Quando la corruzione uccide!

La corruzione nella sanità continua a mietere vittime e a privare la povera gente di cure che potrebbero essere maggiormente efficaci: secondo il rapporto “Curiamo la corruzione 2017“, redatto da Transparency International Italia, infatti, ben 6 miliardi di euro verrebbero letteralmente “divorati” dal meccanismo corruttivo e dai continui sprechi che caratterizzano il settore sanitario nostrano. Si specula sulla pelle delle persone, che subiscono inermi il più classico “gioco delle coppie”, quello tra corrotti e corruttori. Tra un appalto truccato, uno scambio di tangenti ed un conflitto di interessi, il ballo della corruzione non si arresta, anzi tende ad assumere sfumature sempre più sofisticate ed apparentemente incontrollabili. A cadere in questo perverso gioco, stando ai dati elaborati dal rapporto citato, ci sono anche famiglie comuni. Famiglie che magari hanno il bisogno imminente di ricevere delle cure, di effettuare delle visite mediche o specifici interventi, che cadono nel ricatto, pagando delle somme di denaro che permetteranno loro di accedere più facilmente a servizi di questo tipo.

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Fonte: NewsGo

Non esiste soltanto la corruzione tra dirigenti medici e imprenditori che provano in ogni modo ad instaurare rapporti di “amicizia” fraterna con rinomati primari di noti ospedali affinché possano aggiudicarsi una corsia preferenziale nelle gare d’appalto, ma anche tra personale medico e gente comunissima. “Oltre mezzo milione di famiglie italiane ha ricevuto almeno una volta richieste di denaro o altro per essere facilitate in occasione di ricoveri, interventi, visite mediche e nel solo ultimo anno le famiglie vittime di corruzione in sanità sono state 107.000″. Un dato allarmante, quello diffuso dal report “Curiamo la corruzione 2017“, cifre da capogiro che ci fanno comprendere come la corruzione sia proprio sotto i nostri occhi.

La corruzione non ha scrupoli, è in grado di uccidere e nello stesso tempo di accecare chi ci entra: è un tunnel senza via d’uscita. Una gara d’appalto truccata può introdurre in un ospedale un macchinario inadeguato che potrebbe mettere a rischio la salute dei pazienti. È come costruire una casa utilizzando materiali di infima qualità (il crollo della abitazioni, come se fossero di marzapane, situate in zone sismiche, è emblematico). Si instaura, dunque, un circolo vizioso, un eterno conflitto di interessi con l’imprenditore di turno che vince innumerevoli gare senza alcuna forma di trasparenza.

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Fonte: Infermieristicamente

Cosa si trae dal progetto “Curiamo la corruzione 2017”? “Il 25,7% delle Aziende sanitarie ha vissuto al proprio interno almeno un episodio di corruzione, che in genere è stato affrontato in maniera appropriata, anche se il 51,7% delle strutture non ha ancora adottato adeguati Piani anti-corruzione”. Il progetto in esame ha raggiunto dei risultati significativi soprattutto sul piano delle segnalazioni e dei percorsi formativi. “Si segnalano l’attivazione di una piattaforma informatizzata per le segnalazioni di corruzione in 10 strutture e la ricezione di 37 segnalazioni da parte di 4 Asl; il coinvolgimento nei percorsi formativi di 825 operatori, tra cui 300 dirigenti”. Tutti segnali più che positivi che però rischiano di rimanere su carta se le Asl e gli ospedali non si adeguano, rendendo così inutile ogni tipo di miglioramento. Come spesso accade nel nostro meraviglioso Paese, le leggi e le misure previste sembrano all’altezza, ma nella sostanza tutto resta immobile o quasi. Il Piano Anticorruzione dedica parecchia attenzione alla sanità: “obbligo di procedere agli acquisti di beni e servizi tramite centrali uniche di committenza, rafforzamento della trasparenza nel settore degli appalti, sistema di accreditamento con il Sistema Sanitario Nazionale, gestione delle liste d’attesa.” Purtroppo la sanità continua, invece, ad essere il settore maggiormente colpito dalla corruzione, un gioco perverso che rischia di ledere il diritto alla salute dei meno abbienti e di incrementare sempre di più le forme di disuguaglianza sociale.

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