Corrado Alvaro: Breve biografia di un Attore indiscusso nel panorama della letteratura meridionale del 900′

Primogenito di sei figli, Corrado Alvaro nasce a San Luca, in provincia di Reggio Calabria, il 15 Aprile del 1895, da Antonio e Antonia Giampaolo.

L’amore per la scrittura e la letteratura proviene dal padre, maestro elementare, il quale è stato fondatore di una scuola serale per contadini, pastori e analfabeti nel paesino del versante ionico aspromontano.

Sovente la sera, accanto al camino, il piccolo Alvaro ascoltava suo padre leggere alla madre i suoi autori preferiti: da Manzoni, D’azeglio, financo a Balzac e Mastriani.

Terminate le scuole elementari, prosegue i suoi studi presso il Nobile collegio dei gesuiti di Mondragone , vicino Frascati.

Già allora, la sua ribellione e il suo obbligo verso la propria indipendenza e libertà, lo porta ad essere espulso per essere stato sorpreso a leggere letture ritenute per il collegio “proibite” ( La lettura in questione era L’intermezzo di rime di D’Annunzio, ma si annovera anche l’inno a satana di Carducci).

Concluso il ginnasio ad Amelia in Provincia di Perugia, approda al liceo “Galluppi” di Catanzaro, esordendo come autore con un libretto dedicato alla storia del paesino di Polsi.

Il salto di qualità, viene compiuto dallo scrittore calabrese intorno al 1930, dapprima con la pubblicazione di 3 raccolte di Racconti ( Gente in aspromonte, Misteri e avventure, La signora dell’isola), successivamente con il romanzo Vent’anni, romanzo tra i più emblematici per quel che riguardava i racconti relativi alla Grande Guerra, e che gli valse il prestigioso Premio Letterario di “La Stampa”.

L’ascesa nell’olimpo dei grandi interpreti del realismo del 900 tuttavia avverrà con la consegna nel 1951 del Premio Strega con la raccolta di pagine di diario dal titolo Quasi una vita, mettendo al tappeto la concorrenza proveniente dalle opere di Moravia, Soldati, Levi e Rea.

Scrittore, traduttore, sceneggiatore, diarista, critico di teatro ed inviato per i più importanti quotidiani italiani, ( dal Corriere della sera a Il Messaggero, dal Popolo di Roma fino alla Stampa) Alvaro è stato un importante romanziere di respiro europeo ed innovativo poeta, in virtù dell’esperienza professionale offertagli da alcune delle testate giornalistiche per le quali ha lavorato che lo hanno condotto nelle più importanti Capitali d’Europa come Parigi e Berlino, oltrepassando i confini del vecchio continente come inviato speciale in Russia e Turchia.

Risultati immagini per corrado alvaro

Corrado Alvaro è stato l’unico scrittore calabrese, e forse meridionale, ad avere palesato grande complessità di contenuti, mediante la naturale predisposizione ad unire e congiungere la realtà europea vissuta da giornalista corrispondente, con il vivere la tradizione calabrese e le sue forti radici culturali, abilmente innestate nei suoi scritti.

Si deve il merito a questo straordinario scrittore, in cui convivono l’uomo antico e il moderno, di aver tramandato la tradizione storico-culturale dei padri esaltando l’immagine della Calabria, come accade spesso oggi, bistrattata e offesa da luoghi comuni fin troppo “comuni”, giacchè nella sua opera confluirono le radici magnogreche, ma anche il pensiero di Campanella e Gioacchino da Fiore.

Di grande impatto ed assolutamente attuale è la frase dello Scrittore esposta su una lapide presso il municipio di San Luca  nella quale vi è scritto: ” La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile”. 

Frase in un certo senso eloquente e assolutamente attuale a dispetto dei tempi così cupi che la legalità vive nel nostro paese.

Visse gli ultimi anni della sua vita a Roma, nel suo appartamento all’uscita di Piazza di Spagna, prima della sua dipartita, avvenuta a causa di un tumore addominale, l’11 giugno del 1956.

La cerimonia funebre, officiata dal fratello Don Massimo, si svolse nella chiesa romana di Santa Maria delle Fratte, e il corpo tumulato nel cimitero di Vallerano.

 

 

Commenti

commenti

SHARE