Volemose male

I partiti sono pronti per andare al voto, ed è già un tutti contro tutti

Ve l’avevamo detto qualche settimana fa. La campagna elettorale sta per entrare nel vivo, e adesso ci siamo. Le coalizioni cominciano a prendere forma, si iniziano a intravedere i primi candidati. Con la definizione dei collegi, l’Italia è in attesa delle elezioni 2018. Con la legislatura agli sgoccioli, e le scelte obbligate da fare su cosa votare, e su cosa lasciare chiuso nel cassetto. Trovare una convergenza sulla nuova legge di cittadinanza sembra irrealizzabile per il PD. Meglio ripiegare sul biotestamento, che dovrebbe diventare legge entro la fine dell’anno. Non troverà spazio neanche la proposta di legge sull’abolizione dei vitalizi, con grande ira dei 5 Stelle.

Già a inizio 2018 Mattarella dovrebbe sciogliere le Camere, anticipando la loro scadenza naturale di qualche mese; e la data delle elezioni sembrerebbe essere il 4 Marzo, secondo voci che si fanno sempre più insistenti. Nel frattempo i partiti si danno da fare. In queste elezioni Renzi si gioca la leadership, Berlusconi la guida di un Centro Destra di nuovo unito, il M5S andrebbe incontro alla consacrazione di forza politica con un peso specifico in Parlamento e non solo.

Come sempre la posta in gioco è alta, e la tattica sarà fondamentale. Come prima del Porcellum, sulle schede torneranno nomi e cognomi, e la scelta del candidato nel collegio sarà fondamentale. Quindi spazio ai re delle preferenze, ai baronati, ma non solo. Gli acchiappavoti sono i grandi outsider della società civile ma soprattutto i volti noti della politica nazionale; per fare un esempio, si mormora, che sia già duello tra Minniti e Salvini nei collegi di Milano.

Le coalizioni  polarizzano il voto, ma lasciano sopravvivere i partiti-stampella, che da soli non supererebbero lo sbarramento del 3%. A Destra Berlusconi ha già dato mandato di realizzare la quarta gamba della coalizione, in cui confluirà l’universo dei moderati che appoggerà il trio Meloni-Berlusconi-Salvini. Confluiranno Mario Mauro, Raffaele Fitto, Gaetano Quagliariello e molti altri. La diaspora del Centro Destra dopo il disastro di governo del 2011 sta per chiudersi con un lieto fine, e papà Silvio accoglierà il figliol prodigo con un sorriso; perché nei suoi programmi tutto fa brodo, chi più ne ha più ne metta.

Ma qualche pecorella si è smarrita per strada. E così i centristi di Alternativa Popolare si sono così affezionati al PD che correranno con loro in una coalizione di Centro Sinistra. Ma il grande assente di quest’anno sarà proprio Angelino Alfano, l’uomo di tutti i governi, il trasformista che in meno di dieci anni ha guidato i tre più pesanti dicasteri. Ma più a Sinistra le cose non vanno altrettanto bene, Renzi ha detto che il PD avrà un partner a Sinistra.

Nel frattempo il ruolo di mediatore impossibile di Pisapia comincia a stargli stretto, e almeno per ora il leader di Campo Progressista si è defilato. Intanto domenica sera da Fazio, Pietro Grasso ha presentato il simboli di LiberièUguali, il nuovo soggetto politico nato da MDP, SI, Possibile. E sarà proprio l’ex Procuratore Nazionale Antimafia l’uomo di punta della Sinistra, un uomo delle istituzioni, tra i partiti.

Per ora le probabilità di una grande coalizione che vada da Sinistra Italiana al Partito Democratico è impensabile, nonostante la porta aperta lasciata dal Segretario. Tutti contro tutti. Poi tutti a flirtare, a farsi le coccole dentro le aule parlamentari, per costruire alleanze durature o meno. Ma per adesso, volemose male.

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