Speciale Elezioni 2018: Ambiente ed Energia

Il confronto tra le proposte elettorali sul tema dell'ambiente e dell'energia.

Quali sono le proposte elettorali delle principali forze politiche sul tema dell’ambiente e dell’energia? Scopriamole insieme!

Movimento 5 Stelle

“La Terra sta procedendo verso il superamento dei limiti ambientali planetari. Dalla desertificazione allo scioglimento dei ghiacciai: il suolo, i corsi d’acqua e le falde acquifere sono sempre più a rischio anche nel nostro Paese. È quindi necessario consentire la tutela dell’ambiente dall’impatto cumulativo dei vari agenti inquinanti. Ogni oggetto o imballaggio ha un impatto ambientale nel suo ciclo di vita (filiera) in particolare per quanto riguarda lo smaltimento. Oggi si paga un contributo ambientale solo per gli imballaggi. Riteniamo che invece questo calcolo vada fatto per ogni bene prodotto. Servirebbe una valutazione del ciclo di vita in modo da pagare in proporzione al costo ambientale e considerando anche il futuro inquinamento del bene. In questo modo si potrebbe orientare il mercato e avviare un’economia virtuosa che privilegi i beni riutilizzabili e riciclabili responsabilizzando gli utenti. I rifiuti più correttamente dovrebbero essere denominati materiali post consumo. Grazie alle raccolte differenziate domiciliari di qualità ed a nuove tecnologie di recupero di materia a freddo oggi si può arrivare al recupero quasi completo di ogni tipo di “rifiuto”. Questa concezione circolare della materia, insieme a politiche per la riduzione dei rifiuti a monte ci porterà a un’economia che superi la cultura dello scarto e dell’ “usa e getta” in favore di quella del riutilizzo e del riciclo. È un Paese fragile, l’Italia. Eppure continuiamo a divorare ettari su ettari di terreno. E a ricoprirli di cemento. Nel biennio 2013-2015 sono stati impermeabilizzati circa 250 chilometri quadrati di territorio italiano, il che significa che siamo sull’ ordine di più di 30 ettari ogni giorno di terreno impermeabilizzato. Tutto questo ha un costo: ad esempio quello agricolo pesa sulla collettività per 800 milioni l’anno. Siamo per il consumo di suolo zero. È l’unica politica che può salvarci. Cosa succede nel sottosuolo quando lo si perfora e soprattutto quando vengono iniettati liquidi e gas nei bacini geologici che hanno impiegato millenni a formarsi? Le operazioni di stoccaggio di gas, spesso concentrate in zone ad alta densità abitativa, costituiscono un serio pericolo per l’inquinamento delle falde acquifere. Ne vale la pena?”Risultati immagini per movimento 5 stelle simbolo

Partito Democratico

“Siamo orgogliosi di aver partecipato da protagonisti alla stesura e alla firma dell’accordo di Parigi. L’ambiente non è un tema da citare perché va di moda ma è la sfida cruciale per il futuro dei nostri figli. Confermiamo gli impegni assunti a Parigi, impegnandoci a valorizzare la lotta a tutte le forme di inquinamento a cominciare dalla plastica. Vogliamo che le grandi opportunità dell’economia circolare siano colte dall’Italia senza incertezze.
Assicuriamo gli investimenti nel settore energetico, anche alla luce degli obiettivi della Strategia energetica nazionale (Sen). Poniamo particolare riguardo alle possibilità di creazione di nuovi posti di lavoro grazie all’economia verde e all’economia circolare in uno sguardo sull’ambiente che sia anche economico e non solo ideologico. Incoraggiamo la sostituzione e il miglioramento tecnologico di tutte le infrastrutture operanti nel settore delle rinnovabili, anche alla luce delle notevoli innovazioni tecnologiche, e lavoriamo per realizzare la più diffusa rete di colonnine elettriche europee per migliorare la qualità della trasformazione automobilistica in corso. Puntiamo alla totale sostituzioni delle auto blu, di rappresentanza, in auto verdi, ecologiche. Particolare attenzione verrà destinata al processo di riconversione in corso delle ex centrali (prioritariamente quelle da ripensare dopo la scelta di scommettere sulla de-carbonizzazione). Nel solco tracciato dal successo di Expo e dal record di export agroalimentare vogliamo proseguire nel percorso di tutela del nostro territorio e dei nostri prodotti. La riduzione delle tasse al mondo agricolo è solo un primo passo nella direzione di una rinnovata centralità dell’agricoltura e del mondo alimentare. Vogliamo lavorare sulla tutela della trasparenza dell’origine dei prodotti, ma vogliamo insistere sulla tutela del reddito degli agricoltori, dei pescatori, dei produttori, dell’equa distribuzione del valore nelle filiere: garantire la dignità di chi lavora è elemento impre- scindibile di qualsiasi strategia in questo settore.”

