Il rispetto della persona, e dei valori che l’accompagnano, rischia di scomparire quando ogni momento della sua vita viene implacabilmente scrutato e registrato.”  Stefano Rodotà, Garante per la protezione dei dati personali dal 1997 al 2005, è stato più che mai profetico. Chatwatch, app messicana, ha proprio l’intento di scrutare e di sorvegliare le nostre vite. Un vero e proprio “Big Brother” che sorveglia tutti dall’alto all’interno della sua postazione blindata.

Che cos’è Chatwatch e cosa si può fare grazie a questa applicazione nemica della privacy?

Chatwatch è stata sviluppata dalla società “Desarollo del Potencial Organizacional SA de CV”. Tra le sue potenziali funzioni vi è quella del controllo, sia online che offline, di tutti i nostri contatti di WhatsApp. Un’applicazione molto apprezzata dai gelosi e dai pettegoli di turno, un po’ meno da coloro che ritengono che la propria riservatezza non possa essere venduta al migliore offerente. Per utilizzare Chatwatch occorre semplicemente scaricarla da Google Playstore. Non è più disponibile su App Store, essendo stata rimossa proprio pochi giorni fa. Chatwatch permette di avere piena contezza persino del tempo che i nostri contatti utilizzano in chat. Per scoprire ciò basta un piccolo gesto: smuovere la timeline con un dito. Si può anche verificare quando due contatti si trovano online contemporaneamente e la probabilità che abbiano avviato una conversazione. E udite udite la terza principale funzionalità: garantire il totale controllo delle abitudini riguardanti il sonno di un nostro contatto WhatsApp a scelta. uno scenario da incubo, un “Grande Fratello” orwelliano del web.

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Quali sono i punti critici che vengono perfino sostenuti dagli “spioni”?

Chatwatch è un’app a pagamento. Inoltre molti utenti che l’hanno scaricata lamentano la scarsa praticità ed il suo malfunzionamento. Leggendo le recensioni presenti su Google Playstore, diverse persone sostengono si tratti di una bufala, di un vero e proprio inganno che fa leva sulla superficialità dei navigatori meno esperti. La stragrande maggioranza del “popolo del web” critica la mancanza di eticità che deriverebbe da tale applicazione e l’utilizzo sfacciato di dati strettamente personali.

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Ci si può difendere da Chatwatch?

La risposta è affermativa. Per evitare di cadere in pasto agli stalker, è possibile disattivare “l’ultimo accesso”, cliccando su “Impostazioni Account” e selezionando la voce “Privacy”.

Ci congediamo, sperando di avervi fornito delle informazioni utili, con una riflessione di Stefano Rodotà: “Sapersi scrutati riduce la spontaneità e la libertà. Riducendosi gli spazi liberi dal controllo, si è spinti a chiudersi in casa, e a difendere sempre più ferocemente quest’ultimo spazio privato, peraltro sempre meno al riparo da tecniche di sorveglianza sempre più sofisticate.”

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