L’esordio di NAME. L’intervista al giovane rapper reggino

Il panorama musicale si arricchisce sempre di più, da chi ha un’etichetta alle spalle a chi, come NAME (all’anagrafe Manuel Nucera Ndr.), si promuove da solo. Giovane reggino, ha deciso di condividere con tutti i suoi pezzi, aiutato nella produzione da E-man (all’anagrafe Emanuel Dattoli Ndr.), insieme hanno prodotto e registrato l’esordio: Barracuda free-style.

qui riportiamo cosa ci ha raccontato NAME.

Ciao, presentati ai nostri lettori.

Ciao, il mio nome è Name e sono semplicemente un ragazzo fortunato ad aver trovato nel rap un mezzo che mi permette di esprimermi al meglio e far arrivare il mio messaggio a più persone contemporaneamente. Per questo spero possiate conoscermi meglio attraverso la mia musica.

Nell tua prima uscita abbiamo notato un certo stile che non sembra legato ad altri artisti, c’è qualche mentore o compagno segreto?

Beh per me un mentore è chiunque porti la propria arte all’eccesso. Per quanto riguarda lo stile quello che noto è che ci sono molti ragazzi che fanno “musica” quasi per gioco, senza fregarsene più di tanto. Ecco loro sono che mi spingono a fare sempre meglio e dimostrare a tutti che c’è chi lo fa con serietà e ci mette passione anche da giovane.

Il pezzo appena uscito è stato prodotto da E-man, chi è e come nasce questa collaborazione?

E-man è un fratello con cui, fuori dall’ambito musicale, condivido buona parte della mia vita e con il quale sono riuscito a formarmi musicalmente. Siamo in simbiosi, nel senso che non potrei dar vita alle mie strofe senza le sue basi e allo stesso tempo se lui non avesse trovato in me l’mc che stava cercando, probabilmente non avreste la fortuna di ascoltare le sue produzioni.

SECONDA FOTO

Cosa ti ha spinto a condividere pubblicamente i tuoi pensieri?

In un primo momento tanti episodi mi hanno portato ad escludere la possibilità di espormi come invece contrariamente sto cercando di fare adesso. Questo perché grazie ai mezzi di comunicazione odierni la scelta di uscire allo scoperto può essere interpretata come una scelta e non come un bisogno. Quello che oggi mi porta a condividere la mia musica pubblicamente è cercare di far capire a tutti come un ragazzo possa fare rap solo per il bisogno di farsi ascoltare e mettersi in gioco e non quello di mettersi in mostra.

Vuoi fare tu una domanda ai lettori?

Ti cito una parte della seconda strofa e poi faccio la domanda:

“Buttati in questo mare

Da solo o con le tue pare

Tanto E-man sa nuotare

Che affogo no non mi pare (no no).”

Riuscite a capire a chi è rivolta?

Cosa dobbiamo aspettarci da te?

Ho in mente grandi cose e spero di poterle realizzare tutte. Non voglio dire troppo ma spero di riuscire a portare una ventata di freschezza e innovazione in questa città anche tramite dei featuring esteri.

Cosa consigli a chi ancora canta in camera senza uscire allo scoperto?

Di riflettere con sé stessi e capire se e quando è il momento di uscire allo scoperto.

 

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