La Vaporwave è una corrente artistica nata nel 2010 che trae origine dalla musica elettronica indipendente e che sfrutta le produzioni televisive degli anni ’80 e ’90, utilizzandole come controparte visuale.

Per quanto riguarda il suono, questo genere musicale solitamente trasforma motivi e testi di canzoni esistenti distorcendone i suoni e alterandoli al fine di creare un’atmosfera rilassante, quasi onirica. Gli oggetti di tale distorsione appartengono spesso alla cultura televisiva già citata; di fatti, nella la vaporwave italiana, si possono annoverare creazioni basate ad esempio sullo slogan di “Bim bum bam” o sulla pubblicità della mitica Tassoni («quante cose al mondo puoi fare…» per intenderci).

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Per la componente visuale, invece, bisogna fare un discorso più ampio. Da un lato, infatti, i video vaporwave mostrano un vero e proprio bestiario di videogames, cartoni animati, spot pubblicitari e quant’altro perché sfruttano un particolare tipo di rappresentazione visiva denominata ”Esthetics”, la quale tende a fondere tutti questi scenari ponendoli in successione. Dall’altro, tali immagini vengono trasposte in modo da sembrare più antiquate di quanto effettivamente non siano per creare un effetto nostalgico e infondere una patina di indefinitezza nel complesso audio-visuale.

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Per concludere, bisogna notare come il risultato generale di un video musicale, che recupera e altera oggetti appartenenti alla cultura di trenta e venti anni fa, è quello di una parodia della società capitalista di quel tempo, la quale ci appare in tutta la sua inconsistenza una volta che la si osserva attraverso il filtro nostalgico e confusionale della vaporwave.

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