Nello Musumeci è il nuovo governatore della Regione Sicilia

Il candidato del centrodestra ha raggiunto il 39,80%, mentre si attesta quasi al 35% il risultato ottenuto da Giancarlo Cancelleri del M5S. Flop di Micari e del centrosinistra.

Dopo diverse ore, lo spoglio delle elezioni regionali in Sicilia si è concluso. Il nuovo governatore della regione sarà Nello Musumeci, candidato del centrodestra, che ha raccolto il 39,80% delle preferenze. Sconfitto Giancarlo Cancelleri del M5S, fermatosi al 34,7% delle preferenze. Sonora e prevedibile sconfitta del centrosinistra: Fabrizio Micari, il candidato di PD e Alfano nonché rettore dell’Università degli Studi di Palermo, non va oltre il 18,7%. Il candidato di Mdp e Sinistra Italiana Claudio Fava raccoglie il 6,1%, mentre La Rosa (Indipendentisti) si ferma allo 0,7%.

Esulta il neo governatore della Sicilia: “Bisogna recuperare l’oltre 50% dei siciliani che ha deciso di non andare a votare“, ha detto Musumeci, “ora bisogna restituire alla politica credibilità ed autorevolezza. Dobbiamo essere noi per primi convinti che la Sicilia ce la può fare.”

E parlando della ricaduta del voto siciliano su quello nazionale, Musumeci ha lanciato la volata al centrodestra unito: “Il centrodestra si ricompone e apre la strada ad un appuntamento politico importante, che nella prossima primavera dovrà ridare un governo degno di questo nome all’Italia. Questo esperimento del laboratorio Sicilia dovrà segnare un paradigma per guardare al futuro dell’Italia con reale e ragionevole ottimismo. Il centrodestra deve fare tanto ancora per essere polo di attrazione, non solo luogo geografia politica ma patrimonio valoriale, dobbiamo fare la differenza.” 

Musumeci ha poi ringraziato “tutti i leader della coalizione“: “Da Berlusconi a Giordia Meloni a Lorenzo Cesa che hanno creduto in questa scommessa. A Matteo Salvini. E un grazie particolare al mio movimento Diventerà bellissima“, ha detto, “Dobbiamo lavorare per la crescita di questa terra. Crediamo davvero nell’Unità d’Italia, ma si realizza se il Sud smette di arrancare e cresce con le stesse opportunità delle regioni del Nord. L’Italia unita è una garanzia e noi la vogliamo assicurare e tutelare.

Il neo governatore della Regione Sicilia Nello Musumeci con i leader della coalizione che l’ha sostenuto: Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. fonte: corriere.it

Diverse, ovviamente, le reazioni dal mondo politico. Silvio Berlusconi si intesta la vittoria e manda un messaggio ai suoi alleati: “La vittoria di Musumeci è la vittoria dei moderati, dei cittadini che credono in un futuro migliore” dice in un video messaggio su Facebook. “Abbiamo impedito che la Sicilia cadesse in mano ai Cinque stelle, a gente che non ha mai lavorato”.

Per il Movimento Cinque Stelle, risultato il partito più votato (staccando il diretto rivale nelle province chiave di Trapani, Ragusa e Siracusa) il secondo posto rappresenterebbe comunque una vittoria, come afferma il deputato Roberto Fico: “Lo dico con onestà intellettuale: i voti alla nostra lista, i voti al candidato presidente contro tutto e tutti, contro l’accozzaglia delle liste di Musumeci e Berlusconi che riscende in campo e con indagati, cordate e possibili mafiosi per noi è già una vittoria straordinaria”. E Luigi Di Maio aggiunge: “Noi abbiamo il voto pulito, libero, bello, consapevole. Gli altri vincono ma grazie a Crocetta che ha appoggiato l’Udc, grazie agli impresentabili e ai ‘bambini prodigio’ che riescono ad ottenere 20mila voti dal nulla…. Fantastico, va bene…”. “Loro hanno vinto ma è una vittoria infangata, contaminata dagli impresentabili” ha aggiunto.

Visibilmente deluso e molto duro nelle dichiarazioni il candidato Giancarlo Cancelleri: “Mantengo il sorriso , oggi è comunque un giorno di festa – dice – abbiamo ottenuto il 35 per cento con un voto libero e sono loro i veri vincitori. La vittoria è contaminata dagli impresentabili e da Nello Musumeci che li ha candidati. Non chiamerò il vincitore perché altrimenti avrei dovuto chiamare tutti quelli che hanno vinto” nelle liste che lo hanno sostenuto”“Ci dobbiamo fare delle domande – aggiunge – ad esempio sui quasi 20 mila voti di Luigi Genovese. Noi continueremo la nostra battaglia, siamo la prima forza politica della Sicilia. Voglio ringraziare quanti in questi anni si sono battuti per la nostra sfida. Siamo una grande comunità di cittadini. Ringrazio la mia città che mi ha dato il 50 per cento delle preferenze. E ringrazio Elena la mia compagna”.

