Speciale Elezioni 2018: Sicurezza e Difesa

Il confronto tra le proposte elettorali sul tema della sicurezza e della difesa.

Quali sono le proposte elettorali delle principali forze politiche sul tema della sicurezza e della difesa? Scopriamole insieme!

Partito Democratico

“Nella legislatura appena terminata la sicurezza europea è stata più volte messa in discussione da attacchi terroristici efferati. L’impegno per garantire la pace nel mondo, con la guida delle Nazioni Unite e della Nato, costituisce per noi un elemento imprescindibile. Siamo grati alle forze armate e alle forze dell’ordine per il lavoro quotidiano che svolgono con passione, dedizione e tenacia. La consapevolezza del pericolo non può tuttavia farci rinchiudere in un mondo di muri e di paure. Per questo guardiamo con favore a tutte le modalità di lotta contro le paure, umane e comprensibili, che colpiscono soprattutto alcune fasce della popolazione.” Una politica del genere non può fare a meno di “investire anche in cultura, educazione e cittadinanza attiva. Nessuno può immaginare che finanziare un teatro o un museo sia parte di una strategia di pubblica sicurezza. Ma rivendichiamo l’intuizione che ha portato il nostro governo, dopo il Bataclan, ad affermare il messaggio: “Per ogni euro investito in sicurezza, un euro andrà investito in cultura“. “In questa luce, “il Grande Progetto Pompei”, la riorganizzazione dei musei, la legge sul cinema, gli investimenti nello spettacolo dal vivo, la stessa App18 sono il simbolo di un modello italiano di sicurezza che si fonda sulla straordinaria professionalità delle nostre donne e dei nostri uomini che vestono una divisa ma che si allarga al progetto di comunità nelle periferie, nei centri abbandonati, nelle città. Vogliamo far crescere gli investimenti in cultura e in sicurezza allo stesso modo, arrivando nell’arco di una legislatura al 2% del Pil. E pensiamo che sia necessaria una battaglia culturale per affermare, in nome dello Ius culturae, la necessità di vincere la paura e di concedere la cittadinanza a chi, nato in Italia, si attiene alle regole e ai percorsi scolastici, culturali, linguistici che il nostro Paese offre.” “Sono stati sbloccati i contratti per le forze dell’ordine e il riordino delle carriere. E’ diminuito il numero dei reati. Sono stati finanziati progetti di videosorveglianza per 37 milioni di euro.” Occorre continuare su questa strada prevedendo “10 mila assunzioni tra carabinieri, poliziotti, finanzieri, agenti penitenziari e vigili del fuoco ogni anno per aumentare la presenza capillare sul territorio e la percezione effettiva della sicurezza. Finanziare 50.000 nuove videocamere per la sorveglianza su tutto il territorio nazionale. Sostegno ai nostri militari impegnati con straordinaria professionalità in prima linea all’estero e nei confini nazionali e allargamento della nostra iniziativa all’estero con il progetto “Caschi blu della cultura”.” Per quanto concerne la lotta alla criminalità organizzata: “Valorizzare l’Agenzia per i beni confiscati per permettere una migliore gestione dei beni strappati alla mafia.”

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Coalizione di Centrosinistra. Fonte: Termometro Politico

