Impressioni – Gennaio

Francesca Michielin
“2640”
(Sony Music Entertainment)

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Da X-factor sono usciti molti artisti, alcuni hanno avuto successo, altri meno, altri affatto, tutti però hanno proposto lo stesso sound pop trito e ritrito con testi solitamente banali e di facile fruizione da parte del pubblico televisivo a cui il programma si rivolge. Francesca Michielin invece è una delle poche artiste che è riuscita ad allontanarsi, seppur lentamente, dalla realtà dei talent e, dopo i primi orrendi featuring con Fedez, è stata capace di recuperare le migliori caratteristiche provenienti dall’indie-pop italiano (si vedano le collaborazioni, nella scrittura dei brani, con Calcutta, Tommaso Paradiso e Cosmo). Il nuovo album, intitolato “2640”, è un prodotto pop, che tocca il mainstream senza essere però semplicistico. Alcune tracce sono ovviamente radio-friendly come: ‘Tropicale’ (scritta con Dario Faini), ‘Io non abito al mare’ (scritta con Calcutta), mentre altre come: ‘Comunicare’, ‘Scusa se non ho gli occhi azzurri’, ‘Alonso’ sono degli ottimi esempi di come il pop, se ben fatto come in questo caso, riesca a produrre delle buone canzoni. Ciò che però caratterizza e attribuisce pregio all’ultima fatica della Michielin è la libertà nei testi, che narrano di serie tv, videogiochi, viaggi, calcio, Formula1 e di tutto quello a che aggrada all’artista, senza scadere nei soliti cliché. “2640” è il miglior album, sino ad oggi, che Michielin abbia mai pubblicato nella sua carriera.

Sfera Ebbasta
“Rockstar”
(Universal)

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Tra le fondamenta della trap italiana certamente bisogna segnalare il primo ed omonimo album dell’artista milanese Sfera Ebbasta che comunque, positivamente o negativamente, ha portato in auge questo genere anche in Italia, seppure in ritardo rispetto alle altre nazioni europee. Mentre nel primo album ha raccontato come sia riuscito a diventare qualcuno provenendo da una condizione economicamente difficile, come narra in ‘Figli di papà’ «Non mi è mai mancato nulla a parte il cash/E quello che non avevo me lo son preso da me», dopo un anno e mezzo, avendo ormai acquisito una certa notorietà, ha pubblicato il nuovo lavoro, intitolato “Rockstar”, accompagnato dal producer Charlie Charles. Sfera, come molti altri artisti, maschera dietro il termine rapper un genere evidentemente pop, e anche abbastanza mainstream, che però mantiene un notevole fetta di ascolto. L’album presenta alcune buone tracce come: la title track, Tran Tran e Sciroppo, purtroppo però le rimanenti dimostrano di cadere nella banalità dei luoghi comuni proposti (donne, droga e sfarzo) che non vengono salvati neanche dalle basi di Charlie. “Rockstar” è un lavoro scontato da parte di un artista che, evidentemente, ha raggiunto un buon successo nazionale e che, invece di essere stimolato ad un’ulteriore crescita per proporsi ad un pubblico culturalmente più elevato, è rimasto fermo.

Pop X
“Musica Per Noi”
(Bomba Dischi)

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Prendere sul serio una band come Pop X è veramente difficile. Questo nuovo album intitolato “Musica Per Noi”, sembra voler essere una canzonatura nei confronti di alcuni artisti contemporanei, attraverso un sound che si rifà alla musica dance anni ’90. Nei quattordici brani, contenuti nell’album, il confine tra l’ironia e la serietà appare piuttosto labile e, in alcuni momenti, sorge il dubbio se le tracce siano consapevolmente, o meno, sarcastiche. La band romana si prende gioco per esempio: di ‘Pellaria’ di Carl Brave x Franco126 in ‘Teke Taki’, di un verso del brano ‘Giovane Giovane’ di Laïoung, la trash ‘Mi hai rotto il cuore’ di Luca Sarracino e Elvira Visone e di Jovanotti in ‘Orci dentali’, di ‘Battito animale’ di Raf in ‘Figli di puttana’ e persino della musica lirica in ‘Intro’. “Musica Per Noi” è sicuramente un album singolare e i Pop X si saranno divertiti durante la realizzazione delle canzoni, tuttavia non vanno oltre i costanti riferimenti ad altri artisti e, seppure divertenti, non riescono a lasciare traccia nell’ascoltatore.

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