Speciale Elezioni 2018: Welfare

Il confronto tra le proposte elettorali sul tema del welfare.

Quali sono le proposte elettorali delle principali forze politiche sul tema del welfare? Scopriamole insieme!

Movimento 5 Stelle

Pensione di cittadinanza: mai più sotto i 780€. Pensione minima di 780 euro netti al mese a tutti i pensionati. 1.170 euro netti al mese per una coppia di pensionati. Superamento della riforma Fornero (Quota 100 e Quota 41, Staffetta generazionale, Categorie usuranti, Opzione donna). 17 miliardi per aiutare le famiglie con figli: Applicazione del modello francese, rimborsi per asili nido, pannolini e baby sitter. Introduzione iva agevolata per prodotti neonatali, per l’infanzia e per la terza età. Innalzamento importo detraibile per assunzione di colf e badanti. Il MoVimento 5 Stelle aumenterà la libertà dei lavoratori di decidere, entro certe soglie e limiti, il livello di contribuzione (anzianità) e l’età anagrafica di uscita dal lavoro, consentendo loro di bilanciare esigenze differenti (logorio professionale, necessità di avere più tempo libero o esigenza, al contrario, di percepire un assegno previdenziale più ricco). Estenderemo le tutele previdenziali dei cosiddetti lavori “usuranti” a categorie professionali oggi non incluse e terremo conto delle esigenze dei cosiddetti “precoci”. Va ricalibrato anche l’incentivo legato alla “staffetta generazionale”. Nell’idea di sviluppo sostenibile la salute ha un ruolo centrale. Per capire questo ruolo centrale è necessario distinguere tra il concetto di ricchezza e il concetto di PIL. Nell’idea di ricchezza non rientra solo l’economia, rientra l’ambiente, rientra la salute, rientra la cultura, rientra la giustizia. Un paese senza salute non è un paese ricco, un paese che non è giusto non è un paese ricco. Produrre salute, in un’idea di sviluppo sostenibile, vuol dire produrre la salute come ricchezza. Diverse concause rendono difficile o impossibile l’accesso ai farmaci: lo scarso collegamento tra le esigenze cliniche e la ricerca, le procedure amministrative non trasparenti di determinazione dei prezzi e di acquisto, le regole rigide sui brevetti. Le regioni sono così obbligate ad introdurre i ticket per i farmaci che si sommano a quelli previsti per le altre prestazioni sanitarie. I cittadini sono il bancomat indispensabile delle Regioni costrette a compensare un aumento della spesa farmaceutica dovuto in parte a incapacità gestionali e in parte alla debolezza politica e istituzionale dinanzi a forti portatori d’interesse quali sono le multinazionali del farmaco. L’assistenza sanitaria di base e specialistica per i cittadini rischia di non essere assicurata poiché il progressivo ed elevato pensionamento dei medici non è sorretto da un numero adeguato di medici specialisti in formazione. Queste condizioni sono ulteriormente peggiorate alla luce dei provvedimenti del Governo sul blocco del turnover per esigenze di contenimento della spesa pubblica. A fronte di queste stime drammatiche sulla futura carenza di medici specialisti si evidenzia anche un preoccupante incremento del numero di medici laureati che non hanno però la possibilità di accedere alla formazione post-laurea e, conseguentemente, al mondo del lavoro. Superamento Decreto Lorenzin: no all’obbligatorietà dei vaccini, sì alla raccomandazione.”

Risultati immagini per movimento 5 stelle simbolo

 

