Influencer e social network: il Giurì dice no alla pubblicità occulta

Fedez e Peugeot sotto accusa per aver violato il codice di autodisciplina

Roma, maggio 2018, internazionali BNL di tennis. Il noto rapper Fedez, come sempre molto attivo sui social, posta una Instagram Story in cui, inquadrando (e taggando) il brand Peugeot e l’ultimo modello della casa automobilistica francese, pronuncia le seguenti parole: “mi stanno presentando tutte le nuove Peugeot che stanno uscendo e adesso ve le faccio vedere tutte, una ad una; vedi, tu vieni agli internazionali di tennis, ti chiudi nella macchina in esposizione, metti il massaggiatore del sedile e sei a posto”.

Pubblicità occulta o semplice goliardia? La risposta, ovviamente, è scontata, e così si è espresso il giurì nominato dallo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) per vigilare sul rispetto del codice entrato in vigore lo scorso 2 maggio. Con sentenza 45/2018, infatti, l’autorità ha affermato che una simile condotta costituisce a tutti gli effetti una “comunicazione commerciale”. Pertanto, per violazione dell’art. 7 del codice di autodisciplina – laddove prevede che “la comunicazione commerciale deve essere sempre riconoscibile come tale” e “distinta per mezzo di idonei accorgimenti” – l’endorsement (occulto) di Fedez va punito, vista l’assenza di accorgimenti volti a rendere edotti i suoi follower circa la natura pubblicitaria del video.

Non è un caso, d’altronde, che molto spesso, sotto video e foto di personaggi pubblici come sportivi, cantanti, attori o personaggi televisivi, appaiano disclaimer quali “Pubblicità / Advertising”, “Promoted by / Sponsored by”, “In partnership with” et similia. La loro finalità è, appunto, quella di segnalare al pubblico la natura promozionale dei contenuti condivisi, proprio per non imbattersi in situazioni spiacevoli di questo tipo.

Queste, insomma, le ragioni della decisione del giurì che, si noti bene, produce effetti soltanto nei confronti di Peugeot. Fedez – nella persona di Newtopia Srl, società che ne cura e gestisce l’immagine – è infatti immune da qualsiasi ripercussione, non essendo in alcun modo vincolato al rispetto del codice per non avervi aderito (l’adesione avviene chiaramente su base volontaria).

Peugeot, al contrario, è stata ritenuta doppiamente responsabile: direttamente per fatto proprio, per aver concorso alla messa in opera della comunicazione in questione, ma pure per fatto altrui, a titolo di responsabilità oggettiva, per fatto commesso dal proprio sponsee.

Dura lex, sed lex: perchè darsi delle regole e poi non rispettarle è un clamoroso autogol.

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