Elezioni 2018: la roadmap completa da qui al 4 Marzo

I principali appuntamenti da qui al giorno delle elezioni

Il 28 Dicembre il Presidente Mattarella ha sciolto le Camere, ponendo di fatto fine alla XVII Legislatura. Iniziata nel bel mezzo della crisi, senza una maggioranza, e con il rischio di chiudersi a pochi mesi dal suo inizio, il 15 Marzo. E’ nata con il mandato esplorativo nelle mani di Pierluigi Bersani, poi la breve parentesi del Governo Letta, i 1000 giorni del Governo Renzi, la sconfitta referendaria e l’inizio del Governo Gentiloni. Iniziata in tempesta, questa legislatura si conclude alla sua scadenza naturale, e senza una sfiducia al Governo uscente.

Facciamo una piccola roadmap che ci porterà da qui a Marzo inoltrato a vedere l’inizio della XVIII Legislatura. Ora che le Camere sono sciolte queste resteranno in regime di prorogatio dei propri poteri fino alla prima seduta d’insediamento del nuovo Parlamento: potranno riunirsi solamente per approvare decreti-legge, o deliberare lo Stato di Guerra, non potrebbero invece approvare nuove leggi.

Il Governo resta invece in carica, nel pieno possesso dei propri poteri, fino a che non si insedierà il nuovo esecutivo. Già dal momento in cui si insedierà il nuovo Parlamento, Gentiloni presenterà le dimissioni del suo Governo come da prassi costituzionale. La data delle elezioni è fissata per giorno 4 Marzo come già stabilito in un decreto del CDM di fine anno.

Nel frattempo sono stati definiti i collegi, determinando quanti seggi spettano ad ogni regione, e i collegi uninominali. I partiti correranno in coalizione e da soli, e la soglia di sbarramento è del 3% per le singole liste, e del 10% per le coalizioni. La sfida si fa serrata e il 4 Marzo è dietro l’angolo, sarà la prima vera campagna elettorale interamente condotta sui social network, con un sistema elettorale nuovo, ma che sa di Prima Repubblica.

Tra gli outsider della società civile e i vecchi baroni la sfida è servita. Ed è pronta ad esplodere: i fratricidi della sinistra, le rimpatriate della destra, fino ai partitini di centro, il gigante moderato che si divide da un lato e dall’altro. E il M5S pronto a sferrare il primo vero colpo al sistema. La querelle di +Europa, il movimento di Emma Bonino che ha già annunciato che non correrà in coalizione con il PD, per un cavillo legato alla legge elettorale.

Ci aspetta un inizio di anno impetuoso, e definire adesso chi sarà in grado di governare è un azzardo. Intanto si prevede per il 23 Marzo la data di convocazione delle nuove Camere, rispettando in toto la scadenza naturale del loro mandato. La sfida è servita, a noi non resta che raccontarvela.

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