USA: bancarotta per la Remington

Trump non fa effetto. Dopo la strage di Newtown, chiude uno dei più antichi produttori di armi americano.

La voce era nell’aria già da qualche tempo, ma questa mattina si è avuta l’ufficialità. La Remington, una delle più antiche fabbriche di armi statunitensi, fondata nello stato di New York nel 1816 e oggi basata in North Carolina, ha presentato domanda per la bancarotta.

L’azienda, che lo scorso febbraio aveva annunciato d’avere raggiunto un accordo con i suoi creditori per procedere alla riduzione di un debito di 950 milioni di dollari, ha annunciato, infatti, di voler chiudere la procedura fallimentare il prossimo 3 maggio.

Da tempo le vendite della Remington facevano registrare un netto declino e, come ammesso dallo stesso amministrare delegato, Stephen Jackson, erano, ormai, appena sufficienti a consentire l’adempimento degli obblighi con i creditori.

Immagine dell'esterno della scuola di Newtown tratta da stilopolis.it
Immagine dell’esterno della scuola di Newtown tratta da stilopolis.it

Un contributo decisivo nel tracollo economico dell’impresa lo ha fornito, di certo, la campagna anti-armamento avviata dopo la strage di Newtown, in cui 20 bambini furono uccisi dai colpi di un fucile d’assalto AR-15 prodotto proprio negli stabilimenti Remington.

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