Outsider – Quando lo sport diventa leggenda: Francesca Schiavone, regina di Parigi

Nel 2010 Francesca Schiavone è stata la prima tennista italiana a trionfare in un torneo del Grande Slam.

Se delle persone non innamorate di questo sport sono state coinvolte a tal punto da essere trasportate emotivamente nella terra rossa del Roland Garros, vuol dire che qualcosa di magico è stato fatto da Francesca Schiavone. Colui che scrive non è di certo un esperto di tennis né un fan accanito. Ammetto di essere un “calciofilo” ed amante dell’idea di squadra. Ma, lo straordinario torneo disputato dalla tennista milanese nel 2010, ha suscitato in me un coinvolgimento emotivo che mai avrei immaginato di poter provare per uno sport che non mi appartiene. Francesca, bassa di statura e non dotata di un fisico bestiale, riesce a destreggiarsi alla grande tra le “giganti” del tennis internazionale. È il simbolo della rinascita del tennis italiano, una disciplina che in quegli anni stava vivendo una fase disastrosa e, per utilizzare un eufemismo, povera di successi. La piccola ma esplosiva tennista milanese inizia la sua avventura al Roland Garros.

 

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Francesca Schiavone. Fonte: PaginaInizio.com

Il match inaugurale è contro la russa Kulikova. La tennista italiana va in difficoltà nel primo set. Da ora in poi dimentichiamoci la parola sconfitta. Francesca perde soltanto quel set e da lì in avanti inizierà la sua marcia inarrestabile. Tecnicamente la Schiavone non è maestra nella volee, ma sa interpretare alla perfezione i momenti della partita, affondando solo quando necessario e gestendo magistralmente i ritmi. Di fatto nel 2010 raramente sbaglia una volee e ancora più di rado fa errori tattici. Il Roland Garros è una sorta di climax per l’atleta, una progressione continua: tutte le sfide successive al primo incontro sono caratterizzate da maggiore intensità, dal perfezionamento dei gesti tecnici e da una evoluzione psicologica, più che tecnica, che coinvolge Francesca. La tennista italiana sa sfruttare al meglio la propria personalità e interpreta alla perfezione il ruolo di outsider. Contro la cinese Na Li la Schiavone si supera. Disputa una gara priva di errori e di imperfezioni, una gara di carattere che le dà una consapevolezza enorme. Francesca non è al Roland Garros per pura casualità, inizia a credere nell’impresa e a raccogliere i frutti, probabilmente in ritardo rispetto ad altre tenniste, del lavoro fatto negli anni precedenti. L’italiana sconfigge la cinese per 6-4 6-2. Dopo aver superato, al quarto turno, anche la Kirilenko, incredibilmente Francesca Schiavone accede ai quarti di finale. Il “brutto anatroccolo”, epiteto infelice utilizzato da alcuni media, diventa cigno. Adesso bisogna fare i conti con la danese Wozniacki, numero uno del mondo dall’ottobre 2010 fino al gennaio 2012 e successivamente anche da gennaio 2018. Francesca, alta appena 1 metro e 64, deve fronteggiare la possente e forte tennista danese. Una montagna da scalare. Contro ogni pronostico e grazie ad una partita quasi perfetta, l’italiana supera il turno.

 

La semifinale è probabilmente l’incontro meno intenso e spettacolare di quel Roland Garros. Francesca gioca contro la Dementieva un primo set molto equilibrato in cui si impone per 7-6. La Dementieva è costretta a ritirarsi a causa di un infortunio. L’Italia è in festa, il movimento del tennis femminile inizia a sognare in grande e a sperare concretamente nel successo finale di Francesca Schiavone. In finale deve vedersela con la Stosur. La tennista australiana prima del 2010 si è contraddistinta in particolare nel doppio: nel 2006, infatti, diventa numero uno del mondo in doppio; insieme alla statunitense Raymond conquista la bellezza di 24 tornei. La Schiavone, sebbene inferiore tecnicamente, non commette alcuna sbavatura e sin dall’inizio è padrona del match. Come detto in precedenza, Francesca riesce a comprendere quando è il momento di affondare o di gestire. Il momento di maggiore difficoltà lo ha nel secondo set. Francesca non riesce a sfruttare due palle break. Si trova in svantaggio per 1-4. Ma si sa, l’atleta italiana non molla di un centimetro. Riesce immediatamente a recuperare lo svantaggio, mettendo a segno 5 punti consecutivi. Vince per 6-4 7-6 in un’ora e trentotto minuti. La prima tennista italiana ad aver vinto il Roland Garros.

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Francesca Schiavone bacia la terra parigina dopo aver vinto il Roland Garros. Fonte: TotalSport.it

Francesca Schiavone è incontenibile. Il pubblico, anche quello non italiano, gioisce con lei, ammirando una tennista che è stata sempre sottovalutata. Grazie alla Schiavone, l’Italia del tennis femminile entra nella storia. Un movimento, quello delle “racchette rosa”, che dà molte più soddisfazioni, in termini di risultati, rispetto al tennis maschile. Quella della Schiavone è un’impresa che ha fatto innamorare anche i più scettici e i semplici osservatori. Il tifo che ha accompagnato il cammino di Francesca, raramente si vede nel tennis. Lo storico stadio parigino è una autentica bolgia e viene intonato un coro unanime: “Schiavo, nothing is impossible”: nulla è impossibile!

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