Partito Democratico

Salute. Abbiamo aumentato il Fondo sanitario di 5 miliardi in 5 anni. Dovremo continuare a crescere con questo ritmo anche nella prossima legislatura. E valorizzare le tante profes- sionalità che l’Italia forma e che – prive di un percorso adeguato – decidono di emigrare per valorizzare il proprio talento. Vogliamo valorizzare i ricercatori del farmaco che combattono soprattutto le malattie rare, anche attraverso strumenti di aiuto fiscale che facciano dell’I- talia la capitale mondiale dell’innovazione in questo settore. La scommessa dell’area di Hu- man Technopole va in questa direzione. Accanto alle scelte organizzative occorre tuttavia anche una battaglia civile e culturale contro gli apprendisti stregoni che soffiano sulle paure e talvolta sull’ignoranza: emblematica in questo senso la nostra difesa sull’obbliga- torietà dei vaccini condotta assieme alla parte migliore della comunità scientifica ita- liana e internazionale. Anche alla luce dell’allungamento dell’aspettativa di vita è necessario incoraggiare da subito la valorizzazione dello sport e dell’educazione moto- ria a tutti i livelli, a cominciare da un innalzamento della qualità e della quantità dello sport nelle scuole. Non autosufficienza. Rafforzeremo l’indennità di accompagnamento, dando di più a tutti ma soprattutto a chi ha più bisogno. E permettendo di sce- gliere tra assegno e budget di cura, una cifra maggiore che permetta di coprire direttamente i costi dei servizi di cura. Per rendere più forte il sostegno economico alla non autosufficienza e per favorire l’emersione e la professionalizzazione nei servizi alla famiglia e alla persona. Disabilità. Svilupperemo un’azione specifica per le nuove generazioni, per accrescere l’indipendenza, anche economica, delle persone con disabi- lità. Investendo su nuove tecnologie e programmi per partecipazione scolastica, universitaria e inserimento lavorativo. E aumentando la detraibili- tà delle spese legate all’assistenza personale. Pensioni. Vogliamo dare piena attuazione all’accordo tra governo e sindacati del 2016. Ren- dendo strutturali e ampliando le platee degli strumenti di flessibilità in uscita, sia quelli a carico dello Stato per chi è in condizioni di bisogno (Ape sociale, precoci), sia quelli che comportano un costo per chi decide di andare in pensione prima (Ape volon- taria, Opzione donna). E vogliamo prenderci cura del futuro, introducendo una pensione contributiva di garanzia per i giovani con carriere discontinue e redditi bassi. Sostenere il terzo settore per noi è una priorità. A fianco della piena attuazione del servizio civile universale, prevedremo un mese di servizio civile obbligatorio in siner- gia tra scuola e terzo settore, affermando una nuova stagione dei doveri accanto alla necessità di difendere i diritti. E favoriremo assunzioni e stabilizzazioni con un nuovo sistema agevolativo. La legislatura appena terminata è sicuramente stata la più fruttuosa in tema di diritti delle donne, grazie anche a una presenza di donne in Parlamento mai raggiunta prima nel no- stro Paese e dovuta in gran parte alle scelte del PD. Per la prima volta l’Italia ha avuto un esecutivo composto da metà ministri uomini e metà ministre donne. Moltissime le leggi approvate e le misure adottate che aumentano i diritti e le tutele per le donne: dalla legge contro il femminicidio alla lotta alle dimissioni in bianco, dal Piano contro la violenza di ge- nere all’estensione della maternità e del welfare aziendale, dal divieto di licenziamento per chi denuncia molestie sul luogo di lavoro alle misure per la conciliazione. Continueremo su questa strada. In particolare, la battaglia contro la vergogna della violenza sulle donne resta al centro del nostro impegno. Occupazione femminile e conciliazione tra scelte familiari e lavorative sono le stelle polari delle nostre proposte sul fisco e sul welfare.”

Immagine correlata

 

Coalizione Centrodestra

“Azzeramento della povertà assoluta con un grande Piano di sostegno ai cittadini italiani in condizione di estrema indigenza, allo scopo di ridare loro dignità economica. Aumento delle pensioni minime e pensioni alle mamme. Estensione delle prestazioni sanitarie. Raddoppio dell’assegno minimo per le pensioni di invalidità e sostegno alla disabilità. Incentivi all’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. Azzeramento della legge Fornero e nuova riforma previdenziale economicamente e socialmente sostenibile. Codice delle norme a tutela dei diritti degli animali domestici e di affezione. Piano straordinario di riqualificazione delle periferie, restauro delle coste e dei siti di interesse monumentale anche attraverso la “sostituzione edilizia”. Centralità del rapporto medico-paziente nel circuito dell’assistenza sanitaria. Sostegno all’aggiornamento e meritocrazia. Azzeramento progressivo del precariato. Superamento Decreto Lorenzin: no all’obbligatorietà dei vaccini.”

