mons.Paglia ha dichiarato che è lecito arrivare "ad una decisione che si qualifica moralmente come rinuncia all'accanimento terapeutico".

Come da previsioni, l’approvazione della legge sul “fine vita” sarà rimandata (con ogni probabilità) alla prossima legislatura. Il testo, emendato fino allo stremo, è ancora fermo al Senato.  In un messaggio inviato al presidente della Pontificia accademia per la vita, monsignor Vincenzo Paglia, Bergoglio ha sostenuto la liceità di arrivare ad “una decisione che si qualifica moralmente come rinuncia all’accanimento terapeutico“. Le parole del Papa non sono passate inosservate. Il Pontefice ha mostrato apertura verso un tema tabù per la Chiesa. Chiaramente occorre esaminare le sue dichiarazioni con cautela. Francesco non parla di eutanasia ma denuncia il grave problema dell’accanimento terapeutico, ossia l’uso sproporzionato di farmaci e tecnologie che consentono il prolungamento della vita anche in mancanza di possibilità di guarigione.

 

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Papa Francesco. Fonte La Fede Quotidiana

Cappato ha valutato positivamente l’apertura mostrata dal Papa, definendo tale dichiarazione “un importante segnale di apertura al tema della sospensione delle cure“. Il ministro Lorenzin sottolinea, invece, l’importanza dell’accompagnamento della persona nella malattia. “L’altro aspetto che ha sottolineato il Santo Padre e che a me sta particolarmente a cuore, non solo come persona ma anche come ministro, è proprio accompagnare la persona nella malattia, perchè molto spesso notiamo troppa solitudine nei pazienti, lasciati soli anche da parte delle famiglie”. “Le parole del Santo Padre sul fine vita sono di una chiarezza e condivisibilità tali da non prevedere alcuna possibile interpretazione”. Questo il pensiero espresso dai deputati e senatori del Movimento 5 stelle. Fermi nella loro posizione contraria al testamento biologico e alla legalizzazione dell’eutanasia restano gli esponenti del centrodestra. L’Italia, come più volte accennato nei precedenti articoli, si sveglia soltanto dopo specifiche prese di posizione che suscitano ampio clamore mediatico. C’è stato un silenzio vergognoso da parte dei media e da parte di una classe dirigente troppo impegnata a stringere varie alleanze e accordi in vista della nuova legge elettorale. I diritti non vanno mai posticipati. Molti ritengono che non sia il momento adatto per approvare un provvedimento legislativo così dirompente. Ma quando mai saremo pronti? E’ da circa un decennio che va avanti questa filastrocca. Il silenzio negli ultimi giorni si è trasformato per l’ennesima volta in chiacchiera. Tutti hanno improvvisamente partecipato al dibattito, tutti sono diventati saccenti ed esperti in materia. C’è anche chi non ha mai mollato e chi ha dato voce agli inascoltati. L’Associazione Luca Coscioni da anni si batte a favore della legalizzazione dell’eutanasia credendo nella necessità di promuovere una legislazione in tema di testamento biologico. L’Associazione  dà la possibilità ai propri sostenitori di compilare il proprio testamento biologico.

 

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Marco Cappato dell’Associazione Luca Coscioni. Fonte Quotidiano.net

Sottoscrivere un testamento biologico significa decidere, in un momento in cui si è ancora capaci di intendere e di volere, quali trattamenti sanitari si intenderanno accettare o rifiutare nel momento in cui subentrerà un’incapacità mentale”, queste le parole che appaiono sul sito web dell’Associazione. Da parte nostra, nel nostro piccolo, daremo sempre voce ai diritti degli inascoltati sperando che prima o poi ci sarà una presa di coscienza da parte della classe dirigente e non solo. Non ci resta che attendere ancora una volta la prossima legislatura (si spera).

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