Royal Wedding: la tradizione che sposa il futuro

Il matrimonio di Harry e Meghan è il più grande segno di rinnovamento di Casa Windsor

E’ il matrimonio del principe cadetto la vera rivoluzione di casa Windsor. La vera protagonista è un’afroamericana divorziata, il volto di punta della fiction a stelle e striscie. Ieri mattina la Regina ha creato Harry e consorte duchi del Sussex, facendo di Meghan una donna dal sangue blu a tutti gli effetti. Un matrimonio non ingrigito dal protocollo, nella St. George Chapel la cappella di famiglia della dinastia Windsor, con tanti strappi al protocollo ma molti omaggi alla tradizione. Harry è solo sesto in linea di successione al trono e per questo le nozze non si sono trasformate in un matrimonio di stato. I più avvezzi lo avevano notato già dalla scelta della data, perchè i matrimoni di stato non si celebrano mai nel week end, con la conferma arrivata quando si è diffusa la voce che capi di stato e diplomatici non sarebbero stati invitati; con gli Obama grandi esclusi per non essere obbligati ad estendere l’invito ai Trump.

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Giusto per vomitare qualche cifra: più di 500 invitati e 600 commoners sorteggiati per prender parte al Royal Wedding. Il costo delle nozze si aggira attorno ai 55 milioni di sterline, senza contare l’indotto che i matrimoni reali generano: per fare un esempio le nozze di William e Kate hanno messo su un giro d’affari di oltre 3 miliardi. L’hashtag #RoyalWedding è trend topic su Twitter con centinaia di migliaia di interazioni.

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Lui è arrivato accompagnato dal fratello William, entrambi in rigorosa uniforme militare, e anche se non consentito, Harry ha sfoggiato una barba ordinata ma in sintonia con la divisa. Sempre un passo dopo di lui, Will gli faceva da best-man, colui che secondo la tradizione accompagna lo sposo, standogli dietro per ricordargli che non è il momento di cambiare idea e voltare le spalle al proprio futuro. Nel trambusto di corte arrivano gli invitati: intorno alle 11 si fanno vivi i Clooney, i Beckham e per ultimo arriva John Major, l’unico politico invitato: in passato era stato tutore dei fratellini per la gestione dell’eredità lasciata dalla mamma Diana. E proprio le rose dei giardini di Kensington sono il più grande omaggio di Harry alla defunta madre. Non potevano mancare il Conte Spencer e Lady Jane Fellowes, gli zii in linea materna e proprio alla zia il compito di leggere un brano tratto dal Cantico di Salomone.

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Dopo amici e commoners fanno il loro ingresso i membri della famiglia reale: arrivano le cugine Eugenia e Beatrice di York, gli zii Anna, Andrea ed Edoardo, e ovviamente il papà Carlo, accompagnato da Camilla. Come vuole il protocollo, sposa a parte, l’ultima ad arrivare è la Regina, accompagnata da Filippo il compagno di una vita, 97 anni tra qualche mese, sempre un passo dietro alla regina che sfoggia un completo in verde pastello, spiazzando i bookmakers, che aspettavano qualcosa di più vicino al rosa.

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Per ultima arriva Meghan. Inutile soffermarsi sull’assenza di Mr. Thomas Markle, entrato in rotta di collisione con la casa reale. Sulla Rolls Royce che accompagna Meghan c’è la mamma Doria, che mai avrebbe potuto immaginare di accompagnare un giorno sua figlia alle nozze dell’anno. A precederla solo le cognate Pippa e Kate che accompagnano pagetti e damigelle, tra cui il piccolo George e la dolce Charlotte. Meghan entra da sola: il principe Carlo la aspetta a metà navata, per consegnarla tra le braccia di Harry. “Sei meravigliosa, sono così fortunato” bisbiglia lui.

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Sorrisi sfavillanti e l’arcivescovo di Canterbury legge la formula di rito; Meghan ha ottenuto un gran risultato, è stata cancellata la formula di obbedienza. Gli anelli sono d’oro gallese per lei, di platino per lui. Indossa una tiara che le ha prestato la Regina, e nel suo velo sono intessuti fiori provenienti da tutto il Commonwealth. Il sermone spetta a Michael Curry capo della Chiesa Episcopale, che cita Martin Luther King. E i tributi alla cultura afro non finiscono qui: la cerimonia è accompagnata da cori gospel e la versione per queste nozze di Stand By Me  è già un fenomeno social.

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Justin Welby prende le mani degli sposi e li avvolge nel suo piviale:” Non osi separare l’uomo ciò che Dio ha unito”, Meghan ed Harry sono ufficialmente sposi. Il corteo inizia, avanti gli sposi, Carlo tra Camilla e la neo-suocera Doria, dietro tutti gli altri. Meghan ed Harry salgono sulla carrozza reale, sfileranno per le vie di Windsor per rendere omaggio ai commoners che si sono accampati sin dalla sera prima per non perdersi l’evento dell’anno. Più tardi il ricevimento offerto dal Principe Carlo.

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Queste nozze sono il segno di una monarchia senza tempo, che nella sua ostinata tradizione non perde la duttilità di chi sa sempre adattarsi ai tempi che cambiano. Nemmeno cento anni fa, Edoardo VIII abdicava per prendere in sposa la sua Wallis, anche lei americana, anche lei divorziata e già si parlava di crisi costituzionale. Il Regno Unito si dimostra uno stato lungimirante, in cui la monarchia  è apprezzata da oltre l’88% dei sudditi di sua maestà. Vedere mamma Doria un’insegnante di yoga e Carlo, l’erede al trono, a braccetto è la prova lampante che l’attaccamento alla tradizione d’oltre manica non è arretratezza.

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Adesso tocca a Meghan: non proprio la fotocopia di Kate. Riservata, austera cresciuta per stare a corte la moglie di William, mentre Meghan fatica ancora ad adattarsi alle consuetudini di Buckingham Palace. Ma ha dalla sua l’affetto dei sudditi ed una better position invidiabile: non ha il peso della corona futura. Il che significa che non dovrà restare in silenzio, che non dovrà mantenere quella posizione super partes, ma potrà fare uscite pubbliche in ogni momento. Insomma, la favola è iniziata: aspettiamo il lieto fine.

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