Un bilancio della Legge Cirinnà a distanza di due anni dalla sua entrata in vigore

La legge Cirinnà sulle Unioni civili, approvata l'11 maggio 2016 e promulgata dal Capo dello Stato il 20 maggio, quali risultati ha dato?

A seguito delle dichiarazioni infelici del Ministro Fontana in merito alle famiglie arcobaleno, è tornato alla ribalta il controverso tema delle unioni civili. Il Ministro leghista, cattolico intransigente, di fatto è stato coerente con i propri principi. Matteo Salvini ha rassicurato gli italiani scandalizzati dalle frasi di Fontana e la comunità Lgbti, sostenendo che “unioni civili e aborto non sono leggi in discussione”, smarcandosi abilmente dal Ministro della Famiglia. Trattasi già di una notizia vetusta, accantonata dai media e dall’opinione pubblica. Una notizia sostituita ampiamente dal dibattito sull’immigrazione. Respiro di sollievo per il Ministro Fontana! Fortunatamente per lui lo scalpore prodotto dalle sue dichiarazioni è durato meno di una settimana.

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Il Ministro leghista Fontana. Fonte: Tgcom24

La Legge Cirinnà sulle unioni civili, approvata nel 2016 dopo un travagliatissimo iter legislativo, ha determinato risultati concreti? Qual è il bilancio di tale provvedimento legislativo a distanza di due anni dalla sua entrata in vigore?

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Monica Cirinnà. Fonte: Panorama.it

Dal 2016 ad oggi le coppie che si sono unite civilmente nel nostro Paese sono 6073. Anche sotto questo punto di vista il divario tra le Regioni del Nord-Italia e quelle del Mezzogiorno è visibile. Vanno fatte però delle precisazioni: i dati, fornitici dal Ministero dell’Interno, sono influenzati dall’estensione territoriale, dal numero di abitanti delle regioni e delle città capoluogo. Altro fattore determinante è quello relativo al ruolo esercitato dalla comunità Lgbti e dalla visibilità che essa ha all’interno di uno specifico territorio. Non è un caso che nelle Regioni in cui la comunità gay è ben rappresentata e organizzata in associazioni ottimamente distribuite a livello territoriale, il numero delle unioni civili risulti essere nettamente superiore rispetto a quelle Regioni in cui tale comunità stenta a crescere e ad affermarsi. Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna, in proporzione all’estensione territoriale, occupano i piani alti della classifica. In Lombardia dal giugno 2016 al dicembre 2017, sono state celebrate 1514 Unioni civili, nel Lazio 915 ed in Emilia Romagna 645. Per quanto concerne le singole città, Roma è in testa: la Capitale rispetto al 2016, in cui erano state celebrate 308 unioni, ha registrato una crescita esponenziale del 174,3 %. Un aumento del numero delle unioni civili si è visto anche a Milano e a Torino. Nel capoluogo lombardo si è passati dalle 305 Unioni civili del 2016 alle 799 attuali, in quello piemontese da 153 a 378. Sia per quanto concerne l’ambito regionale che le singole città italiane, la Calabria occupa gli ultimi gradini della classifica. Nella nostra Regione dal maggio 2016 al dicembre 2017, soltanto 24 unioni civili hanno visto la luce. Per quanto riguarda le singole città, invece, è Crotone a detenere la maglia nera con nessuna unione civile celebrata. Dati alla mano si può dire che il trend sia più che positivo ed in costante aumento.

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Fonte: Ministero dell’Interno

La questione più delicata riguarda la genitorialità. La Legge Cirinnà, come ben noto, non regolamenta la stepchild adoption né i diritti dei bambini delle coppie omosessuali. Ad oggi tutte le controversie in materia vengono risolte a livello giudiziario ed in base alla discrezionalità dei giudici. Anche la politica ha lanciato segnali significativi negli ultimi mesi: diversi sindaci hanno iniziato ad iscrivere all’anagrafe i bambini, riconosciuti in quanto figli di coppie omogenitoriali, accelerando l’iter senza consultare i tribunali. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, nel 2015 è stato il primo a realizzare questa sorta di “rivoluzione”. Chiara Appendino, sindaca di Torino, ha reso possibile la registrazione dell’atto di nascita di un bambino nato in Italia da una coppia omosessuale. Episodi simili sono avvenuti anche in altri comuni italiani: Catania ha deciso di trascrivere l’atto di nascita di due bambini nati negli Stati Uniti e figli di due papà, il Sindaco di Bologna, Merola, ha garantito l’iscrizione all’anagrafe di una bimba nata in Italia e delle sue due mamme, il Comune di Crema, senza rivolgersi al tribunale, ha trascritto il certificato di nascita di due bambini con due papà.

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