Il Giovanni Alvaro che ci piace ricordare è il politico e sindacalista, fervente sostenitore dei diritti dei lavoratori, instancabile protagonista di centinaia di vertenze, negli anni in cui parlare di “lotta di classe” aveva ancora un senso.

Passando gli anni Giovanni Alvaro percepì, forse in anticipo rispetto agli altri, le derive del “secolo liquido” teorizzato da Zygmunt Bauman. Liquido per lui diventava anche il mondo politico, privo della presenza di un solido modello di riferimento.

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Giovanni Alvaro

Percepì la labilità del tessuto politico e sociale e sposò la tesi che qualunque idea possa essere rimodellata e ripensata, poiché nulla possiede più contorni netti e definiti.

Nella biblioteca della mia famiglia è conservato il suo libro di poesie in vernacolo, denominato “In via Castello fervono i lavori”; in via Castello c’era la storica sede del Partito Comunista Italiano, è tra quelle pagine che andrò a ritrovare la vera storia di Giovanni Alvaro.

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