«Entro qualche giorno il registro sul testamento biologico, promosso e votato dal Consiglio comunale di Reggio Calabria, sarà formalmente istituito e operativo presso il settore Servizi Demografici del Comune di Reggio Calabria, disponibile alle prime manifestazioni di volontà rese dai cittadini. L’approvazione della legge nazionale, sulla quale il civico consesso reggino è stato precursore, approvando tra i primi in Italia il nuovo regolamento, segna di fatto l’entrata in funzione ufficiale dei registri in tutta Italia. Tra qualche giorno anche a Reggio il  registro potrà essere formalmente compilato dai cittadini che ne faranno richiesta». Lo dichiara in una nota il consigliere delegato alla Sanità Valerio Misefari a margine di un incontro tenutosi a Palazzo San Giorgio alla presenza del Vicesindaco Armando Neri e dei Dirigenti dei Settori Welfare e Servizi Demografici del Comune di Reggio Calabria.

«Gli uffici del Comune di Reggio Calabria – ha aggiunto Misefari – procederanno ora formalmente all’istituzione immediata del registro, che sarà a disposizione dei cittadini per come deciso dal Consiglio. La Città di Reggio Calabria può essere orgogliosa di questo importante provvedimento l’approvazione del Regolamento per istituzione del registro delle dichiarazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari, oggi conosciuto ai più come testamento biologico, segna un passo in avanti netto per il riconoscimento dei diritti dei reggini».

 

«Da qui a qualche giorno – ha concluso il consigliere delegato – ogni cittadino potrà finalmente, anche nella nostra città, manifestare la propria volontà circa i trattamenti medici cui essere o non essere sottoposto in caso di malattie o traumi che determino una perdita di coscienza permanente e irreversibile, nonché decidere circa l’eventuale donazione degli organi. E’ una battaglia di civiltà che il consiglio comunale reggino ha perseguito su indirizzo politico del sindaco Falcomatà e grazie alla collaborazione di centinaia di cittadini che si erano espressi favorevolmente attraverso la sottoscrizione di una petizione popolare».

Commenti

commenti

SHARE