skinheads-knives-faceQuando sentiamo parlare di skinhead pensiamo automaticamente a: violenza, razzismo, nazismo e simili. Quest’associazione di idee nasce da un malinteso che trae origine da un fenomeno sociale, sorto tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta, durante il quale il movimento skinhead britannico instaurò forti legami con il National Front, a cui fece seguito la nascita del movimento neonazista britannico Combat 18, affiliato al gruppo Blood & Honour.

Tra il 1973-1975 l’Inghilterra fu segnata da una profonda crisi economica ed energetica, che portò ad un forte innalzamento dei prezzi e ad una grave situazione di disoccupazione. In questo periodo alcuni skinhead si avvicinarono a movimenti di estrema destra xenofobi come: National Front e British Movement e fu proprio in quel momento che il movimento skinhead iniziò ad acquisire connotazioni razziste. Nacquero i Naziskin anche detti Skin88, con le fazioni hammerhead e bonehead che vennero notati dai mass media, anche per il loro legame con gli hooligans.

yorkshire-national-front

Fu a causa di ciò che la stampa iniziò ad identificare la controcultura skin con i movimenti e valori nazionalisti di estrema destra.

In realtà il movimento skinhead ebbe un’altra origine, fu difatti una controcultura nata in Gran Bretagna alla fine degli anni sessanta tra i giovani provenienti dalla working-class, e derivò dalla fusione di due diverse culture: mod, di origine inglese, e rude boy, tipica degli immigrati giamaicani proletari abitanti dei ghetti delle periferie. La controcultura skinhead nacque quindi come fenomeno giovanile senza alcun riferimento ad un determinato partito politico. Difatti i veri trojan skinhead furono essenzialmente anarchici e rivendicarono le condizioni della classe lavoratrice.

Restringendo il campo all’ambito prettamente musicale questa controcultura giovanile è stata caratterizzata da un genere musicale denominato Oi!, o anche street punk, fusione tra due sound: ska e punk. La denominazione del genere è nata da una consuetudine di Andy Scott, batterista dei Cockney Rejects, che era solito aprire i concerti urlando «Oi!Oi!Oi!», parola che deriva dal dialetto dell’East end londinese e che significa letteralmente «Hey!».

Numerose band hanno contribuito allo sviluppo della cultura e del sound skin, il primo gruppo, in assoluto, è stato quello degli Sham 69 con il brano ‘If the Kids Are United’, ed ancora band come: The Business, The 4-Skins, e The Last Resort hanno contribuito allo sviluppo della cultura skin.

Il passaggio dal vero movimento skinhead, anarchico, proletario e di sinistra, al movimento di estrema destra che – però fu riconosciuto dai mass media come il vero movimento – è ben narrato e rappresentato dal film “This Is England”, del 2006, scritto e diretto da Shane Meadows e ambientato nel 1983, durante la guerra delle Falkland, sicuramente un ottimo riferimento al momento storico e sociale inglese.

In Italia il movimento skinhead è giunto intorno agli anni ’80 e si è sviluppato seguendo due diverse direttrici: la prima legata politicamente all’estrema destra italiana e la seconda influenzata dalla cultura del primo movimento degli anni ’60. A Verona, nel 1986, il movimento si è organizzato nel Fronte Veneto Skinhead, derivante dal Movimento Sociale Italiano. Contemporaneamente però, sempre in Italia, il movimento skin si è ispirata all’originaria spinta proletaria e si è mosso contestualmente in contrapposizione alla deriva fascista e neonazista. La scena underground italiana ha visto band Oi! come: i Nabat, i Ghetto 84, i Klaxon – che si sono avvalsi della collaborazione del fumettista romano Zerocalcare per la copertina dell’album “Anime Corsare” del 2015 –, i Colonna Infame e molti altri.

Malgrado le varie espressioni del movimento d’ispirazione proletaria, in realtà, nella nostra penisola quello che ha avuto maggiore notorietà è stato quello di derivazione neonazista.

Ed infatti, soprattutto dopo la recente irruzione del Fronte Veneto Skinhead, che ha interrotto a Como l’assemblea della rete di associazioni pro migranti Como senza frontiere, la stampa generalista ha continuato a diffondere, erroneamente, la visione che il movimento skinhead sia prettamente neonazista. Purtroppo tali generalizzazioni non rendono giustizia ad un movimento controculturale che affonda le sue radici, nei lontani anni ’60 e nella situazione politico sociale del proletariato inglese pur non assumendo, inizialmente, una connotazione politica specifica.

Da ciò ne consegue l’esigenza che il vero movimento skin, che permane nella cultura underground, si faccia sentire e segni, il più possibile, la lontananza dalle azioni di movimenti neofascisti e nazisti, che dagli anni ’80 continuano a riconoscersi in un movimento che, come detto, nasce invece quale realtà multiculturale e certamente non xenofobo.

Un operazione di giustizia o, più semplicemente, un rimettere le cose a posto, restituendo al termine skinhead la sua vera origine/connotazione, realizzando una correzione alla deriva oggi attribuita a questo movimento.

patch164

Commenti

commenti

SHARE