La Redazione de IlSaccente.it ha avuto il piacere di fare una chiacchierata con Pierdavide Carone, cantautore romano giunto al successo nel 2010 grazie alla partecipazione al noto talent Amici di Maria De Filippi, nell’ambito del quale si è classificato terzo,  vincendo peraltro il premio della critica. Difficile dimenticarsi della sua partecipazione alla sessantaduesima edizione del Festival di Sanremo in coppia con il grande Lucio Dalla.

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Ecco l’intervista integrale che Pierdavide ha rilasciato alla nostra testata:

 1) Cosa ha rappresentato per te Amici? Hai mantenuto dei legami umani e/o professionali con i ragazzi del talent che ti ha tenuto a battesimo?

“Amici è stato un trampolino di lancio, ero giovane ma con già tanti concerti alle spalle, prima come chitarrista, poi come cantante, e in quegli anni avevo iniziato a scrivere le canzoni che poi sarebbero state quelle di Una Canzone Pop, e sapendo che Amici dava quell’anno la possibilità a giovani cantautori di poter da subito mettere in mostra il proprio repertorio davanti alle più importanti etichette discografiche, oltre che ovviamente a tutto il pubblico che il programma stesso ha, ho colto la palla al balzo. Ho mantenuto legami umani soprattutto con Enrico Nigiotti, che sta avendo finalmente la rivincita che merita grazie a X Factor, e l’anno scorso ho duettato con Loredana Errore in un pezzo meraviglioso che è Cu’ ‘mme, durante una serata-tributo alla grande Mia Martini; è stato bello rivederla e cantarci insieme”.

2) In un’intervista hai dichiarato: “Lucio mi ha fatto sentire che non ero soltanto una miccia che si poteva spegnere da un momento all’altro: potevo essere un cantautore”. Chi è stato per te Dalla? Cosa ha rappresentato per te quella storica partecipazione a Sanremo 2012?

“Lucio è stato in primis musica per le mie orecchie quando ero un semplice ascoltatore di buona musica, e ascoltavo i vinili dei miei genitori, e tra questi c’erano due album incredibili quali Com’è profondo il mare e Lucio Dalla, poi è diventato un modello da seguire quando ho provato a scrivere canzoni, ed infine è diventato un collaboratore e, soprattutto, un amico. Di Sanremo 2012 ricordo la grande tranquillità che mi infondeva la sua presenza, un attestato di stima che già di per sé aveva il valore di una vittoria per me come artista e come uomo, al di là di come sarebbe poi andata la gara”.

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Pierdavide Carone e Lucio Dalla in “Nanì” a Sanremo 2012

3) Il tuo primo album “Una canzone pop” entrò a pieno titolo nella classifica FIMI. Un disco molto particolare, connotato da una eterogeneità di sound: dalla delicatezza di “Di notte” all’irriverenza di “Trullallero Rullallà”, fino ad arrivare alla leggerezza de “Il ballo dell’estate”. Qual è l’anello di congiunzione tra questi brani tanto originali quanto differenti fra loro?

“Viviamo in un’epoca in cui tutto è etichettato, dalle persone ai colori politici, e non fa eccezione la musica, purtroppo; tutti si aspettano da un artista esattamente quello che la tua categoria ti impone, se sei un cantautore devi vestirti in un certo modo e frequentare certi ambienti, se sei uno youtuber devi vivere con un telefono in mano, se sei un rapper probabilmente devi avere una buona dose di tatuaggi, e se sei un cantante che punta a Sanremo riempi di archi le tue canzoni. Io personalmente spero di scrivere una bella canzone, è quello che cerco di fare da quando ho scritto la mia prima canzone; non so a che categoria appartengo, nasco chitarrista hard rock, ho studiato musica classica e jazz in conservatorio, ho fatto un talent show di respiro nazional-popolare ed ho collaborato con uno dei più grandi cantautori della storia della musica italiana. Credo che Una canzone pop, anche se magari in maniera un po’ ingenua ed acerba vista l’età che avevo quando lo scrissi, avesse già dentro tutti questi ingredienti, e forse se ha venduto quanto ha venduto è stato proprio perché era un disco libero, senza pregiudizi, senza la voglia di assecondare un qualsiasi status symbol. Ed è ancora quello che cerco di fare adesso, far sì che la mia prossima canzone sia semplicemente una bella canzone.”

4) Ritieni che i tuoi ultimi brani possano aver segnato un’inversione di tendenza rispetto al sound delle tue prime canzoni?

“Non credo che sia corretto parlare di inversione, semmai di evoluzione. Io sono sempre io, e quindi le armonie, le melodie, le parole che compongo sono sempre le mie. Però non ho 21 anni, ma 29, e se in otto anni non mi sono evoluto allora vuol dire che sono privo di una qualsiasi forma di curiosità o empatia verso il mondo o la vita stessa.”

Risultati immagini per una canzone pop pierdavide5) Qualche giorno fa hai aderito all’iniziativa “Pena di morte mai” insieme con grandi artisti del panorama nazionale ed internazionale. Credi che la musica sia un’arma talmente incisiva da scuotere le coscienze su un tema del genere?

“Io credo che un artista prima di essere artista è un essere umano, e in quanto tale deve fare il meglio che può con il meglio di sé per rendere il mondo meglio di com’è. I risultati li stabilisce il tempo.”

6) C’è un brano della tua produzione discografica al quale ti senti maggiormente legato?

“Ce ne sono diversi, a La Ballata dell’Ospedale e Di notte sono legato da affetto e anche profonda gratitudine perché mi hanno dato successo, a Nanì sono legato emotivamente perché ogni volta che la canto, chiudo gli occhi e vedo Lucio, ed è un regalo immenso che questa canzone mi fa ogni volta che accade, poi ci sono canzoni che magari sono meno famose ma in cui mi riconosco perfettamente, come Guarda caso, Viole, Ottobre, Basta così e Vuoto cosmico, che sono probabilmente le mie cinque canzoni preferite. Ci sono anche delle canzoni che non mi piacciono affatto, e sono molte più di quanto si possa immaginare, ma è dato dal fatto che ho maturato col tempo uno spirito molto critico, e quindi alcune canzoni scritte dieci anni fa e cantate oggi mi mettono un po’ imbarazzo, ma non dirò quali sono, ovviamente!!!”

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7) Quali sono i tuoi progetti per il futuro? … Potremmo pensare ad un ritorno al Festival di Sanremo?

“Il mio unico progetto ora è quello di finire questo mio nuovo album, che è il primo da indipendente con ArtistFirst, e dunque è per me una sorta di anno zero, ed una nuova sfida che, alla soglia dei trent’anni, mi fa sentire giovane!! Quali saranno poi i canali attraverso il quale veicolare questo nuovo album, lo decideremo a breve di concerto con il mio staff.”

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