A distanza di quattro mesi dalle elezioni arriva finalmente il primo Atto di particolare rilevanza della neonata Legislatura. La cosa che più lascia perplessi è che questo Atto non provenga dal Governo giallo-verde ma bensì dall’Ufficio di presidenza della Camera dei Deputati. L’operato del nuovo e travagliato Governo che si autodefinisce “del cambiamento” risulta ancora non pervenuto se non in forma di annunci o atti di mera gestione.

La spinta riformatrice arriva per via “istituzionale”, ma anche qui dopo innumerevoli annunci. La delibera per il taglio dei vitalizi agli ex parlamentari è approdata infatti sul tavolo dell’Ufficio di presidenza della Camera. Il Presidente Fico con tale provvedimento intende ridefinire le somme che ricevono gli ex deputati andando a incidere su circa 1400 rendite mensili.

Per il via libera alla Camera si dovrà attendere ancora qualche giorno, mentre al Senato, la pratica è in stand-by perché la Presidente Casellati sarà in missione all’estero per l’intera settimana.

“Per la maggioranza dei casi”- ha spiegato Fico –“ il taglio sarà dal 40 al 60%”.

L’operato del Presidente Fico sembra contraddistinguersi oltre che la bontà del fine anche per la “furbizia” nell’opera di riforma, lo strumento legislativo che verrà usato infatti sarà una delibera dell’ufficio di Presidenza e non una legge, in conformità al principio di Autodichia delle Camere. Tale procedimento mette al riparo l’iniziativa da eventuali ricorsi presso la Corte Costituzionale a cui una legge del Parlamento andrebbe di sicuro incontro.

Il taglio dei vitalizi infatti non va giù ai molti che verrebbero investiti da tale riforma e che già per voce dell’Associazione degli ex parlamentari minacciano una Class Action contro l’operato dell’Ufficio di Presidenza come ultimo disperato tentativo di mantenere lo status quo.

 

 

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