I romani Måneskin, età media anni 18, sono senza alcun dubbio i vincitori morali dell’ultima edizione del talent show X-factor. La band propone un sound che si rifà al funk-rock dei Red Hot Chili Peppers, allo ska-pop dei No Doubt e al reggae, coadiuvato da un estetica glam-rock simile ai Jane’s Addiction e altre band. Le performance televisive  “apparentemente  trasgressive”, durante il talent, hanno messo in primissimo piano il gruppo e, soprattutto, il cantante Damiano David effettuando così un’ottima operazione pubblicitaria che li ha resi, in brevissimo tempo, famosi.

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Il quartetto è effettivamente un prodotto commerciale ben confezionato, attraverso un’operazione che ha puntato su un immaginario rock stereotipato e fintamente trasgressivo, proposto come la novità musicale del momento. La “trasgressione” della band romana, tuttavia, non si ritrova né nei testi dei brani, né in una pseudo originalità del look menzionato anche da una nota rivista quale Rolling Stone che così scrive:

«Che Damiano si presenti sul palco in canotta traforata e hot pants, oppure in pigiama; che ci faccia un corso avanzato di pole dance in tacchi a spillo e stivali di latex; che passeggi scalzo durante l’esibizione con le caviglie ammanettate risvegliando impulsi torbidi nell’audience più smaliziata; che si dipinga le unghie di nero, che sfoggi più gioielli di Marta Marzotto o che si faccia degli smokey eyes che manco nei video-tutorial delle beauty blogger più blasonate, non fa differenza. Damiano David piace a tutti, in tutte le salse, e lo sa molto bene.» (cit. Stella Pulpo in Rock Is Not Dead (forse)).

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Forse il pubblico mainstream, tipico dei talent, non ha mai sentito parlare di artisti contemporanei come Arca, nome d’arte del producer e songwriter venezuelano Alejandro Ghersi, noto per i suoi particolari video e live

o di GG Allin le cui performance, in termini di trasgressività e irriverenza, hanno raggiunto limiti, con ogni probabilità, non ancora superati.

Ciò che meraviglia però non riguarda in realtà i giovanissimi Måneskin, peraltro già segnati loro malgrado da una data di scadenza, ma il pubblico italiano che non comprende come ogni anno i talent, propinati dalle varie emittenti televisive, siano un prodotto costruito che punta soprattutto sull’estetica al fine di attirare l’attenzione, operazione perfettamente riuscita in questo caso:

«[…] due, sono fighi, molto fighi, tutti e quattro, specialmente il leader Damiano, che è più bono del pane di Altamura appena sfornato.» (cit. Stella Pulpo in “Rock Is Not Dead (forse)”).

Ciò che disturba e dispiace è che un’industria musicale, ormai peraltro satura da bellezze da copertina, continui a mercificare la musica e gli artisti, resi talvolta manichini da esposizione, sacrificandone la qualità e l’originalità.

Si precisa che le frasi citate sono tratte dall’articolo “Rock Is Not Dead (forse)” di Stella Pulpo e pubblicato sulla rivista online di Rolling Stone, in data 17 gennaio 2018. http://www.rollingstone.it/musica/news-musica/rock-is-not-dead-forse/2018-01-17/#Part1

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