Riceviamo e pubblichiamo:

“Energie per l’Italia (EPI) ci sarà il 4 Marzo 2018 sulla scheda elettorale. Correrà autonomamente rispetto alla coalizione di centrodestra. Nasce da un’idea di Stefano Parisi, ex candidato sindaco di Milano nel 2016, con la volontà di dare una nuova voce liberale, riformista, europeista e popolare all’interno del centrodestra italiano. La scelta di non aderire alla cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra è emersa dal voler delineare una netta distinzione tra chi ha governato in questi anni con il centrosinistra e chi invece no. All’interno di EPI spiccano figure come quello che fu il sindaco di Milano dal 1997 al 2006, Gabriele Albertini, il ministro del lavoro sino al 2011, Maurizio Sacconi e l’attuale generale dei Carabinieri Mario Mori. Per quanto riguarda il programma, la parte economica è stata curata da Riccardo Puglisi, docente presso l’Università di Pavia. Risaltano i dieci provvedimenti da adottare nel primo consiglio dei ministri, nel caso in  cui il nuovo partito di Parisi risulti forza di governo. Le principali misure si basano sulla riduzione della spesa pubblica rispetto al Pil del 5% in 5 anni, sull’abolizione dell’Anac e l’introduzione di un nuovo codice degli appalti, sulla creazione di una zona economica speciale a livello europeo per il Mezzogiorno con zero tasse e burocrazia semplificata e infine sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Stefano Parisi ha dichiarato in molteplici interviste che in ogni caso lavorerà per l’interesse del centrodestra poiché accomunato dai valori tradizionali di questa parte politica e esclude a più riprese accordi con i partiti di centrosinistra in un futuro post elettorale”.

 

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Simbolo elettorale di EPI.

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