Cala, quest’oggi, il sipario sulla XVII legislatura della Repubblica Italiana. Nonostante il pressing degli ultimi giorni per la concessione di una proroga per l’approvazione della legge sullo “ius soli”, il Presidente della Repubblica Mattarella, sentiti Grasso e la Boldrini, ha, infatti, deciso di firmare, ai sensi dell’art. 88 della Costituzione, il decreto di scioglimento del Senato e della Camera dei Deputati, poi controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

La data delle prossime elezioni è già fissata: Il Consiglio dei ministri ha, infatti, approvato, questo pomeriggio, il decreto di indizione per il prossimo 4 marzo. A margine della riunione, il premier Gentiloni, nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno, ha così commentato l’evento: “Il Paese si è rimesso in moto dopo la più grave crisi del dopoguerra. Naturalmente oltre a svolgere il mio ruolo fondamentale di Presidente del Consiglio, sia pure in un contesto di campagna elettorale e di camere sciolte, darò il mio contributo alla campagna elettorale del PD“.

Immagine del Premier Gentiloni tratta da lastampa.it
Immagine del Premier Gentiloni tratta da lastampa.it

Incalzato, inoltre, sulla possibilità di un bis in un nuovo governo di larghe intese, il Presidente del Consiglio ha così glissato: “Qualsiasi cosa dica in risposta a questa domanda credo che sarebbe usata contro di me. Mi auguro solo che la mia parte politica prevalga alle elezioni per poi avere un esecutivo con determinate caratteristiche, sicuramente dobbiamo farci carico della gestione della situazione per evitare instabilità.

Infine, Gentiloni ha precisato: “Dovevamo evitare interruzioni brusche e traumatiche in un momento molto delicato per l’economia italiana e per la nostra società che stava leccandosi le ferite, stava e riprendendo fiato ed in alcune regioni stava rimettendosi a correre. Non dilapidare gli sforzi fatti fino ad ora deve essere il primo impegno della prossima legislatura, sarebbe da irresponsabili non impegnarsi. Siamo all’inizio di questo percorso. C’è molta strada da fare. Guai a immaginare un futuro di piccolo cabotaggio. Il mio governo era nato un anno fa dopo la sconfitta del referendum, le dimissioni di Renzi e con le difficoltà del PD, ma non abbiamo tirato a campare”.

Da questa sera si dà, dunque, il via alla corsa all’alleanza e allo slogan vincente, con la certezza che, al momento, immaginare una maggioranza assoluta in Parlamento è poco più che un miraggio.

Commenti

commenti