Outsider – Quando lo sport diventa leggenda: il miracolo incompiuto del QPR

La stagione 1975/76 vede una favola interrompersi sul più bello, quella del magico e folle QPR.

Le favole non sempre si realizzano. Ci sono però delle storie che restano impresse nella memoria di ognuno di noi nonostante la mancanza del lieto fine. Questo è il caso del QPR, una squadra spettacolare che sul più bello ha interrotto il proprio sogno. Una storia che dimostra come anche coloro che non arrivano al traguardo lasciano un segno forse più importante di quello dei vincitori. Questa è una qualità che appartiene soltanto alle squadre composte da grandi uomini che danno tutto sul terreno di gioco, squadre spettacolari ed allo stesso tempo folli. Follia e spettacolarità probabilmente sono i termini migliori per descrivere il QPR della stagione 1975/76.

 

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Rosa del QPR nella stagione 1975/76. Fonte Storiedicalcio Altervista.org

Il QPR ha una bacheca poverissima. Come spesso abbiamo raccontato nei precedenti appuntamenti, anche in questa circostanza protagonista del nostro racconto è una squadra tecnicamente inferiore alle altre, una squadra in grado di trascinare la Londra Ovest e di coinvolgere tutti gli appassionati di calcio. La compagine londinese è un mix di genio e sregolatezza. I Rangers interpretano il calcio in maniera passionale dimostrando un attaccamento alla maglia che viene ammirato da tutti i tifosi inglesi.

Il QPR non è di certo un team abituato a vincere. Con l’arrivo dei primi risultati positivi e delle prime prestazioni convincenti si inizia a pensare che la stagione 1975/76 avrebbe avuto una nuova e sorprendente protagonista. Alla prima di campionato i Rangers sconfiggono per la prima volta nella loro storia il Liverpool di Paisley. Ai 27.113 del “South Africa Road” sembra di vivere un sogno. E’ il QPR a dominare gli avversari, ad imporre il proprio gioco, a comportarsi da squadra superiore. La partita termina 2 a 0. Le reti di Gerry Francis e di Michael “Mick” Leach stesero i Reds. Quella vittoria sembra una casualità, un fuoco di paglia. Può mai una piccola realtà competere con i colossi del campionato inglese? Di lì a poco ci si renderà conto della spregiudicatezza di un team che non ha nulla da perdere e che non ha paura di navigare nel mare in tempesta del calcio inglese. Il comandante della compagine londinese è Dave Sexton, allenatore molto esigente che già nelle precedenti stagioni ottenne importanti risultati con il Chelsea. I suoi lo seguono a meraviglia, in brevissimo tempo il QPR diventa una famiglia più che un club. L’anima dei Rangers è il capitano Gerry Francis, un uomo che dà tutto quello che ha in campo, simbolo indiscusso del prodigioso cammino di quella squadra.

 

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Il capitano Gerry Francis. Fonte Sporting Heroes.net

Il calciatore più eccentrico, interprete di un calcio pop e folle, è la stella Stanley Bowles: un mix di eccentricità e follia. E’ l’uomo che più di ogni altro simboleggia l’essenza di quel QPR. E’ un’autentica icona degli anni 70′, un calciatore ribelle che non ha mezze misure, capace di ereditare la maglia numero 10 di Rodney Marsh senza avere alcun tipo di pressione. Celebre la risposta data ad un giornalista che gli domandò se sentisse il peso di indossare un numero di maglia così prestigioso: “Marsh chi?”. 

 

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Stanley Bowles. Fonte Daily Mail

Torniamo al cammino in campionato dei Rangers. Dopo la prima vittoria stagionale arriva un pareggio casalingo contro l’Aston Villa. Tutti si rendono conto della sorpresa QPR dopo il successo clamoroso con il risultato di 5 a 1 al Baseball Ground di Derby. In quell’occasione una tripletta di Bowles e le reti di Thomas e Clement iniziano a far parlare di una squadra che fino a quel match era stata sottovalutata.

E’ il rush finale a stupire. Il QPR ottiene qualcosa come 11 vittorie ed un pareggio, una marcia che sembra inarrestabile. Il 17 aprile 1976 accade l’impensabile: i Rangers, alla terzultima giornata, perdono una partita decisiva a Norwich. Quello che ormai sembrava poter essere un autentico miracolo sportivo, si trasforma in un vero e proprio incubo. Gli uomini di Sexton sul più bello cedono il passo al Liverpool nel duello a distanza che ha caratterizzato tutta la parte finale del campionato. Un testa a testa affascinante dall’epilogo drammatico. Il Norwich batte con il risultato di 3 a 2 il QPR, facendo disperare i tantissimi sostenitori e tutti gli appassionati schierati con i ragazzi di Sexton. Il Liverpool nella stessa giornata vince scavalcando in classifica i Rangers. Mancano ancora due partite da giocare.

 

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Bowles in azione contro il Norwich. Fonte Pinterest

Appena una settimana dopo la squadra londinese riesce a risalire la china riportandosi virtualmente in testa grazie alla vittoria ottenuta contro il Leeds. E’ una gioia apparente: i Reds, infatti, a causa degli impegni europei, giocano 10 giorni dopo avendo così l’opportunità di ristabilire le distanze. Quei 10 giorni sono un vero e proprio incubo, un’attesa asfissiante. Il Liverpool affronta i Wolves. Questi ultimi possono ottenere la salvezza vincendo questa partita e sperando che il Birminghan perda il proprio match. La notizia della salvezza diretta del Birminghan gela i tifosi dei Rangers e arriva all’orecchio dei Wolves. Il Liverpool in pochi minuti ribalta la situazione. E’ 3 a 1 a favore dei Reds. Il popolo Hoops è in lacrime, la favola si è trasformata in un dramma sportivo. L’ipotetico trionfo in brevissimo tempo diventa beffa.

Il QPR è destinato a non vincere nulla, è un team eternamente incompiuto che non riesce a tagliare mai il traguardo. Quella stagione, però, merita di essere celebrata. I Rangers hanno in ogni caso lasciato un segno indelebile nella storia del calcio inglese: hanno dato la possibilità a migliaia di persone di credere in una favola senza lieto fine.

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