La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, con deliberazione n. 5/2018, ha riferito al Parlamento sulla gestione finanziaria dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps) per l’esercizio 2016.Dal lato dei compiti istituzionali rileva la Corte come l’Inps venga sempre più a qualificarsi come l’asse centrale di gestione del sistema previdenziale e assistenziale del Paese e di molte delle misure di protezione sociale a favore delle famiglie. Consapevole del proprio ruolo, l’Istituto ha iniziato e concluso tra il 2016 e il 2017 un complesso percorso di riordino del proprio assetto organizzativo e funzionale le cui linee fondamentali sono rappresentate da una razionalizzazione di compiti e funzioni delle strutture centrali e da un potenziamento degli uffici territoriali finalizzato ad “avvicinare” l’Inps alle istituzioni locali ed ai cittadini. La “tenuta” del nuovo assetto organizzativo dovrà, dunque misurarsi con i compiti vecchi e nuovi che ricadono e ricadranno sulla responsabilità dell’Istituto, in un contesto che ha visto anche nel 2016 il progressivo assottigliarsi delle risorse umane a disposizione, fattore che non può non riflettersi sui tanti indicatori che fotografano i risultati dell’azione amministrativa delle singole strutture.
La gestione finanziaria di competenza dell’Istituto chiude il 2016 con un avanzo di 351 ml (+1,434 md nel 2015), determinato dalla somma algebrica di un risultato di parte corrente negativo per 457 ml e di parte capitale positivo per 808 ml. L’avanzo di amministrazione mostra, anch’esso, una pur lieve diminuzione e si attesta su 36,451 md (36,792 md nel 2015) per effetto del peggioramento della cassa, dovuto ai fattori, di segno inverso del calo delle riscossioni (-13,87 md) e dell’aumento dei pagamenti (+3,826 md). I residui passivi totali del 2016 si attestano nei loro valori finali su 153,23 md, di cui circa il 61 per cento (92,872 md) è rappresentato dal mancato rimborso delle anticipazioni dello Stato sul fabbisogno finanziario delle gestioni e il 21 per cento (32,155 md) da debiti per anticipazioni della Tesoreria centrale dello Stato. I residui attivi ammontano a 156,295 md e sono costituiti per 98,236 md da crediti di natura contributiva, svalutati in conto economico in una percentuale di oltre il 61 per cento.
Sul versante economico patrimoniale, il risultato economico di esercizio mostra un valore negativo per 6,22 md (-16,297 md nel 2015), con un miglioramento sul precedente esercizio da riferire essenzialmente ad un accantonamento al fondo rischi crediti contributivi di 6,22 md, quando nel 2015 l’analoga posta era iscritta in bilancio per 13,09 md. Il susseguirsi di risultati economici negativi si riflette sulla progressiva erosione del patrimonio netto che si attesta a fine esercizio su un importo di poco meno di 78 ml e che passa in territorio negativo in sede di assestamento del bilancio di previsione 2017. Va, comunque, sottolineato come la situazione patrimoniale dell’Inps tornerà ad attestarsi su un saldo, tra poste dell’attivo e del passivo, in deciso miglioramento per effetto della disposizione contenuta nella legge di Bilancio per il 2018 che, attraverso una “sistemazione” dei rapporti finanziari dell’Istituto con lo Stato, riconosce la natura di trasferimento a titolo definitivo dei debiti per anticipazioni alla gestione previdenziale per un importo di circa 59,455 md e la compensazione di crediti e debiti per circa 29,423 md.
Dal lato ordinamentale resta attuale la necessità di una riforma della governance dell’Inps che parta dalla revisione di funzioni e compiti dei tre principali organi – di indirizzo e vigilanza, di rappresentanza legale dell’ente, di indirizzo politico-amministrativo – che, insieme al direttore generale, compongono quel particolare assetto duale disegnato dal legislatore per gli enti previdenziali pubblici. La riforma del sistema di governo dell’Istituto ad opera del d.l. n. 78/2010, di accentramento nella figura del presidente dei compiti prima spettanti al Consiglio di amministrazione, non si è mostrata, infatti, sufficiente a conferire all’Istituto migliore equilibrio, in particolare, nei rapporti con il Consiglio di indirizzo e vigilanza. E’ da porre in rilievo come sul finire del 2017 la Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati abbia approvato una proposta di modifica dell’ordinamento e della struttura organizzativa dell’Inps e dell’Inail, quale testo unificato delle tre proposte da tempo all’esame della medesima Commissione.  Con lo scioglimento delle Camere, il percorso di riforma si è ovviamente interrotto, di talché appare auspicabile che esso trovi nella nuova Legislatura un rinnovato impulso.

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