Movimento 5 Stelle

“Il Movimento 5 Stelle reputa meno efficiente un sistema di sicurezza organizzato secondo una struttura piramidale, in cui sia lo Stato l’unico soggetto preposto a garantire la repressione e la prevenzione dei crimini e in cui il cittadino sia dunque semplice destinatario delle politiche elaborate a livello governativo e realizzate per mezzo delle forze di Polizia e per questo motivo si impegnerà perché siano disciplinate forme di sicurezza partecipata, in cui il bene in questione sia prodotto da una molteplicità di attori, posti tra loro in una relazione paritaria.” Per quanto concerne la Cyber sicurezza: “Il Movimento 5 Stelle si impegna a sviluppare nuove capacità e nuovi strumenti per migliorare la sicurezza cyber del sistema Paese perché questa rappresenta una sfida di grande importanza per la crescita, il benessere e la sicurezza nazionale e quindi dei cittadini, che non può essere rimandata. Per raggiungere questo obiettivo il Movimento 5 Stelle disciplinerà forme di cooperazione tra pubblico e privato nello scambio di dati informatici, al fine di garantire una maggiore sicurezza dell’intero sistema paese. Stanzierà maggiori risorse pubbliche nell’ambito della Cyber security. Incentiverà misure di defiscalizzazione per le aziende che investono sulla sicurezza.” “Per evitare che gli interessi prevalenti tra tutela della sicurezza collettiva e quella della privacy e delle libertà individuali siano piegati, di volta in volta, alle derive emozionali causate da eventi tragici, i provvedimenti da adottare in termini di sicurezza e libertà devono essere efficaci in entrambe le direzioni, ma con una prevalenza verso la tutela della sicurezza collettiva.” “Si rende necessaria una riflessione su una riorganizzazione dei comparti sicurezza e difesa, accorpando Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria, e trasformando le attuali qualifiche esclusive di ciascun soggetto in nuove specialità in seno alla nuova ed unica Forza di Polizia. Unica eccezione quella della Polizia Militare che verrebbe devoluta ad apposito soggetto in seno alle Forze Armate.” “Il Movimento 5 Stelle ritiene che vada distinto il ruolo e soprattutto la funzione del Poliziotto Locale dagli altri dipendenti dell’ente, privi di qualifiche di Polizia Giudiziaria, Pubblica Sicurezza e Polizia Stradale (di cui invece è titolare il vigile urbano) e quindi che il rapporto di lavoro vada regolato con un contratto di tipo pubblicistico come tutte le altre figure in uniforme che hanno la prerogativa di tutelare i cittadini e far rispettare le leggi.”

 

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Fonte: tricasenews.it

Coalizione Centrodestra

Lo slogan scelto in tema di sicurezza dalla Coalizione di Centrodestra è: “Più sicurezza per tutti“. “Lotta al terrorismo e ripresa del controllo dei confini. Blocco degli sbarchi con respingimenti assistiti e stipula di trattati ed accordi con i Paesi di origine dei migranti economici. Rimpatrio di tutti i clandestini. Introduzione del principio che la difesa è sempre legittima. Adeguamento ai parametri medi occidentali degli stanziamenti per la Difesa. Carabinieri e poliziotti di quartiere ed estensione dell’esperimento “Strade sicure” con impiego delle Forze Armate per la sicurezza delle città. Tutela della dignità delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate con stipendi dignitosi, dotazioni adeguate di personale, mezzi e tecnologie adeguati al contrasto del crimine e del terrorismo. Inasprimento delle pene per violenza contro un Pubblico Ufficiale. Revisione della legge sulla tortura.”

Coalizione di Centrodestra. Fonte: Termometro Politico

Liberi e Uguali

“Di fronte a quella che viene definita la “terza guerra mondiale diffusa”, all’espansione del terrorismo internazionale, ai profughi che scappano dai Paesi devastati, occorre riaffermare pienamente il principio costituzionale del “ripudio della guerra”. È tempo, ormai, di cambiare le coordinate, a partire dalla conoscenza dei dati reali, e impostare politiche attive di pace e disarmo. I dati reali (analizzati e diffusi dall'”Osservatorio italiano sulle spese militari italiane”) ci dicono che negli ultimi 10 anni di recessione e di tagli in tutti i comparti sociali, la spesa pubblica militare italiana è invece aumentata del +21% con una crescita costante, che continua tuttora arrivando, con la Legge di Bilancio per il 2018, all’1,42% del Pil (più della Germania, ferma all’1,2%). Serve una politica estera di pace. Dobbiamo rafforzare le politiche di cooperazione e solidarietà internazionale, di promozione dei diritti umani attraverso l’applicazione delle convenzioni internazionali e rifiutare l’interventismo militare al servizio di una logica di guerra. Un investimento è già stato fatto con i corpi civili di pace, da sviluppare con l’istituzione di un Dipartimento della difesa civile, quale mezzo alternativo per promuovere iniziative multilaterali di risoluzione pacifica dei conflitti. Crediamo inoltre non rinviabile una riduzione delle spese militari, con un risparmio per la finanza pubblica. Occorre far rispettare all’industria italiana degli armamenti – integralmente e strettamente – le norme internazionali, europee e sulle limitazioni all’export bellico, a partire dalla legge 185/90, in particolare sui paesi in guerra. All’interno di questa cornice occorre interrompere l’autorizzazione dell’export bellico nei confronti dell’Arabia Saudita, in guerra con lo Yemen. L’Italia deve inoltre impegnarsi a sottoscrivere e promuovere il Trattato per la proibizione delle armi nucleari.”

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Fonte: ilsecoloxix.it

 

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