Il ballo delle incertezze

Con le consultazioni inizia il momento più difficile di questo inizio di legislatura. La fase di stallo è dietro l’angolo e i partiti sono pronti a giocarsi le proprie carte. Da questo momento, iniziano i veri giochi: iniziano i bluff, i voltafaccia tutte le dichiarazioni degli ultimi giorni sono azzerate. Per Mattarella si avvicina il momento più difficile: nel grande studio alla vetrata, il Presidente assumerà le vesti dell’uomo al comando; lì dentro il palazzo Mattarella in fondo è solo. Tra i flash dei fotografi, le sfavillanti divise dei corazzieri e i mormorii di chi si siederà dall’altra parte, il Presidente sa bene che dovrà fare il possibile per dare un governo stabile e duraturo al Paese.

Il nome che ne verrà fuori potrebbe non essere così scontato, e gli incastri e le alleanze sono imprevedibili. Lì fuori i leader urlano e vomitano parole, chiedono rapidità, ma dentro il Quirinale per guardarsi negli occhi e prendersi a braccetto, gridare non serve a nulla: per testare la lealtà e la fiducia di chi hai davanti occorrono prove di forza, frasi sussurrate e parole pesate una ad una. Pensare di trovare subito un’intesa è un po’ fantasioso, e non è scontato che le carte possano rimescolarsi e le alleanze ridefinirsi rispetto a quelle che abbiamo visto per le presidenze delle due Camere.

Di Maio e i suoi colonnelli chiedono di parlare un po’ più a sinistra, e cercano di conquistare i parlamentari PD. “Prendi una donna trattala male, lascia che ti aspetti per ore..” in politica non funziona, i corteggiamenti sono lenti e a volte sono il frutto di silenzi al momento giusto, e parole appena appena accennate. E Luigi Di Maio ha dall’altro lato della barricata le truppe renziane che non vedono di buon’occhio chi per anni non gliele ha di certo mandate a dire. Renzi sogna l’Aventino, la sua prigione dorata, lontano dai giochi del potere, sogna un centro sinistra all’opposizione nella sua posizione naturale. Per godersi lo spettacolo per qualche anno, stare a guardare. Fare difesa, possesso palla e impostare il gioco.

E poi c’è l’altro Matteo. Quello che guarda con un occhio i compagni di gioco, e con l’altro ammicca a Di Maio & Co. Salvini è bello e conteso e il suo 17% fa gola. C’è Berlusconi che chiede un Centro Destra unito e che non si piega con docilità alla leadership della Lega, rivendica un ruolo, quello del padre nobile, che appena vent’anni fa su quei nomi e quei colori ci ha messo la faccia. Insomma il Centro Destra cerca unità, tutti insieme appassionatamente in nome dei vecchi tempi. Ma da soli i numeri non ci sono ed immaginare di trovare un drappello di responsabili tra i cinque stelle o nel PD disposti ad appoggiare un cdx come questo è fantapolitica. A meno che non si tratti di un Governo del Presidente, richiamati alla responsabilità da Mattarella per scegliere una nuova legge elettorale e andare al voto.

Da domani ognuno resta solo con i propri dubbi e le proprie angosce, i veri leader davanti alle grandi sfide sono persone semplici, che appaiono nella loro umanità. Pronti a cedere e a concedere, per senso di responsabilità o forse no. Domani appuntamento ore 09.30: comincia il ballo delle incertezze.

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