Puntuale, come sempre da 25 anni, è arrivata, anche questa mattina, la sentenza de Il Sole 24 Ore, che ha pubblicato la tanto attesa classifica sulla vivibilità delle province italiane.

Nulla di sorprendente nella graduatoria 2017, che conferma la profonda spaccatura tra Nord e Sud Italia, già emersa, con grande evidenza, lo scorso anno. Se sul podio svettano, infatti, le settentrionali Belluno, Aosta e Sondrio, scorrendo la classifica dall’alto verso il basso, la prima città centro-meridionale che si incontra è Roma. La Capitale, che occupa la ventiquattresima posizione, fa, tuttavia, registrare un preoccupante -11 rispetto alla passata indagine, che suona tanto come una bocciatura per l’amministrazione Raggi.

Immagine che evidenzia il divario tra Nord e Sud Italia, tratta da ilsole24ore.com
Immagine che evidenzia il divario tra Nord e Sud Italia, tratta da ilsole24ore.com

Ancor più significativo è, però, il dato relativo al fondo della classifica, dove le  posizioni dalla n.88 sino alla 110 sono interamente monopolizzate dalle città del Sud Italia e delle Isole. Caserta è, in particolare, il fanalino di coda, mentre Calabria e Puglia si confermano le peggiori Regioni del Belpaese. La punta dello Stivale, nonostante il miglioramento di posizione di tutte e cinque le sue province, non riesce, infatti, ad andare oltre l’ottantacinquesimo posto di Crotone, facendo registrare, peraltro, un increscioso terzultimo piazzamento per Reggio Calabria.

Analizzando i singoli parametri di valutazione, è, infatti, evidente come ci sia, ancora, tanto da migliorare per la provincia dello stretto, che si aggiudica la maglia nera per lavoro e innovazione e un misero quintultimo posto per cultura e tempo libero. Incoraggianti, sotto altro punto di vista, sono, invece, i dati relativi alla densità demografica e al tasso di criminalità. Con riguardo a tale ultima voce, la città amaranto si piazza, infatti, sorprendentemente, alla sessantanovesima posizione, sopra le “civilissime” Padova e Alessandria, facendo registrare, addirittura, un +19 rispetto allo scorso anno.

Immagine del lungomare Italo Falcomatà di Reggio Calabria. Fonte: italytravveller.com
Immagine del lungomare Italo Falcomatà di Reggio Calabria. Fonte: italytraveller.com

Insomma il vero problema di Reggio Calabria è che sta diventando, sempre più, un paese per vecchi.

 

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