Speciale Elezioni 2018: Scuola, Università e Ricerca

Il confronto tra le proposte elettorali sul tema della scuola, dell'università e della ricerca.

Quali sono le proposte elettorali delle principali forze politiche sul tema della scuola, dell’università e della ricerca? Scopriamole insieme!

Movimento 5 Stelle

“La scuola dell’obbligo deve essere gratuita, come prevede la nostra Costituzione. Perché sia davvero così, va eliminato l’odioso contributo “volontario” che ogni anno le famiglie sono costrette a pagare all’atto dell’iscrizione per far fronte allo stato di grande sofferenza delle scuole. Per questo i finanziamenti pubblici devono andare prioritariamente alle scuole pubbliche statali. Per rilanciare davvero la scuola pubblica italiana, il MoVimento 5 Stelle vuole cancellare la legge 107/2015, la cosiddetta ‘Buona Scuola’ che ha minato le fondamenta democratiche, cooperative e formative della scuola. L’impegno è eliminare le misure che hanno trasformato la scuola in un’azienda e l’hanno asservita a logiche competitive e di profitto: i super-poteri ai presidi – tra cui la chiamata diretta dei docenti, l’attribuzione del bonus premiale e la ricerca di sponsor e finanziamenti privati per la propria scuola – l’indebolimento delle funzioni degli organi collegiali, la card formazione docenti da 500 euro da spendere individualmente, l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria per gli studenti. Il sistema degli enti pubblici di ricerca in Italia è estremamente disomogeneo e frammentato. Non esiste un organo che svolga il ruolo di coordinamento e di sintesi per le politiche da realizzare in questo settore. Per superare questa frammentazione proponiamo l’introduzione dell’Agenzia Nazionale per la Ricerca, preposta al coordinamento e al controllo tra le varie componenti della ricerca. L’Agenzia dovrebbe essere completamente sganciata dalla politica, e quindi diretta da studiosi e scienziati tra i più meritevoli scelti all’interno della comunità scientifica. Il finanziamento delle università e della ricerca è fondamentale per garantire che le nuove generazioni del nostro Paese siano adeguatamente formate. L’attuale sistema di finanziamento è estremamente disomogeneo e, comunque, in questo ultimo decennio università e alla ricerca hanno subito un forte definanziamento. Per prima cosa dunque è necessario tornare ad aumentare i fondi. Inoltre il sistema di finanziamento deve essere diffuso su tutto il territorio nazionale in modo uniforme per assicurare anche agli studenti di zone più depresse una qualità media accettabile. Una volta assicurato un buon servizio di base, è giusto garantire un riconoscimento a chi dimostri di lavorare meglio, attraverso un sistema di valutazione diverso rispetto a quello attualmente vigente.”Risultati immagini per movimento 5 stelle simbolo

Partito Democratico

“La conoscenza è fondamentale per costruire una società aperta e inclusiva, è motore del cambiamento e di uno sviluppo sostenibile. Per noi la società della conoscenza si costruisce fin dalla culla e per tutta la vita, dagli asili nido alla formazione permanente. Oltre alle linee di intervento richiamate sopra su questi due temi, rafforzeremo il percorso di investimenti su scuola e università portato avanti in questi anni. Scuola. In questi anni, con un investimento di 4 miliardi, abbiamo provato a costruire le basi per la scuola del futuro, partendo dal rafforzamento dell’autonomia scolastica, istituendo l’organico di potenziamento, investendo sui docenti attraverso assunzioni, formazione, aggiornamento e valorizzazione. Nella prossima legislatura, vogliamo promuovere l’innovazione didattica e metodologica; ripensare l’organizzazione dei cicli della scuola dando spazi e tempi adeguati alla continuità e alla flessibilità dei processi di apprendimento; sostenere l’apprendimento trasversale e digitale; promuovere l’orientamento per sostenere gli studenti nei momenti di scelta e transizione, da un ciclo all’altro o dalla scuola al lavoro; liberare le scuole dalla burocrazia. Povertà educativa. Dispersione scolastica, bassi livelli di rendimento, disagi adolescenziali sono tutti sintomi di una malattia che colpisce le aree marginali del Paese e che possiamo indicare come povertà educativa. Sarà una delle nostre priorità. Renderemo strutturale il fondo sulla povertà educativa e istituiremo “aree di priorità educativa” nelle aree con i più alti tassi di abbandono e di indigenza, dove invieremo un esercito di maestre e di maestri: più docenti e comunità educante, formati per seguire gli studenti con piani educativi personalizzati. Anche nel Mezzogiorno la scuola deve essere messa nelle condizioni di diventare motore di sviluppo e inclusione. Ci impegniamo a rafforzare il tempo pieno in tutto il Paese e a portarne l’offerta nelle scuole elementari del Sud ai livelli medi del Centro-Nord. Università e ricerca. Dopo anni di tagli, siamo tornati ad aumentare i fondi per università, ricerca e diritto allo studio. Vogliamo continuare su questa strada, lanciando un piano di reclutamento strutturale e continuativo di 10 mila ricercatori di tipo B nei prossimi 5 anni, rafforzando il reddito degli studenti meritevoli in condizioni di disagio economico e investendo sull’autonomia delle nostre università.”Immagine correlata

