Quali sono le proposte elettorali delle principali forze politiche sul tema del lavoro e sul rilancio dell’occupazione? Scopriamole insieme!

Partito Democratico

L’imperativo è continuare a far crescere il numero degli occupati sulla scia del Jobs Act. Creare incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato. Investire sulla contrattazione decentrata e sul sistema duale. Semplificare la burocrazia e perfezionare l’alternanza scuola-lavoro. Potenziare i tirocini e l’apprendistato. Dare attuazione concreta all’Accordo sulla previdenza stipulato con le parti sociali. Avvio della pensione contributiva di garanzia per i giovani. Applicazione effettiva dell’articolo 37 della Costituzione in materia di tutela della parità di genere nel lavoro. Rilancio degli investimenti pubblici e privati. Affrontare l’impatto dell’innovazione tecnologica, cogliendo le opportunità e i rischi. Valorizzare l’autoimprenditorialità e le start-up. Puntare forte sul Reddito di inclusione, misura entrata in vigore dal primo gennaio: benefici economici e servizi alla persona attraverso un progetto personalizzato per l’inclusione sociale e lavorativa. A beneficiarne saranno le famiglie in povertà assoluta, dando priorità ai nuclei familiari con minori o con disabilità grave o con donne in gravidanza o con over 55 anni disoccupati. La misura è finanziata con 1,180 miliardi per il 2017 e con 1,204 miliardi per il 2018.

 

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Il Segretario del PD Matteo Renzi. Fonte: TermometroPolitico.it

Coalizione di Centrodestra

Porre fine alle politiche di austerity imposte dall’Unione europea. Contrari alle eccessive regolamentazioni che mettono in pericolo lo sviluppo. Meno burocrazia in Europa. Tutela del Made in Italy con particolare riguardo alle produzioni agricole e dell’agroalimentare. Azzeramento della povertà assoluta con un Piano di sostegno ai cittadini italiani in condizione di estrema povertà. Aumento delle pensioni minime. Raddoppiare l’assegno minimo per le pensioni di invalidità. Prevedere incentivi a favore dell’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. Azzerare la Legge Fornero e attuare una nuova riforma previdenziale economicamente sostenibile. Investire maggiormente sulla tutela del lavoro delle giovani madri. Raggiungere la piena occupazione giovanile attraverso stage, lavoro e formazione. Istituire un Piano straordinario per la natalità con asili nido gratuiti e assegni familiari proporzionati al numero dei figli.

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Immagine tratta da Il Post

Movimento 5 Stelle

Applicazione dell’articolo 39 della Costituzione sulla libera iniziativa sindacale. Tagliare i privilegi del sistema sindacale. Favorire il coinvolgimento dei lavoratori nella definizione delle strategie, nell’organizzazione produttiva e nei processi decisionali dell’impresa. Ridurre l’orario di lavoro al di sotto delle 40 ore settimanali. Incentivare il part-time. Rafforzare il sistema dei congedi. Aumentare la libertà dei lavoratori di decidere, entro specifiche soglie e limiti, il livello di contribuzione e l’età anagrafica di uscita dal lavoro. Estendere le tutele previdenziali dei lavori “usuranti” a categorie che oggi non vengono incluse. Reddito di cittadinanza per oltre nove milioni di italiani che non hanno reddito o hanno livelli di reddito molto bassi. Questa misura sarà estesa ai componenti di tutta la famiglia. Per poter usufruirne basta avere più di 18 anni, essere disoccupato o inoccupato, percepire un reddito inferiore alla soglia di povertà, percepire una pensione inferiore alla medesima soglia. Prevedere incentivi per le aziende che assumono chi ha reddito di cittadinanza. Le coperture, circa 16 miliardi di euro, proverranno dal taglio dei finanziamenti destinati al gioco d’azzardo, alle banche, alle compagnie petrolifere, ai giornali e alla politica.

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Immagine tratta da Quotidiano del Molise

Liberi e Uguali

Cancellare il Jobs Act. Ripristinare integralmente l’articolo 18. Il contratto a tempo indeterminato a piene tutele deve diventare la forma normale di assunzione. Il contratto a tempo determinato e il lavoro in somministrazione potranno essere ammessi solo qualora venga giustificata la necessità di un’assunzione a scadenza. Prevedere un nuovo piano di assunzioni nel pubblico impiego. Ridurre l’orario di lavoro. Contrastare i “falsi contratti part-time”. Prestare grande attenzione all’occupazione femminile e alla riduzione delle disuguaglianze di genere. Contrastare il gap salariale introducendo una normativa che obblighi alla trasparenza delle differenze salariali tra generi, escludendo dagli appalti pubblici le aziende che non la rispettano. Introdurre misure di sostegno alla genitorialità  e un piano straordinario di investimenti per estendere la possibilità di accedere agli asili nido. Incentivare le forme di lavoro flessibili e il lavoro a distanza. Assegnare una maggiore copertura economica al congedo parentale. Porre un limite alla disparità fra i redditi dei lavoratori e dei manager nel settore privato tramite un confronto serrato con le parti sociali.

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Immagine tratta da Quotidiano.net

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