“Ad astra” è uno dei pochi esempi in cui un mangaka decide di creare un’opera a partire dalla storia degli antichi Romani. In particolare, il manga tratta di come, durante la seconda guerra punica (218-202 a.C.), i Romani siano stati capaci di risollevarsi dall’orlo del baratro verso cui erano stati spinti dall’invasione del condottiero cartaginese Annibale Barca.

Sin dal titolo, che cita il proverbio di oraziana e virgiliana memoria, «per aspera ad astra» (attraverso le avversità alle stelle), l’opera chiarisce quale sarà il destino di Roma. Le avversità risiedono nel genio militare di Annibale, che nei primi sei volumi sconfigge i Romani ripetutamente; mentre il suo rivale, colui che porterà l’Urbe alle stelle, è il giovane Publio Cornelio Scipione, che da subito appare come uno dei pochissimi uomini in grado di predire le mosse del «mostro» (come viene chiamato il generale cartaginese nel manga).

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Per quanto riguarda i disegni, generalmente l’abilità di Mihachi Kagano si contraddistingue per il suo tratto realistico, ma le pagine migliori sono senza dubbio quelle che raffigurano un Annibale trionfante o che comunque vogliono esaltare l’aura terrorifica e mortifera che emana.

Nonostante l’opera non tratti molti argomenti che non riguardino da vicino l’andamento della guerra e i dialoghi non brillino per lirismo, bisogna ammettere che il risultato complessivo è più che soddisfacente, dal momento che l’autore riesce a rendere questo conflitto da storico a epico. Le rappresentazioni visive dei due protagonisti, le immagini delle battaglie e la profonda introspezione di diversi personaggi conferiscono un’aura mitica allo scontro per la salvezza della repubblica.

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