Via al secondo giro di consultazioni

Calendario e scenari possibili del prossimo governo

Inizia oggi il secondo giro di consultazioni convocato dal Quirinale. 48 ore convulse e frenetiche. Ipotesi e contro ipotesi. “Mi avete chiesto del tempo e ve l’ho dato. Agli attori più vicini a stringere un patto dico: serrate le fila e chiudete, se ci riuscite”. Tuona così il Presidente della Repubblica in attesa di ricevere nuovamente i leader dei partiti, dopo la fumata nera della scorsa settimana.

Si comincerà oggi,  giovedì 12 aprile, con il Gruppo per le autonomie, i gruppi misti e Liberi e Uguali. Infine arriveranno i partiti “maggiori”, ovvero il Partito Democratico, la coalizione del centro destra unita ed il Movimento 5 stelle. Frazionati come di seguito: ore 10.00 gruppo per le autonomie; 10.30 gruppo misto al Senato; ore 11.00 gruppo misto alla Camera; 11.30 Liberi e Uguali. Pausa di qualche ora ed alle 16.30 Partito democratico; 17.30 coalizione di centro destra (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia); 18.30 Movimento 5 stelle.

Invece domani, venerdì 13 aprile, saranno ricevute le cariche istituzionali, seguendo questo calendario: ore 10.30 Giorgio Napolitano (Presidente Emerito); 11.15 Roberto Fico (neo Presidente della Camera dei Deputati); ore 12.00 Maria Elisabetta Casellati (neo Presidente del Senato della Repubblica).

Al vaglio del Presidente Mattarella varie ipotesi. La più accreditabile pare essere al momento un governo Lega – 5 stelle. Possibile solo se si sciolgono due nodi: il primo vede protagonista Silvio Berlusconi, con il veto del grillino Di Maio in merito ad un governo che vede dentro anche i forzisti. Soluzione? Forza Italia verso l’appoggio esterno e su questioni di fondamentale importanza per il Paese. Il secondo vede la scelta del Premier. Sia Di Maio che Salvini vorrebbero lo scettro. E come sempre fra i due litiganti potrebbe spuntare un terzo nome, magari concordato fra i due.

Fuori dai giochi appaiono ormai i Dem, sempre più convinti di rimanere all’opposizione, dichiarando di non scendere a nessun compromesso con i 5 stelle.

In ultima istanza, qualora si certificasse una netta impossibilità di formare un esecutivo, interverrebbe direttamente Mattarella affidando un “preincarico” (soluzione che nessun leader vorrebbe per evitare di scottarsi troppo in caso di elezioni anticipate) o dando un “mandato esplorativo” ad una alta carica dello Stato o ad una figura istituzionalmente rilevante. Solo per fini informativi, in caso di fallimento di ogni tentativo, non resterebbe altro che il rinvio a nuove elezioni. Da escludere tassativamente considerato l’attuale momento storico politico, economico e sociale italiano. Ma soprattutto l’attuale legge elettorale.

Immagine di Di Maio tratta da espresso.reppublica.it
Immagine di Di Maio tratta da espresso.reppublica.it

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