“NON MI AVETE FATTO NIENTE”: il grido di protesta contro le “inutili guerre” della contemporaneità.

Il brano vincitore di San Remo contro la violenza del terrorismo.

Il singolo vincitore dell’edizione di Sanremo 2018, scritto da Fabrizio Moro ed Ermal Meta, in collaborazione con Andrea Febo, si configura come un grido di protesta contro gli attentati terroristici, ricorrenti negli ultimi anni.

I riferimenti storici all’interno del testo sono molteplici: ricordando i luoghi colpiti dagli attentati come il Cairo, Nizza e la Rambla, attraverso delle immagini metaforiche e suggestive, i due cantautori vogliono provare a tradurre in parole le sensazioni vissute dalle vittime.

Il fine esplicito del brano è quello di sensibilizzare la società ormai abituata a questi “gridi di morte”, a spronarla a combattere la paura in nome di una vita che va avanti, ricordando che “contro ogni terrore che ostacola il cammino, il mondo si rialza col sorriso di un bambino”.

Quello che i due cantanti vogliono lanciare è un messaggio disperato e di speranza: se pur con la forte consapevolezza di questo mondo ferito, di queste galassie di persone disperse nello spazio, vogliono ricordare che quello più importante rimane sempre “lo spazio di un abbraccio”, quello spazio che le bombe non possono distruggere, ma la paura si.

Proprio per questo, l’appello rivolto al pubblico è quello di non permettere alla paura di isolare e ostacolare i nostri progetti di vita, ma piuttosto di tenere maggiormente in considerazione quest’ultima e far si che il timore diventi una colla abbastanza resistente da tenere strette le stesse mani e gli stessi cuori di cui gli attentatori provano a privarci.

Nell’apparente banalità di un tema di cui si è sentito parlare abbondantemente, i due artisti sono riusciti a distinguersi sul palco dell’Ariston per il punto di vista dal quale l’hanno affrontato: il focus non è più la società all’interno della storia che sommerge le vicende individuali, bensì le sensazioni e gli effetti che questi avvenimenti hanno avuto sul singolo, la paura che è stata provata e che deve essere combattuta per permettere alla nostra esistenza, ormai diventata così fragile precaria, di avere un senso.

Palco dell'Ariston, 10\02\2018 -Moro e Meta ritirano il premio come primi classificati.
Palco dell’Ariston, 10\02\2018 -Moro e Meta ritirano il premio come primi classificati.

Non è di certo una novità, per i due cantanti, trattare temi di attualità e riguardanti problematiche socio-culturali. Già nel 2007 Fabrizio Moro, infatti, aveva vinto il festival debuttando con “Pensa”, brano incentrato sulla mafia, sul “più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato”; ed Ermal Meta, invece, nell’edizione precedente, si aggiudicò il premio della critica “Mia Martini” con la canzone “E’ vietato morire”, ispirata alla sua vicenda personale di violenza domestica.

criticaLa collaborazione dei due cantautori, risulta efficace al punto da superare il presunto plagio del quale erano stati condannati e salire come primi classificati sul prestigioso podio dell’Ariston.

Come lo stesso Fabrizio Moro ha affermato nell’intervista rilasciata a noi de “ilsaccente.it” (https://www.ilsaccente.it/2017/09/intervista-esclusiva-fabrizio-moro-mio-lavoro-quello-sognavo-ero-adolescente/) , San Remo è stato il palco che gli ha aperto il mondo della musica, che l’ha fatta diventare la sua vita ed il suo lavoro…

Per cui, da fans, non possiamo che congratularci con lui ed Ermal Meta, per il traguardo raggiunto in occasione di una delle ricorrenze più importanti della tradizione musicale italiana e per aver smosso, ancora una volta, gli animi della nostra nazione ed averci regalato dei profondi spunti di riflessione.

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