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Coalizione Centrodestra

“Più tecnologie innovative applicate all’efficientamento energetico. Sviluppo e promozione di cultura e turismo. Tutela dell’ambiente. Piena diffusione delle infrastrutture immateriali. Piano di ristrutturazione delle tecnostrutture e migliore utilizzo delle risorse per le nuove tecnologie per tutto il sistema delle imprese, con particolare riferimento alle piccole e medie. Sostegno alle start-up innovative, anche attraverso la semplificazione del crowdfunding. Risparmio energetico ed efficientamento della rete. Sicurezza degli approvvigionamenti. Più efficienza della produzione energetica e dei consumi nell’edilizia, nell’industria e nei trasporti. Sostegno alle energie rinnovabili.”Risultati immagini per coalizione centro destra 2018

Liberi e Uguali 

“Abbiamo di fronte una grande transizione fatta di cambiamenti climatici divenuti ormai una costante minaccia anche a causa dello stato di colpevole fragilità in cui versano territorio, costruzioni, infrastrutture oltre ad essere alla base di guerre, violenze, carestie, migrazioni e nuove disuguaglianze. Dobbiamo rendere di nuovo l’Italia un luogo di capace di anticipare e accelerare le trasformazioni. Il settore strategico, capace di intervenire su tutte le dimensioni della transizione, è la conversione ecologica dell’economia, capace di liberare l’enorme potenzialità per il rilancio di eccellenze industriali italiane, per la creazione di posti di lavoro diffusi, stabili, per la promozione delle economie sane in grado di produrre più risorse di quante vengano sottratte, in termini ambientali e sociali. Per tutto questo, serve un Grande Piano Verde che contenga visione e strategia per puntare senza più indugi verso una totale decarbonizzazione del nostro paese e per passare dall’economia lineare a quella circolare: strategia “rifiuti zero”, riduzione dei consumi e in particolare di quelli energetici, radicale efficientamento di casa, mobilità e trasporti, e la contestuale conversione dei consumi residui verso uno scenario al 100% rinnovabile entro il 2050. Un obiettivo che si innesca sia agendo opportunamente sulla leva fiscale per esempio attraverso l’introduzione di una carbon-tax, sia investendo in programmi di efficientamento energetico, sia liberando le energie rinnovabili dalle norme fossili che le imbrigliano e, permettendo così alle imprese di guadagnare in competitività e alle famiglie di liberare risorse per altri consumi e investimenti. Operare per il superamento della dipendenza dalle energie fossili significa, anche, costruire un modello di “democrazia energetica” che favorisca l’autoproduzione di energia pulita, in cui i cittadini e le comunità siano sempre di più consumatori, produttori e distributori di energia, riducendo così lo strapotere economico e geopolitico degli oligopolisti che oggi controllano nel mondo il settore energetico e spesso agiscono senza riguardo per i diritti umani e per l’ambiente. Occorre poi reindirizzare gli ingenti sussidi statali attualmente diretti al sostegno di attività dannose per l’ambiente verso interventi virtuosi per la rigenerazione delle nostre città, per imporre un definitivo stop al consumo di suolo urbano e agricolo, per varare un piano di tutela e promozione del capitale naturale del nostro paese, per intervenire seriamente sulla riduzione degli impatti del mondo agricolo e dell’allevamento, per pianificare ed attuare le bonifiche dei territori devastati da attività industriali dissennate e dalla diffusione di manufatti in amianto, per migliorare la qualità dell’aria partendo da un forte potenziamento dei trasporti pubblici urbani e pendolari su ferro e dei sistemi logistici intermodali nonché per un programma strutturale per la conversione dell’industria pesante ed inquinante. Immaginiamo la creazione di una sorta di sala verde, una cabina di regia da convocarsi in modo permanente per la concertazione e la programmazione e che non consenta mai più, ad esempio che possa vararsi una Strategia Energetica Nazionale per il 2030, senza che essa sia coerente e coordinata con la strategia per il Clima al 2050. Che serva a delineare sia un grande piano di investimenti pubblici (diametralmente opposti alla logica delle grandi opere), sia una vera “bonifica” normativa per rimuovere gli ostacoli che impediscono la libera iniziativa sana in campo economico e produttivo, a cominciare dalla burocrazia e dalle sue scadenze. Nel segno della più totale trasparenza, della legalità, della qualità, del rispetto delle peculiarità e vocazioni dei territorio e anche dell’innovazione ambientale. Questa prospettiva rappresenta per l’Italia uno speciale valore aggiunto perché consente di valorizzare, di più e meglio, ricchezze e talenti tipicamente italiani: la bellezza de nostri luoghi, la creatività della nostra tradizione artigianale che ha fatto grande il made in Italy, l’eccellenza qualitativa del lavoro italiano. Una nuova economia capace di superare l’odierna organizzazione dei mercati e la dicotomia “profit- non profit”, dunque aperta al ruolo fondamentale della cittadinanza attiva e delle imprese responsabili. Dobbiamo costruire nuove relazioni con i mondi che ci circondano: per il benessere animale, contro la caccia in deroga, per la promozione della biodiversità, per comportamenti più salubri, per ridurre l’impronta ecologica, per tutelare la natura e quindi noi stessi.”Immagine correlata

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