Impressioni – Novembre

Maroon 5
“Red Pill Blues”
(Interscope – Universal music)

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Dopo tre anni di silenzio tornano i Maroon 5 con il nuovo album “Red Pill Blues”. Definire questi artisti una band vera e propria è difficile, giacché in realtà tutto ruota intorno alla figura del cantante Adam Levine, mentre gli altri componenti sembrano delle semplici comparse. Nel nuovo album figurano numerose collaborazioni: SZA, A$AP Rocky, Kendrick Lamar e Future, che provano a dare un senso e, soprattutto, visibilità a un lavoro scadente. I brani essenzialmente ricalcano i precedenti, come sempre composti da: ritornelli semplici e orecchiabili costruiti in modo da rimanere in testa. Canzoni adatte a pubblicità o film d’amore di bassa qualità, che in futuro ricorderanno in pochi. I Maroon 5 dovrebbero rivedere il loro lavoro e valutare cosa non funziona più nella loro creatività. Le collaborazioni con artisti, ormai più famosi di loro, dovrebbero essere utilizzate per crescere qualitativamente e non per fare da volano ad un album scadente.

 

Priestess
“Torno Domani – Ep”
(Tanta Roba Label)

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Tra gli artisti della nuova scena rap italiana figura la giovane Priestess che ha pubblicato il primo ep, intitolato “Torno domani”, uscito per Tanta Roba Label. Il disco è formato da sei tracce composte da una serie di producers: Ombra, Dub.io, Polezsky, 2nd Roof, Kang e PK. Particolarmente interessante è la voce dell’artista qualitativamente e tecnicamente buona. “Torno domani” ha un unico difetto: i testi. Purtroppo il livello di scrittura delle liriche è semplicistico e adolescenziale – nell’accezione negativa. Tuttavia si percepisce la potenzialità di quest’artista che, migliorando la scrittura dei testi potrebbe farla emergere rispetto a molti altri suoi colleghi che non possiedono quella qualità, ma che si intravede soltanto in forma latente.

 

Yung Lean
“Stranger”
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Il rapper svedese Yung Lean, nome d’arte di Jonatan Misans Håstad, ha pubblicato il nuovo album intitolato “Stranger”. Dopo l’album precedente, “Warlord”, l’artista ha trascorso anni difficili in balia di psicofarmaci e droga, che lo hanno costretto al ricovero in un ospedale psichiatrico dalla cui esperienza trova origine e forza questo nuovo lavoro. Di forte impatto emotivo è la traccia ‘Agony’, incentrata sui problemi psicologici e l’effetto che hanno sulle relazioni personali. L’album si inserisce nel sottogenere denominato come cloud rap, presenta sonorità chillwave, minimali e rarefatte. Concludendo “Stranger” è l’album sincero di un artista che dopo anni difficili torna sulle scene con un buon lavoro.

 

Frah Quintale
“Regardez Moi”
(Undamento)

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Frah Quintale, con la sua maschera che ricorda il protagonista del film Frank di Lenny Abrahamson, è uno dei molti nomi che compongono la scena indie pop italiana e, nel mese di novembre, ha pubblicato l’album, intitolato, “Regardez Moi”. L’ascolto del lavoro dell’artista ha richiamato la fase adolescenziale della vita, quando ascolti per la prima volta “Il sorprendente album d’esordio de I Cani” della band, appunto, I Cani dal cui esordio sono passati ormai diversi anni e tanta, tanta musica. Probabilmente qualche hanno fa “Regardez Moi” avrebbe avuto un altro senso, sebbene alcuni brani non siano composti male, in sé l’album non ha nulla di innovativo, ma risulta piuttosto comune. L’album di Frah è uscito troppo tardi, e in coda a tanti artisti e band arrivati prima, i suoi brani sono già “passati” non hanno alcuna caratteristica propria, né mordente. Forse il lavoro di quest’artista verrà riascoltato con l’idea di ritrovare l’adolescenza ma,  citando il personaggio di Arma letale Roger Murtaugh, «sono troppo vecchio per queste … (continuate voi)».

 

Noel Gallagher’s High Flying Birds
“Who Built The Moon?”
(Sour Mash Records)

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Durante il mese di ottobre è uscito il primo disco solista di Liam Gallagher, che si è rivelato un lavoro incredibilmente banale. Quasi contemporaneamente, in questo mese di novembre, è stato pubblicato anche il nuovo album del fratello Noel, intitolato “Who Built The Moon?”. Il disco, prodotto da David Holmes, vanta la partecipazione degli ex-Oasis Chris Sharrock e Gem Archer, rispettivamente alla batteria e chitarra. Se Liam, in “As You Were”, ha puntato tutto sulla componente pop delle sue canzoni, il fratello Noel propone invece un sound rock smisuratamente pompato e tamarro. Neanche la collaborazione con Paul Weller – in ‘Holy Mountain’ – e Johnny Marr – in ‘If Love Is the Law’ – riescono a salvare l’ultima fatica del “Re del britpop”. Noel Gallagher, infatti, propone le stesse sonorità che caratterizzavano gli Oasis durante il periodo di “Standing On The Shoulder Of Giants”, solo leggermente attualizzato. In conclusione, con ogni probabilità le esperienze soliste di Liam e Noel non avranno prosecuzione e, presumibilmente, in un prossimo futuro vedremo una reunion degli Oasis, con buona pace di “As You Were” e “Who Built The Moon?” che saranno dimenticati dai più e ricordati solamente dai fan più accaniti. La musica inglese non ha alcun bisogno di chi, come i fratelli Gallagher, non ha più nulla da dire, perché può vantare una scena musicale molto più fiorente e interessante, nella quale spiccano i Sleaford Mods.

Christian De Sica
“Merry Christian”
(Warner Music Italy)

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