L’incredibile storia di Almerina

Impiantata, per la prima volta in Italia, una mano bionica sensibile al tatto

Il nome di Almerina Mascarello probabilmente ancora non vi dirà niente ma la storia di questa donna ha dell’incredibile.

Almerina nel 1993, in seguito ad un incidente, ha perso completamente la mano sinistra. Fino a qui, un episodio sicuramente  spiacevole, come sicuramente ne accadono tristemente ogni giorno. Tuttavia, a distanza di più di 20 anni, ad Almerina è stata impiantata una mano bionica che definire speciale sarebbe riduttivo. Questa “mano bionica” riesce a restituire il senso del tatto, riesce a far percepire i contatti con gli oggetti.

L’intervento è stato eseguito nel giugno 2016 dall’equipe del neurologo Paolo Maria Rossini responsabile della Struttura complessa di Neurologia del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma. I risultati della sperimentazione di questa mano bionica (realizzata dalla Scuola Superiore Sant’Anna in collaborazione col Politecnico di Losanna) sono in via di pubblicazione su una rivista scientifica internazionale in virtù del grande traguardo raggiunto.

Ma come funziona questa mano?

La mano protesica ha dei sensori che rilevano informazioni sulla consistenza di un oggetto. Questi messaggi sono inviati a un computer di piccole dimensioni (che entra tranquillamente in uno zaino) il quale converte i segnali in un linguaggio che il cervello è in grado di comprendere. Queste informazioni vengono trasmesse al cervello tramite piccoli elettrodi impiantati nei nervi della parte superiore del braccio.

La fortunata Almerina in una recente intervista alla BBC ha dichiarato :”è quasi come se fosse tornata di nuovo”. Adesso l’ultimo step da raggiungere per l’equipe di medici e scienziati che hanno realizzato questa mano è rendere questa tecnologia utilizzabile clinicamente. La collocazione del computer nello zaino è un passaggio intermedio, l’obiettivo adesso è di miniaturizzare la componente elettronica per rendere l’applicazione più semplice possibile.

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