Articolo a cura dell’équipe Mente&Relazioni Oikos

Dal mese di maggio presso la sede del Centro di Terapia, Formazione e Ricerca “Mente & Relazioni” saranno attivati servizi innovativi per le persone con malattia di Alzheimer e demenza e per le loro famiglie. I nuovi servizi nascono da una collaborazione fra Mente & Relazioni e il Centro Oikos, che offre servizi di degenza a lungo termine e attività diurne per le persone che soffrono di queste particolari condizioni di salute e autonomia personale. In Italia sono circa 600 mila i malati di Alzheimer, pari al 4% della popolazione over 65; stimando che nel 2050 gli ultra 65enni rappresenteranno il 34% della popolazione, le previsioni per i prossimi anni indicano un aumento dei casi che renderà il nostro Paese uno dei più colpiti dalla patologia e per questi pazienti spesso insorgono problemi per tutte le fasi del percorso, dalla prevenzione alla diagnosi fino, soprattutto, alla gestione della vita quotidiana.

Il problema riguarda non soltanto le persone che ne soffrono ma anche le loro famiglie; i familiari delle persone sofferenti, per poter assisterle e affrontare l’impatto dei loro problemi, si trovano costretti a modificare il proprio equilibrio, le proprie abitudini, sviluppando stress, frustrazioni, emozioni negative che compromettono il benessere e le energie necessarie a confrontarsi con quotidiane e logoranti difficoltà di vita. Il tema è di particolare rilevanza, soprattutto per l’impatto che queste condizioni hanno sulle persone e sulle loro famiglie. Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato in un recente workhshop della Fondazione Ambrosetti a Roma afferma “…Il punto di cui non si parla mai è la solitudine di questi pazienti, e restare chiusi in casa peggiora la situazione: serve una presa in carico socio-sanitaria che può essere sviluppata attraverso diversi canali, come quello istituzionale-pubblico, ma anche attraverso l’apporto del volontariato e del privato sociale…” I due Centri hanno messo a punto strategie nuove che si fondano sulle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Salute in termini di promozione del benessere, che va al di là della definizione di assenza di malattia e riguarda anche la capacità crescente di affrontare in modo funzionale ed efficace i problemi di vita quotidiana, rinforzare le risorse personali e della famiglia e sviluppare fattori di protezione dallo stress.

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Gli obiettivi perseguiti dal programma “Il Tempo può attendere” sono orientati all’intero sistema familiare: tramite l’intervento professionale di un’équipe di esperti psicologi, le famiglie che parteciperanno al programma potranno sperimentare condizioni di sollievo, di riappropriazione del proprio tempo, di ridefinizione dei ritmi di vita quotidiana della persona e di chi se ne prende cura. Le persone colpite dai disagi avranno la possibilità di rallentare il declino delle proprie funzioni o riacquisire abilità e autonomie per compensare le difficoltà quotidiane, mentre le famiglie, anche attraverso il confronto e il reciproco scambio esperienziale, avranno la possibilità di limitare il senso di solitudine e isolamento e riscoprire il valore della speranza nel futuro. Da queste considerazioni nasce il nome del progetto “Il tempo può attendere”, inteso come possibilità di restituire al tempo che si vive una dimensione di scorrimento più disteso e sereno, senza negare le difficoltà e i problemi, ma dando a essi una prospettiva di vita vissuta e non inseguita, di giorni che trascorrono e non sfuggono tra le mani, di speranza in un “oggi”, in un “qui e ora” che possa mostrarsi nel suo reale valore di essere vissuto, malgrado, nonostante o persino grazie ai problemi che si devono affrontare. In verità, non è raro incontrare persone che, in condizioni di difficoltà, affermano “la malattia mi ha cambiato la vita, mi ha salvato da errori di abitudine, mi ha restituito il senso profondo dell’esistenza”.

I servizi offerti dal programma “Il Tempo può attendere” riguardano esercizi di stimolazione delle risorse mentali, sostegno psicologico a chi si prende cura delle persone sofferenti, partecipazione a gruppi di auto aiuto fra familiari, attività di animazione di gruppo, percorsi di mindfulness (una tecnica di meditazione, rilassamento e auto accettazione) e altro. In una famiglia con persone sofferenti di problemi cronici, tutte le risorse presenti sono a rischio di logorio; mantenere buoni livelli di energia, apprendere strategie di protezione dallo stress, migliorare le competenze e l’equilibrio personale, sono “farmaci” efficaci quanto e a volte più della chimica farmaceutica. Per usare una similitudine naturale, bisogna aver cura sia della pianta delicata, sia del suo terreno, sia del suo microclima. Per riprendere le affermazioni della sopra citata dottoressa De Biasi alla Fondazione Ambrosetti “…dobbiamo mantenere queste persone (e le loro famiglie; ndr) in uno stato di socialità. Le parole d’ordine sono coinvolgimento, inclusione sociale e diritto a una vita dignitosa …”

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Il programma si svolgerà dal mese di maggio presso la sede di Mente&Relazioni in via Georgia 16 a Reggio Calabria. Per informazioni e prenotazioni è attivo dal lunedì al venerdì e dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00 il numero 348 3156125.

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