 

Coalizione Centrodestra

“Più qualità nella scuola e nell’università. Più libertà di scelta per le famiglie nell’offerta educativa. Incentivazione della competizione pubblico-privato a parità di standard. Abolizione di anomalie e storture della legge impropriamente detta “Buona scuola”. Piano di edilizia scolastica. Centralità del rapporto docente-studente nel processo formativo. Sostegno all’aggiornamento e meritocrazia. Azzeramento progressivo del precariato. Rilancio dell’Università italiana per farla tornare piattaforma primaria della formazione. Sostegno ed aiuto all’associazionismo sportivo quale strumento di crescita sociale.”Risultati immagini per coalizione centro destra 2018Liberi e Uguali 

“Da anni siamo collocati agli ultimi posti in Europa per investimenti nel settore. Eppure, tra mille difficoltà, la scuola ha saputo affrontare sfide enormi, come quella dell’inclusione. Dobbiamo cancellare la logica della cosiddetta “Buona scuola” e ripartire da una scuola che si fa comunità educante, che si dà l’obiettivo fondamentale di contrastare la dispersione scolastica e di creare condizioni di uguaglianza sostanziale. Una scuola ancorata ai principi costituzionali, rendendola realmente gratuita, riqualificando e ampliando il “tempo scuola”, moltiplicando l’offerta pubblica di nidi, rendendo universale la scuola dell’infanzia. Solo una scuola felice e piena di dignità può essere buona. Una scuola che funzioni davvero, dove gli insegnanti siano persone fiere del loro lavoro e restituiscano ai nostri figli il meglio di loro stessi. Una scuola povera, senza mezzi, con insegnanti mortificati costruisce – al di là del valore dei singoli – una società frantumata e rancorosa in cui la lotta tra poveri inizia tra i banchi di scuola perchè non tutti possono permettersi di pagare le attività sportive, culturali, ricreative, la mensa, i materiali didattici. E’ necessario riconoscere la dignità e il valore della funzione degli insegnanti, stabilizzando i precari attraverso un piano pluriennale, dando risposte a chi (vittima di un algoritmo impazzito) ha subito una mobilità inutile e dannosa, adeguando gli stipendi di docenti e personale Ata agli standard europei. L’alternanza scuola-lavoro è da rivedere completamente con il riconoscimento della volontarietà dell’adesione, dando agli studenti strumenti per comprendere il mondo del lavoro e portarvi elementi di innovazione, spirito critico, autonomia intellettuale. Serve un piano per l’edilizia scolastica in linea con il progetto di conversione ecologica. Nel corso dell’ultimo decennio si è assistito al continuo sotto-finanziamento del sistema universitario e della ricerca pubblica, accompagnato dal crollo delle immatricolazioni: l’Università diventa sempre di più un club per pochi. Contestualmente, gli enti pubblici di ricerca hanno subito una razionalizzazione selvaggia, un’esplosione del precariato in spregio all’utilità strategica di molti istituti. È irrinunciabile un investimento sul diritto allo studio e sulla progressiva gratuità dell’accesso a partire dall’abolizione delle tasse universitarie, sull’effettivo sostegno con borse di studio e residenze per gli aventi diritto, sulla qualità dell’insegnamento, sulla valorizzazione di professori e ricercatori, sulla stabilizzazione dei precari dell’Università e del sistema pubblico di ricerca, sulla valutazione seria della ricerca definendo nuovi criteri e finalità della valutazione dei singoli e delle istituzioni. Strumenti strutturali per la ricostruzione di un sistema universitario e della ricerca pubblica all’avanguardia e diffuso lungo tutta la penisola.”Immagine correlata

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