Outsider- Quando lo sport diventa leggenda: Francesco Totti, una vita per la Roma

A distanza di un anno dal ritiro, dedichiamo un tributo all'ultima bandiera del calcio nostrano.

La nostra rubrica è oggi dedicata ad una storia d’amore. Francesco Totti ha giurato fedeltà eterna alla sua Roma. Lo sposo ha sacrificato persino le sue ambizioni di carriera, sacrifici interamente ripagati con il calore e la passione della gente, caratteristiche intrinseche del romanismo. Totti convola a nozze nel 1989, data in cui approda a Trigoria, partendo dalle giovanili. Il talento romano non passa inosservato. Ha il piede caldo, una visione di gioco da centrocampista consumato, intelligenza tattica impressionante. Nella stagione 1992/93 il predestinato Francesco riesce ad esordire in serie A grazie ad una intuizione di mister Boskov. Totti è un autentico diamante grezzo, un toccasana per la Nazionale. Diventa in pochi anni un punto di riferimento dell’Under 21 di Cesare Maldini, con la quale si aggiudica l’Europeo nel 1996. Nel 1994 un incontro segna la carriera professionale di Francesco Totti. Carletto Mazzone diventa allenatore della Roma. Tra i due è subito feeling, si instaura un rapporto di grande intimità e di stima reciproca. Mazzone crede in Francesco così tanto che lo lancerà nella mischia, rendendolo protagonista di quella stagione.

Il matrimonio con la squadra del cuore va a gonfie vele: il 4 settembre 1994 arriva il primo gol nei grandi contro il Foggia. Segna nello stadio della sua città, proprio in quello stadio in cui fino a qualche mese prima era un semplice tifoso che incitava i suoi beniamini.

Come ogni storia d’amore che si rispetti, non tutto è rose e fiori, tutto va conquistato gradualmente e con una buona dose di pazienza. Carlos Bianchi, allenatore argentino della squadra capitolina, non crede in Totti. Si pensa persino di cederlo alla Sampdoria. Francesco sa aspettare, sa che prima o poi troverà la sua consacrazione definitiva. Nonostante il suo carattere istintivo, è umile e accetta di stare dietro le quinte. È con Zeman che inizia lo straordinario percorso di Francesco Totti. Il boemo è innamorato delle sue intuizioni, delle sue giocate di qualità e della sua sregolatezza sul terreno di gioco. Negli anni di Zeman “Er pupone” sembra giocare senza pressione, ogni pallone che tocca viene trasformato in oro.

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Totti e Zeman a confronto. Fonte: Gazzetta.it

Nel 2000 Totti è già un caposaldo della Nazionale maggiore. Diventa protagonista indiscusso agli Europei estivi giocati in Belgio e in Olanda. Genio e sregolatezza riassumono alla perfezione il suo rendimento in quel torneo internazionale. Proprio nel 2000 inizia a diventare celebre uno dei gesti tecnici che ha segnato la sua carriera: “Er cucchiaio”. Il giovane romano ha una faccia tosta da vendere. In semifinale contro l’Olanda stupisce tutti, beffando l’estremo difensore con uno scavetto imprendibile. Un gesto tecnico che sorprende tutto il mondo, una prodezza che evidenzia la sua straordinaria personalità.

 

La stagione 2000/2001 è indimenticabile per i tifosi giallorossi. Proprio Francesco Totti diventa il simbolo di quell’annata vincente. Il popolo romanista raramente festeggia la vittoria di trofei prestigiosi, è un popolo abituato a soffrire. Nel 2001 quella sofferenza si trasforma in lacrime di gioia. La Roma si aggiudica il terzo scudetto della sua storia! Il capitano diventa Re di Roma. La capitale è in estasi! Totti viene letteralmente osannato.

Esultanza di Totti dopo il gol decisivo segnato contro il Parma. Fonte: ForzaRoma.info

La carriera del capitano è caratterizzata da una serie di infortuni che avrebbero messo al tappeto chiunque. Nel 2006 sembra addirittura a rischio per il Mondiale. Francesco ha carattere, non può perdere quell’occasione. Totti viene convocato in extremis da Marcello Lippi. Quella del 2006 è un’annata che definire folle è un eufemismo. La Nazionale, contro ogni pronostico e fortemente turbata dalla vicenda “Calciopoli”, riesce a regalare il sogno mondiale a milioni di italiani. Totti non è brillante ma quando deve metterci la faccia risponde sempre presente. Agli ottavi di finale, grazie ad una trasformazione dagli undici metri contro l’Australia, garantisce il passaggio del turno agli azzurri. Emozioni forti che suscitano un po’ di nostalgia. Fabio Caressa in telecronaca non riesce a contenere la foga e l’entusiasmo:”TOTTI TOTTI TOTTI” risuona ancora nelle nostre orecchie.

Totti, sebbene non abbia contribuito a portare a Roma un ingente numero di trofei, rappresenta in pieno l’idea di calcio romantico, un’autentica leggenda, un innamorato che non tradisce mai la sua dama. Riesce a togliersi diverse soddisfazioni personali: nel 2014 diventa il giocatore più anziano ( 38 anni) a segnare un gol in Champions League. Nel 2015 è il miglior marcatore della storia del derby di Roma con 11 gol in 40 partite. Nel settembre 2015 diventa il miglior marcatore della squadra capitolina con 300 reti considerando tutte le competizioni.

Ci è sembrato doveroso dedicare questo tributo alla storia di un uomo che ha commesso vari errori ma che ha saputo auto-correggersi, un uomo che ha saputo sempre reagire ai vari guai fisici e che anzi ha dato il meglio quando tutti lo davano per spacciato. Uno sposo che si è sempre preso cura della sua donna, mostrando una fedeltà ed una passione fuori dal comune. Non possiamo fare altro che ringraziarti, caro Francesco!

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