Risultati immagini per coalizione centro destra 2018

Liberi e Uguali

“Un welfare universale. Ci battiamo per un welfare universale, non solo per motivi di equità, ma anche per motivi di efficienza ed efficacia. Le politiche sociali, per la famiglia, per la casa, per pensioni e ammortizzatori sociali devono smettere di essere le cenerentole del nostro sistema pubblico. Vogliamo estendere il Rei (reddito di inclusione) in modo da renderlo realmente uno strumento universale di contrasto alla povertà assoluta, adottare un piano sociosanitario nazionale per la non autosufficienza incentrato sulla domiciliarità e articolato in funzione del grado di bisogno, definire un piano integrato di interventi a favore delle persone con disabilità, che ne favorisca la vita indipendente e che interessi non solo l’inserimento lavorativo ma anche, ad esempio, l’accessibilità delle case e dei luoghi pubblici nonché la mobilità territoriale. La crisi ha lasciato in eredità un enorme patrimonio immobiliare abbandonato che pesa sui bilanci delle banche. Dalla sua acquisizione, come abbiamo già detto, può venire una risposta importante all’esigenza di tornare a rendere effettivo il diritto alla casa. La pensione è uno degli argomenti più delicati per tanti milioni di italiani. Riteniamo occorra rivedere in profondità la riforma Fornero, anche riarticolando il sistema delle uscite anticipate o ritardate per tipologie di attività, in base al carico di gravosità del lavoro svolto. L’eventuale superamento della soglia di età differenziata così identificata deve avvenire esclusivamente su base volontaria. Anche la maternità deve essere riconosciuta come fattore di possibile anticipo dell’età di pensionamento, va garantita la stabilizzazione di “Opzione donna” e, con una nona salvaguardia, la definitiva soluzione del problema degli esodati. Per avere finalmente una discussione seria nel Paese sul finanziamento dell’insieme del sistema di welfare e sullo stato dei conti dell’Inps, la previdenza va finalmente separata dall’assistenza.” Un numero crescente di persone non riesce ad avere accesso alle cure, a causa di costi sempre più elevati, di ticket che sono più elevati del prezzo delle prestazioni, di liste d’attesa sempre più lunghe, della mancanza di servizi di prossimità. Dobbiamo rovesciare il sistema puntando sulla prevenzione ed evitare la malattia, riducendo i fattori di rischio legati all’ambiente di vita e di lavoro oltre che alla reale accessibilità di analisi preventive, perché solo in questo modo si possono scoprire i problemi prima che diventino gravi. Un esame può salvare una vita, ma molti oggi non se lo possono permettere e rimandano all’infinito il momento di farlo. Siamo decisamente contro gli sprechi, in primis di vite umane. Serve un forte rilancio del finanziamento della salute e dell’assistenza sanitaria, per riallineare progressivamente la spesa sanitaria pubblica italiana alla media dei paesi dell’Europa occidentale e garantire investimenti pubblici per il rinnovamento tecnologico e l’edilizia sanitaria, da finanziare con 5 miliardi in 5 anni. È necessario inoltre porre un freno alla diffusione delle polizze sanitarie nei contratti integrativi, attraverso regole più precise e/o evitando di sostenerla con la fiscalità generale che rischia altrimenti di portare progressivamente ad un indebolimento del sistema pubblico. Vogliamo mettere in campo un piano triennale di rafforzamento del personale dipendente, che passi anche per la riduzione del lavoro precario, delle collaborazioni esterne e dell’appalto di servizi. Proponiamo: di superare l’attuale sistema dei ticket, già previsto dal Patto per la Salute del 2014 e l’abolizione dei superticket; un Piano d’azione per la salute mentale; una nuova politica del farmaco attraverso la promozione dell’uso dei farmaci generici (l’Ocse ci posiziona nel 2015 al penultimo posto su 27 paesi); l’informatizzazione del settore sanitario; un’attenzione specifica alla promozione del diritto alla salute delle donne, garanzia dei diritti sessuali e riproduttivi, attraverso il sostegno e il finanziamento della rete dei consultori; il rilancio dei programmi di educazione sessuale e contraccettiva nelle scuole; l’applicazione della legge 194 intervenendo sul problema del numero eccessivo di medici obiettori.”

 

Immagine correlata

Commenti

commenti