La rubrica Outsider – Quando lo sport diventa leggenda torna ad occuparsi del calcio nostrano. Lo fa esaltando il miracolo sportivo del Venezia avvenuto nella stagione 1998/99. Una salvezza talvolta può essere un traguardo superiore ad uno scudetto vinto. Facciamo riferimento ad un calcio romantico, distante anni luce da quello odierno. Un calcio dove si lottava fino all’ultima giornata, fino all’ultimo respiro.

Il Venezia torna nella massima serie dopo anni di anonimato. Zamparini, noto “mangiallenatori”, chiama alla sua corte Walter Novellino, allenatore che aveva fatto miracoli al Ravenna. Il mister, nella stagione 1996/97, lascia un segno indelebile nella storia della romantica cittadina lagunare. Il Venezia raggiunge quota sessantaquattro punti aggiudicandosi l’accesso alla serie A. L’avellinese Novellino riesce in un’impresa che mancava da tantissimi anni: confrontarsi con le squadre più blasonate d’Italia non è più utopia.

 

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Walter Novellino e Maurizio Zamparini festeggiano la salvezza. Fonte: www.WalterNovellino.com

La squadra allestita da Zamparini non è niente male. In porta c’è un certo Massimo Taibi.  La difesa è composta da Carnasciali, Pavan, Luppi e Dal Canto. A centrocampo giocano De Franceschi, Iachini, Volpi e Pedone. Nel reparto offensivo l’eccentrico Pippo Maniero e Stefan Schwoch. Novellino raramente modifica le proprie convinzioni tattiche e sa di poter contare su uomini di sostanza in grado di adattarsi alle diverse situazioni di gioco.

 

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Rosa del 1998/99. Fonte: CalcioMercato.com

Il cammino di Maniero e compagni inizia malissimo. Dopo cinque giornate il Venezia ha soltanto un punto in classifica con zero gol all’attivo. Il 15 novembre del 1998 arriva la Lazio di Eriksson: al “Penzo” finisce due a zero per i padroni di casa: Moacir Bastos detto Tuta va a segno dopo appena cinque minuti. L’entusiasmo è alle stelle. I biancocelesti sono increduli. Ci pensa Francesco Pedone a mettere in cassaforte il risultato.

La situazione di classifica è ancora sconfortante. La squadra di Novellino ha soltanto cinque punti su nove partite disputate. A dicembre viene sfatata un’ulteriore maledizione: il Venezia riesce a battere il Cagliari di Ventura grazie ad un autogol di Zanoncelli: è il primo successo esterno!

Il mercato di gennaio riserverà grandi sorprese al popolo veneziano. Zamparini e il suo staff hanno intenzione di regalare ai tifosi un gran colpo. “El ChinoRecoba, fantasista che nell’Inter di Simoni trova pochissimo spazio, è l’oggetto del desiderio. Nella stagione precedente “El Chino” aveva già dato un assaggio delle sue doti balistiche. Il gol da centrocampo contro l’Empoli è storia. Zamparini e Marotta sentono di poter fare il colpo dell’anno. Recoba arriva nella città lagunare. Schwoch, autentico simbolo della promozione in A, va al Napoli.

 

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Alvaro Recoba. Fonte: Sky Sport

Proprio l’Inter, pochi giorni prima dell’arrivo di Recoba, rifila una sconfitta umiliante al team di Novellino: il risultato finale è 2 a 6. Il nuovo anno finalmente riserva un successo determinante per il cammino dei veneziani: l’Empoli segna due rigori nel primo tempo, i lagunari ribaltano il risultato grazie alle reti di Valtolina e ad una doppietta di Maniero.

Il 24 gennaio il Venezia riceve il Bari. E’ un match combattuto e poco spettacolare. Pippo Maniero fa esultare il “Penzo”. Al vantaggio veneziano risponde De Ascentis. Si assiste ad un finale pirotecnico: al 90’ “Tuta” segna il gol del 2 a 1. Dopo quella realizzazione succede il finimondo. I compagni di squadra non lo festeggiano, gli avversari baresi nel tunnel danno inizio ad una rissa. Il sospetto di combine è palese. Nonostante tutto, i lagunari dopo quella vittoria iniziano a fare sul serio.

Il 7 febbraio la Roma di Zeman subisce addirittura tre gol al “Penzo” ed in quell’occasione arriva la prima realizzazione stagionale di Recoba. Il Chino è l’uomo di maggiore talento, capace di ubriacare le difese avversarie e di segnare anche reti decisive per la salvezza. E’ la sfida contro la Fiorentina che consacra il suo talento: regala due gol su punizione magici. Avrà anche la soddisfazione di punire quell’Inter che non gli aveva mai dato l’occasione di mettersi in mostra: alla 33’ giornata, il Venezia conquista la salvezza matematica contro i nerazzurri imponendosi con il risultato di 3 a 1.

Arriva, dunque, una salvezza insperata se si considera l’avvio disastroso di stagione. Un talento fino a quel momento inespresso, un Presidente che ha saputo per una volta dare fiducia ad un allenatore ed un dirigente all’altezza come Marotta, sono stati gli ingredienti fondamentali che hanno consentito alla squadra lagunare di realizzare questo piccolo sogno.

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