Outsider – Quando lo sport diventa leggenda: l’Ajax di Cruijff

1970-1973: l’era dei tulipani.

L’Ajax di Cruijff ha rivoluzionato il gioco del calcio ed il modo di intendere questo magnifico sport. L’Ajax di quegli anni rappresenta ancora oggi un’icona, un vero e proprio mito. Il 1964 è la data in cui inizia a nascere il mito dello squadrone olandese. In quell’anno Jaap van Praag, proprietario di una catena di freeshop, diviene presidente della squadra di Amsterdam. Proprio nel 1964 debutta, il 15 novembre, Johann Cruijff. Da quell’anno in poi nasce l’idea di un calcio fuori dagli schemi, spumeggiante e anticonformista. Tutto questo è l’Ajax. L’anno successivo uno sconosciuto Marihus Michels, inventore del “calcio totale”, salva una squadra alla deriva. Michels è il primo a credere nell’impresa, trascinando nella stagione successiva la sua squadra verso la conquista del primo titolo dell’era Cruijff, l’undicesimo della gloriosa storia dell’Ajax.

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Marihus Michels, iventore del calcio totale. Fonte listal.com

Ma che cos’è il calcio totale? Il calcio totale si pone in netto contrasto rispetto al gioco all’italiana, è un calcio dinamico, privo di posizioni fisse in campo, un modo di giocare che deve essere interpretato da calciatori in grado di adeguarsi ai continui cambiamenti di ruolo. Il primo passo verso la leggenda ha inizio nella stagione 1970/71. Il cammino in Coppa dei Campioni è una vera e propria cavalcata. Gli olandesi superano agevolmente i primi due turni contro gli albanesi del 17 Nentori Tirana e gli svizzeri del Basilea. Nei quarti l’Ajax pesca i temibilissimi scozzesi del Celtic. I biancoverdi devono inchinarsi davanti alla superiorità  di Cruijff e compagni: il risultato finale della partita di andata è un netto 3 a 0. Il ritorno a Glasgow non riserva brutte sorprese alla squadra di Michels: gli olandesi vincono 0 a 1, raggiungendo il traguardo delle semifinali. L’avversario dell’Ajax è l’Atletico Madrid. Gli spagnoli riescono ad imporsi in casa con il risultato di 1 a 0. La squadra di Michels non molla mai ed esprime sempre l’idea del proprio allenatore. In Olanda, un gol di Keizer riporta il risultato in parità . La partita resta in bilico fino al 75′. L’Ajax negli ultimi 15 minuti si scatena: un fulmineo uno-due firmato da Suurbier e Neeskens, condanna gli spagnoli all’eliminazione. Nella cornice emozionante di Wembley, l’Ajax si appresta ad affrontare in finale la sorpresa Panathinaikos, allenato da Ferenc Puskas. La partita mette in evidenza sin da subito la netta superiorità  dell’Ajax. Gli olandesi vogliono fare divertire la platea, vogliono far vedere al mondo la loro idea di calcio. Dopo appena 5 minuti, Van Dijk batte il portiere greco Oeconomopoulos. A tre minuti dalla fine è Arie Haan a chiudere il discorso. E’ Coppa dei Campioni !

 

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L’era dei tulipani. Fonte storiedicalcio.altervista.org

L’epopea dell’Ajax di certo non termina qui. Nella stagione successiva, Michels lascia gli olandesi per trasferirsi sulla panchina del Barcellona. Sulla panchina dell’Ajax, tra lo scetticismo generale, si accomoda il rumeno Stefan Kovacs. Dopo una prima fase di ambientamento, il tecnico riesce a scaldare i cuori dei sostenitori olandesi, rendendo ancora più spettacolare il gioco dell’Ajax. La Coppa dei Campioni 1971/1972, si apre allo stesso modo in cui si concluse quella della stagione precedente. L’Ajax supera, anche se con grandi difficoltà , la Dinamo Dresda. L’avversario successivo è l’Olympique Marsiglia, agevolmente battuto dagli olandesi. Nel quarto di finale Cruijff e compagni incontrano l’Arsenal. Nel match di andata una doppietta di Muhren risponde all’iniziale vantaggio dei Gunners. Al ritorno un’autorete di Graham consente all’Ajax di avere la strada spianata verso le semifinali. L’avversario è il Benfica: grazie ad una rete di Swart nella gara di andata, l’Ajax raggiunge per la seconda volta consecutiva la finale di Coppa dei Campioni. La finalissima si gioca a Rotterdam. Gli olandesi devono vedersela con l’Inter. In quella partita Cruijff, grazie all’avanzamento di posizione, è decisivo. Il talentuoso attaccante riesce a trafiggere in due occasioni il giovane portiere nerazzurro Bordon. E’ ancora Coppa dei Campioni. Di seguito vi proponiamo le due reti messe a segno da Cruijff.

 

Nella stagione 1972/1973 ormai il modello Ajax è riconosciuto a livello mondiale, diventando uno stile di vita e non una semplice idea di gioco. Nella Coppa dei Campioni di quell’anno, l’Ajax sconfigge agli ottavi il CSKA Sofia. Nei quarti si propone una sfida stellare: gli uomini di Kovacs affrontano il Bayern di Beckenbauer e Gerd Muller. Nel match di andata gli olandesi prevalgono con il risultato di 4 a 0. La semifinale è Ajax contro Real Madrid. Gli spagnoli ottengono il risultato di 1 a 2 ad Amsterdam. A Madrid l’orgoglio dell’Ajax si manifesta in tutta la sua pienezza: una rete di Muhren scaccia via ogni cattivo pensiero. Per la terza volta di fila è finale. A Belgrado l’Ajax trova la Juventus. Dopo appena 4 minuti gli olandesi siglano il gol del vantaggio grazie all’incornata vincente di Rep. La Juve gioca bene ma l’Ajax riesce ad addormentare il gioco offrendo una grande prova di maturità . E’ la terza Coppa dei Campioni consecutiva. Andiamo ora al protagonista dell’era dei tulipani: Cruijff. L’attaccante incarna alla perfezione l’idea di calcio totale. E’ un calciatore in perenne movimento. E’ in grado di partire dal centrocampo o dalla difesa per impostare azioni da regista e di lanciarsi in avanti per svolgere il ruolo di attaccante puro. Il lavoro di Michels è stato una manna dal cielo per Cruijff. L’attaccante grazie a Michels diventa anche più robusto e qualitativamente superiore. Con l’Ajax vince ben 3 Coppe dei Campioni, una Supercoppa europea, una Coppa Intercontinentale, 6 titoli nazionali e 4 Coppe d’Olanda. Ottiene anche la bellezza di tre palloni d’oro. Dopo la conquista della terza Coppa dei Campioni lascia il suo Ajax per trasferirsi al Barcellona.

Nel video potete ammirare le giocate che hanno reso grande Cruijff.

 

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