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Giancarlo Cancelleri: nonostante l’ottimo risultato, soltanto un secondo posto per lui nella corsa alla Presidenza della Regione Sicilia. fonte: ansa.it

Ad aprire le ostilità nel fonte del centrosinistra sconfitto è invece il presidente del Senato Pietro Grasso, che in una lunga nota diffusa dal suo portavoce, definisce “patetiche” le scuse di quanti, all’interno del Pd, imputano al suo rifiuto di correre come governatore la causa dei risultati deludenti nell’Isola. “Ho rifiutato la candidatura, il 25 giugno scorso, per motivi di carattere istituzionale”, scrive nel comunicato. E conferma la sua presa di distanze dai “metodi e contenuti dell’attuale classe dirigente del partito”.

All’attacco del Pd va anche il leader di Mdp Roberto Speranza, soddisfatto dei risultati di Claudio Fava: “Siamo dinanzi ad una sconfitta clamorosa del Pd sia in Sicilia che a Ostia e delle sue politiche nazionali e regionali. Ora serve un cambio radicale”. Opinione condivisa anche da Angelo Bonelli dei Verdi: “Il centrosinistra o cambia subito o muore”. Mentre il renziano Davide Faraone, sottosegretario alla Salute, punta il dito contro i bersaniani e la loro scelta di correre divisi dal Pd: “La candidatura di Fava ha avuto come unico obiettivo quello di danneggiare il Pd e il centrosinistra. Tutti coloro che continuano a vedere in Renzi un nemico non si rendono conto che favoriscono Salvini e il M5s”.
Non me la prendo né con Grasso né con Fava – dice invece il portavoce dem Matteo Richetti – Quando si perdono le elezioni, ci si prende la propria responsabilità”.

Ma conosciamo meglio il vincitore. Chi è il nuovo governatore della regione siciliana? Nello Musumeci nasce a Militello in Val di Catania il 21 Gennaio 1955. Entra in politica ad appena 15 anni, quando giovanissimo si unisce all’associazione studentesca Giovane Italia, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI). A 20 anni, viene eletto consigliere comunale nella sua città d’origine, mentre a 32 diventa segretario provinciale del MSI a Catania. Nel 1994, si candida a presidente della provincia etnea, risultando vincitore al ballottaggio. Musumeci amministrerà la provincia nonostante la maggioranza consiliare di centrosinistra e nel 1998 verrà poi riconfermato presidente al primo turno, con più di 310000 preferenze, sostenuto da una coalizione di centrodestra. Assieme al sindaco di centro-sinistra Enzo Bianco, è considerato uno dei protagonisti della cosiddetta “Primavera di Catania“. Rimane in carica fino alla scadenza del secondo mandato, nel maggio 2003.

Alle elezioni europee del 1994 viene eletto europarlamentare, nella circoscrizione Italia Meridionale, tra le fila di Alleanza Nazionale con circa 43000 preferenze. Viene rieletto poi alle successive elezioni del 1999 (con 78000 preferenze) e del 2004 (con 116000 preferenze). In quest’ultima tornata risulta peraltro l’eurodeputato di AN più votato a livello nazionale dopo Fini, Alemanno e Gasparri, nonché il primo in Sicilia. Al Parlamento Europeo ha fatto parte delle commissioni Pesca e Agricoltura e della Commissione per l’ingresso della Turchia nell’Unione europea. Termina il suo mandato di eurodeputato nel 2009.

Alle elezioni regionali del 2006, Musumeci rinuncia a entrare in coalizione a sostegno del presidente Totò Cuffaro e si candida a presidente della Regione Siciliana, a capo del movimento “Alleanza Siciliana“. Ottiene il 5,3%, contro il 53,1% dell’esponente del centro-destra Cuffaro e il 41,6% della candidata per il centro-sinistra Rita Borsellino. Ci riprova nel 2012, quando annuncia su proposta del leader di Grande Sud Miccichè la sua candidatura, sostenuto anche dal Popolo delle Libertà, diventando il candidato ufficiale del centro-destra. Il 29 ottobre 2012, ottenendo il 25,7% dei consensi, viene sconfitto dal rappresentante del centro-sinistra Rosario Crocetta che prende il 30,5%.

Nel 2015, è tra i fondatori del movimento civico siciliano #DiventeràBellissima, così denominato in richiamo ad una frase di Paolo Borsellino riferita proprio alla Sicilia. Così, nell’aprile del 2017 ufficializza la sua candidatura a presidente della regione come candidato ufficiale del suo movimento, risultando appunto vincitore nella tornata elettorale appena conclusasi.

 

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