Ecco come l’igers da passione può trasformarsi in un lavoro! Leggi l’intervista che l’instagrammer  Salvatore Borzacchiello ha rilasciato alla redazione de IlSaccente.it.

  

1) Fare l’instagrammer è il tuo lavoro o una tua passione? Quando hai capito che aveva delle buone chance di poter diventare un lavoro? In cosa consiste?

L’Igers si può fare solo per passione. Anche se gestire una community diventa effettivamente un gran lavoro, per niente remunerato, ma che dà straordinarie soddisfazioni. Grazie alla gestione della community @igers.reggiocalabria, attraverso la quale io e il mio socio Ken Curatola @ikenny facciamo promozione “gratuita” del nostro territorio, la provincia di Reggio Calabria, sono riuscito però a propormi per l’Amministrazione per la quale lavoro come esperto di comunicazione e da allora mi sono occupato di comunicazione con svariati incarichi.

2) Su Instagram si fa la lotta ai follower. È davvero quello che conta?

Instagram, grazie alla sua popolarità, è diventato forse il miglior mezzo di promozione sul web. Una volta tutte le ragazze volevano fare le veline e tutti i ragazzi i calciatori, oggi vogliamo tutti diventare influencer. Ma non bastano i follower! In poche parole per fare Digital Marketing dapprima serve individuare il campo nel quale ci si vuole proporre, occorrono grande dedizione, un progetto incredibile, uno studio delle tecniche fotografiche e tanto tanto estro. I follower verranno da sé!

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3) Cosa pensi di chi compra like e follower?

Avere “mille mila” followers sembra essere il parametro che viene calcolato per definire il successo di un profilo e per diventare, come ho detto, un influencer. Questa è l’idea di chi muove i primi passi nel mondo del social media marketing. Certo, avere 1K follower su Instagram è un buon punto di partenza, ma chi ne ha 10K ha delle possibilità in più, ancora di più per chi può sfoggiarne 100K. Ritornando al discorso, sì, è “strafigo” poter parlare a tanti follower, ma in questo caso hai solo dei numeri e non tutto ciò che ne deriva da una presenza reale. Le aziende che si affidano al lavoro degli influencer reali per promuoversi non si rifanno più solo a questi parametri … ca nisciun è fess!

4) Qual è la domanda che ti fanno più spesso? Cosa vuol dire essere instagrammer?

La domanda che mi fanno spesso è “mi aiuti a fare più follower?” e di questo mi sembra che ne abbiamo ampiamente parlato. Per me, essere Instagramer vuol dire esprimersi attraverso la fotografia e i social. Infatti gli instagramer che gestiscono un gruppo locale sono quasi tutti appassionati di fotografia social e web e molti, come me, ci lavorano . Per tutti essere instagramer è uno stimolo a fare qualcosa di concreto per il proprio territorio attraverso la fotografia. Di Instagramer poi ce ne sono di tutti i tipi e di tutte le salse, dai professionisti agli streetphotographer, dai selfiesti ai tramontisti e, perché no, anche chi ha le fisse per i gattini.

5) Ho visto che molto spesso vi incontrate con gli instagrammer delle altre città. A che scopo?

Tutte le community, su tutto il territorio nazionale, organizzano degli incontri cd. Instameet o Instawalk attraverso i quali ci si incontra e insieme promuovere il territorio attraverso gli scatti fotografici di tutti i partecipanti. Durante questi eventi sempre riusciamo a finire tra i #trendtopic sia di Instagram sia degli altri social. Molti Enti quindi si affidano a noi per la promozione del territorio, penso ai miei ultimi due viaggi. A Roccagorga, in provincia di Latina, grazie all’organizzazione di uno straordinario evento targato @igers.latina per gli enti locali, siamo riusciti a far conoscere uno straordinario borgo anche all’esterno dei confini di quella provincia con dei numeri da paura! A Napoli invece ho colto l’occasione di una mostra fotografica organizzata presso i Magazzini fotografici dalla community @igers.napoli, per andare semplicemente ad abbracciare i miei amici colleghi igers e le loro famiglie. Far parte della community Igers è soprattuto questo!

6) Come si può entrare a far parte di questi gruppi?

E’ molto facile entrare a far parte delle community Igers. Per diventare socio Igers Italia, l’Associazione Nazionale che riconosce, rappresenta e tutela gli appassionati e i professionisti specializzati nella produzione di contenuti digitali, la più grande Community italiana legata al mondo della comunicazione visiva, con particolare riferimento alla fotografia digitale, alla mobile photography e, più in generale, alla produzione di contenuti multimediali, serve solo recarsi sul link http://membership.igersitalia.peoplexp.it e per mezzo del pagamento di una quota annuale di 15 euro diventare soci e approfittare soprattutto delle relative svariate convenzioni.

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7) Cos’è per te la fotografia? Pensi ci sia differenza tra la fotografia professionale e chi usa Instagram?

La passione per la fotografia nasce quando ero piccolo. La mia prima macchina fotografica ha una grande storia. Una Fed4 – 35 mm made in USSR – che mio padre acquistò negli anni 70 in un mercatino militare e da me “ereditata” alla fine degli anni 80. Ancora ricordo l’attesa dello sviluppo dei film per poter ammirare il risultato anche se spesso non era ottimale. Con l’avvento della fotografia digitale abbandonai l’analogico fino a qualche anno fa ovvero fino a quando non incontrai due miei “colleghi” igers, Raffaele Monaco @raffamuffin e Mario Grieco @von_goonies, entrambi appassionati di fotografia istantanea e analogica. I miei due miei amici mi fecero tornare la voglia di fotografare con le mie 35 mm, con le polaroid e soprattutto con una vecchia Kodak Browne Hawkeye degli anni 50 che ho rimesso a nuovo. Oggi ho sempre con me, nella mia “cartella”, una bridge Fujifilm e la camera del mio iPhone X, attraverso le quali scatto le foto che poi posto sulla mia gallery instagram.
Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, non si può parlare oggi di differenza tra fotografia professionale e utilizzo di Instagram, sarebbe come parlare delle differenze tra il formaggio e il vino. All’inizio forse. I fotografi infatti contestavano e stavano alla larga da Instagram. Effettivamente l’idea di iniziale di Instagram era quella di proporsi come app di fotoritocco – e neanche tanto eccezionale -, due filtri e un po’ di bokeh e il gioco era fatto, un sistema super democratico, attraverso il quale tutti potevamo sentirci fotografi. Col passare del tempo e con la gran popolarità raggiunta dal social fotografico, questo è diventato una vetrina eccellente per promuovere prodotti e promuoversi. Quindi anche i fotografi professionisti adesso mirano all’utilizzo di Instagram per promuovere il loro lavoro.

8) Qual è lo scopo di Instagram secondo te?

Probabilmente ho spoilerato nel contenuto delle risposte precedente. Instagram è un buon puto di partenza, potrebbe essere una forma di portfolio per chi si vuole avvicinare al mondo del digital marketing, ma attenzione, c’è da sudare!

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