Outsider – Quando lo sport diventa leggenda: Marco Pantani

La storia piena di enigmi del "Pirata".

La nostra rubrica oggi è dedicata ad un mostro del ciclismo, un autentico genio capace di compiere dei capolavori esaltanti. Marco Pantani è un predestinato: già nel 1984, all’età di 14 anni, vince staccando gli avversari a Case Castagnoli di Cesena. In quella gara emerge immediatamente il talento del cesenate. Con l’avanzare di categoria, Marco è in grado di coinvolgere milioni di italiani che fino a quel momento non avevano mai avuto a che fare con il ciclismo. Il “Pirata” riesce a superare incidenti che avrebbero potuto stroncargli la carriera. E’ un gigante, un uomo capace di rialzarsi e di reagire immediatamente. Le vittorie al Giro d’Italia e al Tour de France del 1998, lo fanno entrare nella leggenda del ciclismo. Il cesenate è un personaggio scomodo, schietto, dice le cose come stanno. Denuncia i problemi dello sport e fa sentire la propria voce sulle più svariate tematiche, tanto da attirarsi l’invidia dell’ambiente. L’incubo di Marco inizia il 5 giugno del 1999. E’ il dominatore incontrastato del Giro d’Italia ma a due tappe dal termine della competizione, in Madonna di Campiglio, gli viene riscontrato un tasso di ematocrito superiore al 50%. Costretto ad una pausa forzata di 15 giorni deve abbandonare il Giro. Ci sono ancora oggi notevoli dubbi riguardo le vicende giudiziarie che lo videro protagonista. Pantani da atleta esaltato dalla stampa e dall’opinione pubblica diventa il peggior criminale della storia. La Magistratura avvia una serie di fascicoli che lo vedono indagato. In quel periodo passa la maggior parte del suo tempo in Tribunale. Ben sette Procure iniziano ad indagarlo anche in assenza di effettivi presupposti di legge. Combatte strenuamente con la Magistratura: ogni volta che tenta di reagire, un’altra Procura avanza indagini nei suoi confronti. Il “Pirata” è disperato e inizia a fare uso di cocaina.

 

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Marco Pantani. Fonte Orrore a 33 Giri

Vogliamo adesso raccontarvi uno dei momenti più alti della sua carriera travagliata. Nel 1998 c’è grande ottimismo verso Pantani. Il giro d’Italia inizia subito in salita. Marco deve fare i conti con Alex Zuelle, maglia rosa della prima parte del Giro. Nella tappa di Selva di Val Gardena Pantani sembra avere tutte le carte in regola per vincere. Zuelle appare impreparato di fronte ai continui attacchi del cesenate. E’ arrivo a due tra Guerini e Pantani. E’ il primo a trionfare ma arriva la prima maglia Rosa della carriera di Marco. La tappa decisiva è quella di Montecampione. Il “Pirata” deve staccare il russo Tonkov, vincitore nella precedente tappa dell’Alpe di Pampeago, tappa in cui era riuscito a tenere testa all’italiano e a tagliare il traguardo. A Montecampione Tonkov non può fare nulla contro un fenomenale Pantani. Il cesenate impone un ritmo estenuante, una gara d’attacco e un’avanzata inarrestabile negli ultimi chilometri. Il Giro d’Italia è suo.

 

Il 1998 è l’anno della consacrazione del ciclista. Inizia il Tour de France. Marco, come accaduto durante il Giro d’Italia, stenta nella parte iniziale. Ha un ritardo di ben cinque minuti rispetto a Jan Ullrich. La conquista del Tour è quasi un’impresa impossibile. Il Pirata, però, non getta mai la spugna e dà tutto pur di dire la sua anche all’interno di tale competizione. A Plateau de Beille inizia la sua rimonta. Il 27 luglio 1998 si assiste a qualcosa di memorabile: l’ascesa verso les Deux Alpes. E’ una giornata dalle condizioni climatiche molto complicate. Marco sembra non dare peso a tutto ciò, il suo unico scopo è vincere. Pantani tiene il passo di Ullrich mettendolo in grande difficoltà. Il Pirata è molto più veloce, Ullrich soccombe e viene “travolto” dalla pioggia. E’ maglia Gialla. Marco è l’ultimo dei ciclisti ad aver realizzato l’accoppiata Giro-Tour nello stesso anno. Entra di diritto nella storia del ciclismo, lasciando un’eredità pesante ai suoi successori.

 

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Ullrich e Pantani al Tour de France del 1998. Fonte Sport- PaperProject.it

La fame di vittorie non svanisce. Nel 1999 il campione in carica del Giro d’Italia vuole riconfermarsi. La prestazione che più di tutte mette in evidenza la caparbietà e il talento sopraffino di Pantani, è quella di Oropa. Il “Pirata” si esalta sulle pendenze. Ad Oropa, in salita, nonostante l’intoppo del salto della catena della sua bici, supera con una rabbia inenarrabile tutto il gruppo e vince in solitaria. La Maglia Rosa è in roccaforte.

 

Ci è sembrato doveroso ricordare la storia di un campione del ciclismo nostrano. Una storia ancora piena di enigmi irrisolti e di troppe verità non svelate. Un racconto che vede come protagonista un uomo fragile e tormentato che riusciva ad incantare con le sue prodezze anche i non amanti del ciclismo.

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