Save the Children lancia l’allarme: “In Italia circa 2400 minori soli irreperibili”

Nel 2017 oltre 18.000 i bambini e ragazzini non accompagnati accolti nel Belpaese.

In un periodo storico nel quale il tema dell’ “immigrazione” si arricchisce di sempre nuovi spunti, destano una certa preoccupazione i dati resi noti da Save the Children, in merito al numero di minori non accompagnati sbarcati, nel 2017, sulle coste italiane.

Come, infatti, riferisce l’O.n.g., solo lo scorso anno, si sono registrati, sul nostro territorio, oltre 18.300 ingressi di giovani rifugiati, dei quali quasi la metà (43%) è approdata in Sicilia e circa 2.400 sono oggi irreperibili.

Dal rapporto, diffuso in vista della Giornata mondiale del rifugiato, che si celebrerà il prossimo 20 giugno, emerge, inoltre, che i minori stranieri non accompagnati rappresentano una presenza costante e significativa sul totale degli arrivi via mare in Italia, e che solo il 3% di loro è oggi in affido.

Quanto alla parte di loro che si rende irreperibile, il loro numero totale, computato lo scorso dicembre, ammontava a 5.828 unità, in vistoso calo rispetto alla stima effettuata nella precedente annualità, ma pur sempre consistente, data anche la riduzione (-39%) degli sbarchi via mare nel 2017.

L’Italia per questi ragazzi, rappresenta, nella gran parte dei casi, un mero trampolino di lancio, mirando, gli stessi, a raggiungere altri Stati europei, per ottenere un’occupazione lavorativa e ricongiungersi con familiari o amici. Tali minori transitano, allora, sul nostro territorio, sfuggendo ai centri di accoglienza e cercando di rendersi invisibili al sistema, per attraversare i confini con il resto d’Europa, dove, peraltro, sono, di frequente, respinti.

L’emergenza immigrazione è, insomma, ben lontana dall’essere superata, ma, il respingimento in mare, non pare il sistema più consono per affrontarla.

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