Sabato 19 maggio è stata convocata l’Assemblea nazionale del Partito Democratico. Ci aspettavamo che sarebbe stato definito il futuro politico di un partito che si trova ormai in uno stato più che confusionale. Maurizio Martina è stato confermato segretario reggente e sono state sentenziate con forza le dimissioni di Matteo Renzi. La domanda emblematica che è risultata dall’Assemblea è la seguente: occorre eleggere nell’immediato un nuovo segretario che possa guidare autorevolmente il PD o è necessario puntare al congresso? La spaccatura è uno dei tratti caratteristici e forse maggiormente significativi del Partito Democratico ma credevamo che in un momento del genere sarebbe derivato qualcosa di concreto e di definitivo.

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Maurizio Martina. Fonte: mauriziomartina.it

Il governo Lega-Cinque Stelle sta per nascere. Ma avrà un’opposizione? I successi futuri si costruiscono il più delle volte all’opposizione ma il PD pare non lo abbia ancora compreso. Sabato abbiamo scoperto che all’interno del Partito Democratico esistono delle teste pensanti che contestano (ed anche giustamente) che sia venuto meno qualsiasi ideale di sinistra e che negli ultimi anni la forbice tra il mondo fatato dei dem e il mondo reale si sia ampliata in maniera drammatica. Sarò malizioso, ma tutte queste voci fuori dal coro dov’erano nascoste? Soltanto adesso ci si è resi conto che il progetto politico del Partito Democratico è fallito? Soltanto adesso è stato percepito il bisogno di più sinistra? Fino a poco tempo fa tutte queste voci fuori dal coro e le idee sono state occultate dalla presenza ingombrante del segretario uscente Matteo Renzi?

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Immagine tratta da: La Repubblica

Ben venga questa voglia di rinnovare e di rottamare, parola eccessivamente abusata nell’ultimo periodo, ben vengano i sermoni costruttivi e ben articolati, ma forse è arrivato il momento di agire e di lavorare per costruire un’opposizione che rappresenti una reale alternativa di governo. Il PD non ha tempo da perdere, non può più restare a guardare le mosse degli altri. Non può permettersi di rimarcare continuamente ciò che di buono è stato fatto e magari sarebbe ora di pensare ad un’opposizione costruttiva che non si limiti esclusivamente a sottolineare le incongruenze presenti all’interno di un curriculum vitae. Si faccia da parte Matteo Renzi dato che pare sia l’unico problema di questo partito. Si dia fine al clima da stadio che ha caratterizzato gli ultimi anni. Se si continua a ridurre il tutto ad un pro o contro Renzi, è difficile delineare un nuovo progetto politico in piena discontinuità con il passato. Occorre ripartire dalle teste pensanti e dalle idee di alcuni delegati intervenuti in Assemblea nazionale. Deve, dunque, avvenire, come sottolineato all’interno di vari interventi, una rivoluzione delle idee. Si devono creare i presupposti affinché si generi un’opposizione che abbia perlomeno un senso, sperando che tutte queste voci fino ad ora inespresse non siano un fuoco di paglia!

“Se in questi anni sono aumentate le disuguaglianze tra i cittadini, tra le imprese… Se abbiamo portato gli investimenti pubblici al livello più basso di sempre, non possiamo dire che abbiamo governato bene, perché semplicemente non è vero. Ci è mancata un’idea di giustizia, di società, che desse valore a quello che i soldi non possono comprare. Questo significa incrociare i sentimenti popolari, non i cattolici in astratto, ma il risveglio delle coscienze. E’ mancato un pensiero. Dobbiamo ripensare tutto, se non tutto,molto.” Questi alcuni stralci dell’intervento di un delegato del Partito Democratico in Assemblea nazionale, Giuseppe Provenzano.

Occorre ripartire dai contenuti, da un pensiero comune. Non basta una rottamazione fisica delle persone che rappresentano il “vecchio” ma bisogna riprendere contatto con la realtà, con le periferie dei centri urbani, con le difficoltà dei ceti meno abbienti. Basta coprirsi gli occhi e far finta che tutto proceda per il verso giusto!

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Intervento di Giuseppe Provenzano in Assemblea nazionale.

Un altro male indelebile della sinistra in senso lato è stato sempre quello di sottovalutare gli avversari politici e di collocarsi in una posizione di superiorità. Anche in tale circostanza, il Partito Democratico sta trattando Lega e M5S come delle “macchiette”, come fossero dei dilettanti allo sbaraglio. Se verrà condotta in tale maniera l’opposizione al futuro governo, si assisterà inesorabilmente alla morte di una sinistra miope che continua a commettere gli stessi errori degli ultimi venticinque anni!

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